Ancora qui a segnalare un ottimo spettacolo in Abruzzo. Questa è la volta di Federico Sirianni, cantautore di origine genovese e trapiantato a Torino, che assieme al poeta Guido Catalano sarà di scena il prossimo venerdì 15 aprile, ore 22.00, alla Vineria di Salnitro a San Martino sulla Marrucina (Ch).
Sirianni è in procinto di pubblicare il nuovo lavoro discografico, Santeria, in uscita a settembre, mentre Catalano è alla seconda ristampa del suo ultimo libro La donna che si baciava con i lupi.
Lo spettacolo farà la spola tra le canzoni d’autore del primo e le poesie a metà tra ironia e genialità metalinguistica del secondo.
Già Premio Lunezia DOC 2010, Sirianni racconta attraverso le canzoni, usa sapientemente ritmo e melodia, rime insolite e particolarità metriche come inevitabili e preziosi strumenti narrativi; per capirci: non cerca a forza empatia con chi ascolta ma sa che quest’ultimo deve intendere la forma della canzone come modo di espressione unico e ineguagliabile, per poter comunicare un contenuto, una storia, una sensazione.
In questo modo, le canzoni di Sirianni diventano immancabilmente diverse l’una dall’altra e le orchestrazioni formano un importante ingrediente per impreziosire la propria poetica.
Ed è una poetica che parla dell’est, delle vite dei cunicoli, notturne, ebbre, fertili e feconde, di un altrove raccontato sempre (sempre!) con una voce fuori dal tempo, tra il rauco e il narrativo, quasi epico senza fine e carico di una disperata onniscienza sgradita all’io poetico. In questo filone si possono citare il brano Navigante o Dal basso dei cieli.
Quando è lirico, Sirianni sfrutta una specie di anti-lirica, nel senso che utilizza immagini agli antipodi del linguaggio aulico tradizionale. Così Al campo rom o Nel mio quartiere rappresentano bozzetti descrittivi in movimento, con melodie ‘circolari’, scandite negli accenti. Sono brani che diventando però lirici per merito della magia della dialettica dei contrari: «Pozzanghere di fango,/ chi è il più bello del reame?/ Madre prendimi per mano e andiamo via./ Acre odore di spezzato/ macerato in pepe e rame/ mentre allatta fugge morte e malattia» oppure «Schiva la pozza/ salta nel fango./ Lì non ci entrare / o piovono guai./ Crolla l’insegna/ poi pisciano a lungo/ sui tassi degli usurai», sono immagini che creano un linguaggio d’un altro tipo di convenzioni, dalle quali partire per poter arrivare a far lirica usuale quando serve sul serio, come nei brani Neve o Melodia per occhi stanchi, che risultano assolutamente preziosi: se Sirianni scrive qualcosa di riflessivo, di elegiaco, vuol dire che ce n’era davvero bisogno e la conseguenza è una perla rara.
Ecco: precisamente questo gli permette di essere ‘autentico’ e – se rubiamo il prefisso alla parola – decisamente ‘d’autore’.
Questo l’appuntamento allora:
Vineria di Salnitro
via S.Salvatore, 31 San Martino sulla Marruccina (Ch)
Ore: 22.00
Paolo Talanca



