Venerdi, 10 novembre 2017

Ma la nostra città è affidabile?


2017/05/14 10:120 comments

  Sulmona, 14 maggio- C’è una parte della città, la nostra, sconosciuta a molti. Una città fatta di tante persone, giovani e adulti, ragazzi e ragazze che si vedono raramente  in giro, che parlano poco, che non consumano tempo dinanzi a qualche telecamera  ad esaltare il culto dell’apparire e  si distinguono  invece per la politica del fare.

 A Sulmona questa comunità straordinaria è assai numerosa. Lavora ogni giorno con passione e senza compensi per alleviare il disagio a qualcuno più sfortunato che soffre, che trascorre il tempo su una sedia a rotelle o perché condannato a stare a casa perché non riesce a muoversi.

Questa realtà ho incontrato e conosciuto meglio sere addietro al Cinema Pacifico dove il Centro per i Servizi per il Volontariato  della Provincia dell’Aquila ha chiamato a raccolta i sulmonesi per una riflessione in occasione del suo primo decennale dalla fondazione. Una bella opportunità per tutti per parlare alla propria coscienza e interrogarsi su cosa ciascuno di noi riesce a fare per gli altri.

  Mi è piaciuta molto l’esibizione dell’artista di Bugnara Beppe Frattaroli  che racconta, con la sua musica impegnata e diversa, questa solidarietà  un valore che troppo spesso viene messo in discussione. Così come molto belle sono state le testimonianze dei ragazzi impegnati in città in tante esperienze di volontariato fatte tutte con la passione dei giovani e sempre con il sorriso.

 Ma la nostra città è affidabile? L’interrogativo posto dal Vescovo Angelo Spina è stato il momento più alto della riflessione. Soprattutto quando parlando dei giovani ha indicato le tre direttrici da seguire (ascoltare, incoraggiare, accompagnare) quasi a confermare  quanto importante possa apparire il ruolo delle nuove generazioni nella costruzione  di un mondo migliore.

Per gli osservatori più attenti quella del Vescovo è stata anche una lezione, l’ennesima, a quella politica fantasma e incapace di interpretare i bisogni della gente e della Comunità che rappresenta. Una politica fatta  di una nuova generazione  che non riesce ad esprimersi con lo stesso entusiasmo e passione di chi fa volontariato e sogna magari la politica come una scorciatoia (o l’ascensore) per  costruirsi  un futuro senza investire nello studio e nel sacrificio.

 Mons. Spina si è rivelato ancora una volta un vero leader per questo territorio  e lo ha fatto con la stessa fermezza  di allora  quando alzò la voce nei confronti del Governatore D’Alfonso  perché  la Regione escludeva la città dai poli di attrazione, dalle macro aree, dalla  aree complesse, quando declassava l’Ospedale e riduceva l’offerta dei servizi socio-sanitari ad un territorio che ha bisogno di tutto. E quando il Vescovo della nostra città gridava il grido di dolore e di rabbia  un codazzo di amministratori, giovani e servili, applaudiva a quelle scelte. E come non ricordare quella appassionata rappresentazione di Mons. Spina alla presenza del Presidente della Repubblica Mattarella  in occasione dei funerali della giovane sulmonese uccisa a Berlino  per invocare politiche nuove per i giovani  per farli  restare nella propria terra?  Ecco  perché la lezione di questi giovani impegnati nel volontariato sono l’immagine più bella che i sulmonesi debbono difendere con orgoglio perché sono una parte importante  della città migliore che pure Sulmona sa rappresentare. Buona domenica a tutti. (h.9,30)

Asterix

 

 

 

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