Politica

La lezione dell’incendio del Morrone

 

Sulmona, 27 agosto- All’alba del nono giorno di fuoco sul Morrone i sulmonesi cominciano a riflettere sulla condizione della città. Già perché almeno due cose  questa vicenda dell’incendio ha insegnato: l’Amministrazione comunale oggi è assai debole per guidare una  città complessa e con tantissimi problemi. Non ha esperienze amministrative solide, non ha forza politica sufficiente  per  far sentire il peso di una comunità prestigiosa che puo’ e deve  contare nei palazzi della politica e delle istituzioni.

 Il civismo e le fantasie  da quattro soldi non servono piu’, perché non hanno idee,programmi e strategie  peso e forza politica da nessuna parte. In questa vicenda del fuoco  lo si è visto chiaramente . Tante forze politiche si sono mosse  molti partiti hanno presentato interrogazioni  in Parlamento   ma anche in Regione. Forme diverse di solidarietà alla città e a territorio lasciato solo dove ogni sindaco si muove come crede e con chi crede.Nessun coordinamento politico del territorio.le aree interne sono enunciazioni vaghe,la coesione territoriale che poteva rappresentare una forza da queste parti non esiste.Pratola e Sulmona, ad esempio, sono in disaccordo su tutto e perfino sulle operazioni di spegnimento delle fiamme ognuno è ndato per conto proprio.

 Discorso a parte merita il Pd  che in questa citta ( ma non solo) non si vede,non si sente. Non si è accorto di nulla ed è rimasto intimorito e in disparte. Nessuna iniziativa dei consiglieri regionali della provincia dell’Aquila Pd ;nemmeno parlamentari e senatori, E pensare che gli uomini di governo che dovrebbero occuparsi di agricoltura e foreste, a L’Aquila come a Roma, sono tutti targati Pd ma nessuno, finora, si è accorto di Sulmona.

 Il secondo aspetto che non va trascurato riguarda  la macchina tecnico-amministrativa del Comune che fa acqua da tutte le parti. Anche in questa vicenda dell’incendio lo abbiamo percepito. Irritante è stata quella immagine entrata nelle case dei sulmonesi  di quel funzionario del  Comune che sul luogo dell’incendio che aveva in mano non una  pala ma una elegante  borsa da ufficio e se la rideva con altre persone. L’incendio come la neve, come la vicenda della gestione delle pratiche post sisma   ha manifestato limiti paurosi sopratutto perché  la città è apparsa senza idee e strategie per fronteggiare le emergenze.

Insomma  un’armata  brancaleone  o se volete un’insieme di dilettanti allo sbaraglio. Non c’è una politica di gestione delle risorse umane e anche la convenzione con la Regione  per Abruzzo Engenering è arrivata con molto ritardo e dopo una serie di proteste da parte di imprenditori e tecnici .Questo non è piu’ possibile e occorre porvi rimedio subito. Nel giro  di qualche giorno è in programma una seduta  straordinaria del Consiglio comunale. Speriamo sia l’occasione giusta per fare una riflessione a tutto campo senza condizionamenti e senza paura di dire cose che possono dispiacere a qualcuno.

Chi vive sotto questi condizionamenti non puo’ rappresentare la città, in maggioranza e in opposizione, perché Palazzo San Francesco è il luogo piu’ alto della democrazia partecipata. Da questa seduta debbono uscire indicazioni   precise per il cammino della città dei prossimi mesi. E lo deve stabilire il Consiglio comunale nella propria autonomia e nella sua forza rappresentativa. Oggi piu’ che mai occorre aprire una vertenza ( ma in senso vero non a chiacchiere) con la Regione, si chiede  una seduta straordinaria dell’Assemblea abruzzese  con all’ordine del giorno un solo argomento: la questione centro Abruzzo che oggi è emergenza incendi, ma è anche sanità, investimenti, infrastrutture, agricoltura, macro aree, sicurezza nelle scuole e tante altre cose piccole e grandi che nessuno vede e rappresenta. Ma per far sentire la voce del territorio ci vogliono gli uomini adatti e sulmona oggi fa i conti con quelli che si è scelto. Lamentarsi serve a poco,occorrone decisioni forti  e coraggiose se si vuole rimetter in moto la città.Oggi è stato l’incendio a far apire gli occhi alla nostra gente.domani chissà. Buona domenica a tutti

Asterix

 

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