Cultura

La notte di San Silvestro al tempo del Coronavirus

 

 

Sulmona,31 dicembre– La notte di San Silvestro del trentuno dicembre è la più lunga dell’anno; segna il passaggio dal vecchio al nuovo anno il quale, allo scoccare della mezzanotte, viene accolto con fuochi d’artificio ed il tradizionale stappo delle bottiglie di spumante e champagne, dal brindisi della mezzanotte. Fra le tradizioni secolari della notte di San Silvestro rammentiamo quella di rompere le cose vecchie, per abbandonare ciò che ormai è vetusto e superfluo ed abbracciare i cambiamenti che il nuovo anno porterà con sé, augurandoci che la dea bendata la fortuna porti realtà positive. Da menzionare anche la tradizione dei fuochi pirotecnici e dei botti che, secondo l’antica tradizione, scaccerebbero gli spiriti maligni. La notte di San Silvestro ricorda uno dei Papi più antichi della cristianità, ritenuto uno dei massimi protagonisti nell’aver diffuso e sviluppato il cattolicesimo. Quest’anno sarà una notte di silenzio nelle strade, nelle piazze, nel locali, nella abitazioni. I tradizionali cenoni, le feste nei palazzi e case private, nei locali, nelle piazze, strade, vicoli, purtroppo non avranno luogo, a causa della pandemia del Coronavirus, la quale ha caratterizzato il 2020, anno il quale si chiude all’insegna del mutamento del virus, realtà che desta particolare preoccupazione. Un silenzio che sarà assordante ma anche foriero di pausa, riflessione, speranza, augurio di voltare al più presto pagina. L’augurio sincero che rivolgiamo erga omnes è che il duemilaventuno, sia l’anno della definitiva sconfitta del Covid, per tornare ad una vita normale. L’economia già in crisi, per la recessione economica la quale purtroppo perdura da anni, è ancora più in recessione a causa delle restrizioni della pandemia.

Ogni anno che si conclude è ragione di conversazioni, bilanci, argomentazioni,  ma anche speranze che il nuovo anno sia positivo per tutti. In Italia molto atteso, come sempre, è il messaggio di fine anno rivolto agli italiani da parte del Capo dello Stato, il Presidente della Repubblica il quale, come cerimoniale prevede, avviene in diretta dal Palazzo del Quirinale  a Roma a partire dalle ore venti e trenta a reti unificate. Questa tradizione italiana ha inizio nell’anno millenovecentoquarantanove dall’allora Presidente della Repubblica Luigi Einaudi; dall’ora non è stata mai interrotta.  Il Palazzo sede della presidenza della Repubblica ha una storia secolare  prestigiosa, essendo stato sempre protagonista di ogni avvenimento avutosi in Italia, sul suolo italiano. Il Quirinale è uno dei colli della vetusta Roma, detto nelle note fonti Agonius o Quirinalis Collis oppure, in maniera più semplice, Collis.

Sul Collis Agonensis sorge e viene edificato il palazzo del Quirinale il quale, nel corso della storia, è stato la residenza dei Papi sino alla debellatio dello Stato Pontificio stesso, divenuta definitiva il venti settembre milleottocentosettanta a seguito della presa di Roma, dopo la breccia di porta Pia, per costituire l’unità d’Italia. Va precisato che, i domini papali, vengono già ridotti sin dal biennio milleottocentosessanta milleottocentosessantuno dal momento che, in tal biennio, all’unità d’Italia vengono assoggettate le legazioni di Bologna, Romagna, Marche, Umbria.

Il Quirinale nel corso della sua  storia  ha ospitato almeno trenta Pontefici. In seguito dall’anno milleottocentosettanta sarà la residenza dei Re d’Italia ad unificazione avvenuta e, con l’avvento dell’Italia repubblicana, dal millenovecentoquarantasei il palazzo assumerà la funzione e realtà di divenire la residenza ufficiale del Presidente della Repubblica, la sede istituzionale costituzionale della Presidenza della Repubblica.

Il palazzo del Quirinale si inizia a costruirlo all’inizio del XVI secolo. Il Palazzo del Quirinale, la figura istituzionale del Presidente della Repubblica, il Tricolore italiano collocato sul palazzo del Quirinale, rappresentano identità storiche, culturali, nazionali della nostra Italia, alle quali sono legati indissolubilmente avvenimenti ed eventi divenuti imperituri, entrati di diritto nella storia. Il Quirinale è stato definito la casa di tutti gli italiani, il luogo d’identità ed unità del popolo italiano. Anche a nome del Direttore, della Redazione del giornale, porgiamo erga omnes i nostri più sinceri e fervidi auguri di un sereno e felice duemilaventuno con l’auspicio che, l’epidemia del Coronavirus, sia sconfitta al più presto.

Andrea Pantaleo

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