Martedi, 26 settembre 2017

La grande opportunità per il Centro Abruzzo


2017/09/04 09:150 comments

 

 

 Esattamente un anno    fa, il 23 Settembre 2016,venne presentato dal Dipartimento di Urbanistica dell’Università D’Annunzio lo studio sulle sette  aree urbane che dava un taglio nuovo alla politica di programmazione e per il nostro territorio e appariva, come spiegò anche su questo giornale il sulmonese Aldo Ronci, “ una luce in fondo al tunnel”. E’ passato un anno e di quel progetto nessuno parla piu’  Perchè ? Eppure la grave condizione in cui si dibatte la città ed il territorio del Centro Abruzzo  dovrebbe spingere  tutti, istituzioni forze politiche, sociali, culturali  espressioni del mondo del lavoro e della produzione ad impegnarsi per individuare le strategie  giuste ,e condivise, per assicurare  la ripresa economica ma anche per abbattere squilibri e diversità fra le diverse realtàLo studio coordinato dal prof. Roberto Mascarucci appare ancora  oggi  come  una occasione utile,la sola al momento, per avviare una riflessione puntuale  per interrogarsi su quale futuro potrà essere riservato al Centro Abruzzo.Ma occorre fare presto ed è necessario che l Consiglio Comunale di Sulmona assumere iniziative politiche forti. Se è capace e .. autonomo 

 

 Sulmona, 4 Settembre– La Commissione europea ha invitato ciascun paese membro a dotarsi di una “Agenda Urbana” che permetta ai Territori Urbani di essere direttamente coinvolti nell’elaborazione delle strategie di sviluppo.

Il FESR (Fondo europeo dello sviluppo regionale) prevede che almeno il 5 % delle risorse assegnate a livello nazionale debba essere destinato ad Azioni Integrate per lo Sviluppo Urbano Sostenibile delegate alle città di riferimento.

L’Agenda Urbana in Italia, a oggi, a livello delle singole regioni, è declinata in forma molto libera e diversificata. Ad esempio la Regione Abruzzo ha individuato come sistema urbano cui destinare queste risorse le sole quattro città di Chieti, l’Aquila, Pescara e Teramo, invece la Regione Toscana ha destinato le risorse oltre che alla città metropolitana di Firenze, anche a 14 Aree Funzionali Urbane (FUA – Functional Urban Area).

La realizzazione dell’Agenda Urbana Abruzzese, secondo uno studio del Dipartimento di Architettura dell’Università “G. D’Annunzio” coordinato dal Prof. Roberto Mascarucci, prevede la suddivisione del territorio regionale in 7 Aree Urbane Funzionali che fanno riferimento alle Città Medie di Pescara-Chieti, Teramo, L’Aquila, Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto. Tale studio è stato presentato in un convegno tenutosi il 23/09/16 a Pescara organizzato dalla UIL.

Tale suddivisione non coincide con quelle effettuate dalla Giunta che:

  • da una parte individua come Aree Urbane destinatarie delle risorse dei POR-FESR (2014-2020) solo le 4 Città Capoluogo (L’Aquila, Pescara, Teramo e Chieti);

  • dall’altra, avallando la classificazione effettuata dal Dipartimento per lo Sviluppo Economico (per la Strategia per le Aree Interne), riconosce 7 Poli di Attrazione: L’Aquila, Pescara, Teramo, Chieti, Avezzano, Giulianova e il Polo Intercomunale: Roseto, Atri, Pineto, Silvi.

In entrambi i casi Sulmona è esclusa.

La individuazione delle 7 Aree Urbane Funzionali, da parte del Dipartimento di Architettura, è stata realizzata declinandole come sistemi territoriali gravitanti sulle città medie che ben rappresentano la struttura policentrica del territorio abruzzese.  La città media- come ha rilevato spesso il prof. Aldo Ronci– è stata individuata attraverso la rete di gravitazioni che si sono instaurate nel bacino territoriale nel quale essa eroga i servizi essenziali (sanità, istruzione e trasporti) e corrisponde alla definizione che il Dipartimento per lo Sviluppo economico ha dato al Polo di Attrazione. Per le città medie esiste uno stretto rapporto con i sistemi territoriali che su di esse gravitano e questi, a loro volta, sono di supporto alla città medie ed essenziali per il sistema dei piccoli comuni ai quali le città medie garantiscono la possibilità di fruire dei servizi essenziali.

Il recepimento della proposta di suddivisione ottimale del territorio regionale in 7 Aree Urbane Funzionali da parte della Regione permette alla Regione stessa di attuare su scala locale politiche di sviluppo  e rende i territori  protagonisti nella  progettazione strategica del loro futuro, li mette in grado di  intercettare fondi comunitari e nazionali da destinare alla crescita e di interfacciare con la programmazione regionale.

Nel convegno del 23.09.16, nel quale è stata presentata la suddivisione della Regione Abruzzo in 7 Aree Urbane Funzionali, hanno partecipato tra gli altri anche l’Assessore Regionale Andrea Gerosolimo e il Capo Dipartimento della Presidenza e Rapporti con l’Europa della Regione Abruzzo Giovanni Savini che, nei loro interventi, hanno apprezzato l’iniziativa e dichiarato la disponibilità della Regione ad un recepimento delle indicazioni prospettate.

 “ Per  il Territorio Peligno e l’intero Centro Abruzzo- come ha rilevato spesso il prof. Aldo Ronci– possono tornare a sperare di essere riconsiderati una “Area Urbana Funzionale” e Sulmona tornare ad essere la Città Media di riferimento per la fornitura dei servizi essenziali (Polo di Attrazione).

Queste riconsiderazioni, gioco forza, dovranno tra l’altro comportare un ripensamento sulla riorganizzazione dei servizi ospedalieri regionali che dovrà prevedere anche a Sulmona un Ospedale DEA di I livello a servizio dell’Area Funzionale Urbana prevista dal Dipartimento di Architettura dell’Università “G. D’Annunzio” derogando dagli assurdi limiti posti dal Decreto Lorenzin visto che tra l’altro che una deroga è stato già fatta per la Provincia di Chieti dove sono stati previsti 3 Ospedali di I livello mentre ne aveva diritto a 2” (h.9,00)

 

 

 

 

 

 

 

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