Lunedi, 18 marzo 2019

La domenica del villaggio


2019/03/17 12:220 comments

 

 Sulmona, 17 marzoE’ passata un’altra settimana e la città si è svegliata  anche in questa domenica con tanto sole ma i con i soliti problemi, vecchi e nuovi, con le solite chiacchiere e pochi risultati.  A Palazzo San Francesco c’è ora il governo “del cambiamento” (si fa per dire)  in versione casereccia e pasticciata costruito su  un accordicchio di poche righe ed un elenco di cose da fare senza spiegare poi come  e in quanto tempo.

 C’è un pastrocchio politico che coinvolge il Pd locale  (a proposito che fine ha fatto ?) e sul quale si sono scatenate le ire pesanti dei dirigenti regionali  del partito tra l’altro ribadite ieri pomeriggio per il “caso L’Aquila”  quando il Segretario regionale Dem ha detto, chiaro e tondo, che il Pd non farà da stampella a nessuna amministrazione di destra in Abruzzo.

 Questo significa che  l’ennesima Giunta Casini che doveva essere “di emergenza per due-tre problemi, a termine e di alto profilo” rischia di divenire una invece di divisione, debolissima e politicamente senza coperture. Insomma come canzone che parlava di “quattro amici al bar” che si sono nascosti dietro un programmino con una serie di punti come revisione del Prg, mobilità, riorganizzazione della macchina amministrativa, mobilità e cultura (come l’idea vecchia  del parco letterario ovidiano  di alcuni anni, già presentata nel 2016 e poco orginale rilanciarla in questa fase di emergenza) attorno ai quali molti dei consiglieri che hanno firmato il documento non hanno mai aperto bocca  per esprimere un concetto o una proposta al riguardo.

E poi anche la chicca della coesione territoriale  che non va intesa come fusione dei piccoli comuni ormai superata dalla politica di programmazione regionale ma una strategia culturale, economica   e solidaristica  di grande significato. La riprova è che la città oggi non è in grado di svolgere una funzione di coordinamento del territorio, né di affermare il suo ruolo guida di una  vasta area perché in questi anni molti amministratori locali sono stati abbandonati e magari  guidati a sostenere battaglie  occasionali e perdenti.

Nella confusione che accompagna il cammino di questa Amministrazione con una  maggioranza pasticciata il ruolo delle opposizioni a Palazzo San Francesco è invisibile, sbiadito, spento. Ovviamente con le dovute eccezioni ma il sospetto che il pastrocchio amministrativo che si è messo in piedi, paradossalmente, serve a poco o nulla alla città. E il silenzio irritante pure. Perfino le grandi questioni che pure sono in piedi come quella delle partecipate che divide la politica sulmonese e che  dovrebbe impegnare l’Amministrazione attiva a sviluppare una riflessione attenta puntuale sulle cose che non hanno funzionato in questi anni per assicurare  a Sulmona  di recuperare un ruolo preciso e guidare una politica dei servizi in maniera nuova, moderna, efficiente  stenta a decollare.

E così se al Comune dell’Aquila le dimissioni del sindaco sono state il pretesto per rafforzare, sicuramente, il ruolo della città e dell’Amministrazione comunale  al proprio interno ma anche nei rapporti con il territorio più ampio (anche molti amministratori del Centro Abruzzo hanno solidarizzato  nelle ultime ore con il sindaco Biondi mentre con la Casini  se ne sono stati alla larga) ma soprattutto nei confronti del Governo regionale  di quello nazionale   qualcosa dovrà pure significare.

Forse la nostra non è più la città di ieri carica di orgoglio e di prestigio che tutti ammiravano e rispettavano. E’ molto meno. Sembra ridotta, proprio per quella politica che non c’è, ormai a piccolo borgo di periferia.  Perché? Ne riparleremo. Buona domenica a tutti.

Asterix

 

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