Editoriale

 La politica e la lezione di  Roccaraso

Roccaraso, 30 luglio- Ricapitoliamo.Le polemiche vivaci dei giorni scorsi sul ritiro  a Castel di Sangro del Napoli calcio non sono nate per la  scelta della  sede ma dalle dichiarazioni di Marsilio, Presidente della Regione, quindi di tutti gli abruzzesi, che ha espresso un giudizio non positivo sulle strutture alberghiere di Roccaraso.

  Un giudizio severo, fuori posto, da un personaggio che dovrebbe lavorare molto per favorire sempre piu’ la coesione territoriale e non per indebolirla. Nella lunga e complessa storia per la costruzione dell’ Abruzzo (  non piu’ degli Abruzzi) non si trovano precedenti analoghi nemmeno ai tempi della rivolta per la scelta del capoluogo di Regione ( anno 1971) nel comportamento di un Governatore, che probabilmente  deve aver confuso il ruolo politico con quello istituzionale soprattutto se si considerano le  diverse reazioni che si sono susseguite a livello politico   e la caduta di stile rimbalzata  sui media anche nazionali.

  Che poi Marsilio , probabilmente , si è accorto con ritardo della gaffe pesante  ed ha cercato di porvi rimedio questa è altra cosa  anche perchè gli albergatori di Roccaraso si ritengono danneggiati e perché   quei consiglieri regionali  della sua stessa parte politica che con dichiarazioni  un po’  disinvolte hanno finito per danneggiarlo ulteriormente. Ma questo  questo è altro discorso.

  Cosa accadrà ora non  sappiamo e francamente ci interessa poco. Anche perché la vicenda sull’accaduto  sicuramente presto  approderà  in Consiglio Regionale. A noi  interessano invece  altri  segnali precisi  che sono partiti in questi giorni dall’Alto Sangro. In primo luogo  non puo’ essere ignorata la dura , e composta, reazione del sindaco di Roccaraso, Francesco Di Donato,alle parole di Marsilio per difendere la sua cittadina,la sua immagine turistica e il lavoro  di decenni  degli operatori economici locali . Non e’ stata una sola difesa d’ufficio.Tuttaltro. E’ stata invece una ferma presa di posizione  che ogni sindaco ogni bravo amministratore di qualsiasi comune dovrebbe mettere in campo ogni qualvolta si rende necessario soprattutto quando per farsi rispettare occorre alzare la voce anche se si tratta del Governatore della  Regione

 A Sulmona non sarebbe successo.Di sicuro  non è successo  negli ultimi quindici anni. Chi non ricorda, ad esempio, il comportamento ossequisoso alla Regione e alla Protezione civile nazionale quando bisognava far  entrare la città  nell’area del cratere sismico nel 2009? E chi non ricorda, di recente, la voce grossa del Governatore ( sempre lui) nei confronti del sindaco della nostra città,Anna Maria Casini, quando chiedeva il riconoscimento di zona rossa per la vicenda del San Raffaele oppure quando si chiedeva di riconoscere Villa Gioia quale Ospedale  Covid pochi mesi addietro?

Eppure se a Roccaraso c’è stata una mezza sollevazione popolare  settimane addietro a Sulmona in molti   gioivano sugli orientamenti della Regione   Anzi qualche consigliere comunale ( ti pareva ?)  si schierava pubblicamente al fianco di Marsilio e contro la  stessa Sulmona. Altro che solidarietà civic. Sarà un caso? Sarà un episodio isolato? Forse,  ma dimostra chiaramente che questa città non potrà mai crescere e non potrà mai elevarsi ad un ruolo  guida del Centro Abruzzo  fino a quando l’orgoglio civico  sarà calpestato e fino a quando  non si costruirà la giusta  solidarietà   per guidare la politica del cambiamento di un territorio che si aspetta molto dalla programmazione regionale

 Le fortune di una  comunità , si usa ripetere , le fanno gli amministratori che ogni territorio   si sceglie e non per grazia ricevuta  E come  non considerare  che  quello dell’Alto Sangro resta pur  sempre, grazie all’economia turistica, una delle aree  piu’ interessanti del sistema economico abruzzese. Sabato scorso, sempre a Roccaraso ,si sono chiusi gli Stati generali della montagna che hanno visto la partecipazione  di tre Ministri, Presidente di Regione, parlamentari, rappresentanti della Protezione Civile, dell’Ufficio sisma nazionale,amministratori,Uncem, Anci, rappresentanti del mondo del lavoro e della produzione. Un confronto lungo due gionri, una lunga serie di idee e impegni che Governo e Regione dovranno onorare al piu’ presto. Mi ha colpito la giovane età e la preparazione ( con curricula prestigiosi)  dei  tre ministri presenti  dell’attuale Governo ma soprattutto lo stile su come va intesa la politica dei nostri giorni: compostezza, riservatezza, competenza,credibilità   

 Sono tre giovani protagonisti di politiche attive, molto apprezzati anche in Europa, mai al centro si polemiche o pagliacciate come alcuni parlamentari, uomini e donne, poveri di idee e spesso chiacchierati per le cose che non sono capaci di fare. Questi tre ministri, ma  sicuramente anche altri, rappresentano il messaggio  piu’ concreto della politica del cambiamento  in atto  in una fase storca assai delicata per la comunità nazionale e per l‘intero sistema economico del nostro Paese.

 Un bel segnale che abbiamo raccolto a Roccaraso  e che deve valere per tutti alla vigilia di un importante turno per il rinnovo in oltre sessanta comuni abruzzesi  delle Amministrazioni locali proprio  per dimostrare alle piccole comunità che la politica dei compari o del tirare a campare non  basta piu’. Serve gente orgoglioosa, capace, preprata e soprattutto giovane. Perché il grande cambiamento del nostro Abruzzo parte prima di ogni cosa dai nostri paesi. E Roccaraso oggi  lo ha dimostrato bene. Buone vacanze a tutti

 Asterix

 

 

  

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