Economia

“La fragilità territoriale”,  per il futuro del Centro Abruzzo è forse il punto da dove ripartire

 

Lo studio del Politecnico di Milano “De-fragilizing Sulmona”, con la collaborazione della facoltà di Architettura di Pescara, forse potrebbe rappresentare dopo anni di silenzi e chiacchiare a vuoto una vera  occasione per ripartire e costruire un modello nuovo di sviluppo  per il nostro territorio  soprattutto se si riuscirà a rilanciare  la strategia di programmazione ponendola al centro di qualsiasi politica di sviluppo. Sarà possibile? Lo vedremo presto soprattutto  se si  riuscirà a far  trionfare quella politica di coesione territoriale  capace di unire, rendere credibili e forti i territori ma soprattutto per restituire anche a Sulmona e alla Valle peligna il diritto  a poter sperare per un divenire migliore

 

Sulmona, 1 luglio- “Sulmona orgogliosa per essere al centro di un prestigioso studio/ ricerca a livello nazionale “De-fragilizing Sulmona” condotto dal Politecnico di Milano, coadiuvato dalla facoltà di Architettura del’Università di Pescara, secondo una convenzione stipulata a febbraio 2020 con il Comune di Sulmona, con focus su contesti caratterizzati da fragilità territoriale. E’ un importante progetto di ricerca internazionale che pone le basi per indicare traiettorie di sviluppo per il nostro territorio come modello per altre aree interne simili alle nostre e che  ieri, in un workshop realizzato in  webinar, ha visto il confronto  tra professori, dottorandi provenienti da tutto il mondo, professionisti e ad alcuni attori locali, tra cui due professori abruzzesi, Emilia Corradi del Politecnico di Milano, e Raffaele Giannantonio dell’Università “D’Annunzio”, che ringrazio. Tema centrale: come superare le fragilità, in una sorta di progetto di sviluppo integrato urbanistico, che tiene conto anche di aspetti sociali ed economici e include il laboratorio per l’abitare innovativo, con proposte di innovazioni e opportunità di sviluppo nella nostra città.

 È motivo di orgoglio che Sulmona, tra le dieci città-cantieri pilota di Casa Italia, sia stata scelta come caso sperimentale per uno studio così prestigioso e importante ed è altrettanto motivo di soddisfazione aver constatato che i progetti illustrati e analizzati per la nostra città di Sulmona siano in linea con la visione programmata della nostra amministrazione insieme al resto dei Comuni del territorio. Il potenziamento delle infrastrutture, partendo dalla stazione ferroviaria, la valorizzazione del centro storico e del parco “Daolio”, la sicurezza delle strutture e dell’abitato, il turismo slow sono, infatti, i punti strategici su cui abbiamo incentrato le linee d’azione nella “Carta dei Comuni delle Valli” e nel progetto di valorizzazione turistica che parte dal l’Abbazia  e coinvolge le aree celestiniane di valenza storica e tutte le risorse culturali ed ambientali dei Comuni dell’area Peligno Subequana”.

Lo afferma il sindaco Annamaria Casini, che aggiunge:  “È un’ esperienza di studio in progress, che prevede altri incontri e la presentazione ufficiale in autunno dell’intero lavoro condotto da tre dottorati del Politecnico di Milano e che potrà dunque contribuire a dare quella base scientifica a ragionamenti strategici fondamentali per Sulmona, già in discussione”.

 

 

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