Venerdi, 10 novembre 2017

La domenica del villaggio


2017/10/15 16:281 comment

  Sulmona, 15 ottobre– Lontano da Sulmona e dall’Abruzzo per qualche giorno ho seguito a distanza le ultime vicende che si sono accavallate e intrecciate nella politica cittadina. 

Mi sono chiesto le ragioni, ma senza trovare finora  una risposta, sulla  condizione  di degrado politico in cui è venuta a trovarsi  da qualche anno questa nobile e antica città. Non mi riferisco alla vicenda della cooperativa  e dell’ex detenuto; non intendo riferirmi nemmeno agli aspetti  sociali, umani, organizzativi e gestionali della stessa. D’altra parte ogni atto amministrativo in qualsiasi pubblica amministrazione viene preparato, verificato e firmato da dirigenti del settore che si assumono, con i relativi pareri di legittimità, responsabilità precise.

 Tutto questo non ci interessa. A noi interessano gli aspetti politici  e la capacità di governo della città in una fase assai delicata  affidata ad una classe politica giovane e impreparata a guidare il cambiamento, troppo spesso presuntuosa, che si chiude dietro logiche di appartenenza dimenticando che una delle regole elementari della buona politica è la tolleranza, il confronto, la preparazione e soprattutto l’umiltà.

 Se un giornale, il Germe, per primo, ha denunciato la vicenda  e se un consigliere di minoranza, di professione avvocato, rappresentante del solo partito ufficiale presente a Palazzo San Francesco, che ha riferimenti politici forti in Regione e in Parlamento, si  interroga sulle ragioni e sull’opportunità di un incontro che si sarebbe svolto  in Comune al quale hanno partecipato oltre ai soggetti interessati anche rappresentanti di istituzioni importanti (Comune e Regione) hanno sbagliato coloro che hanno informato l’opinione pubblica sui principi elementari di trasparenza e correttezza amministrativa o chi ha determinato con i propri comportamenti queste reazioni? Tutto il nodo della vicenda, secondo noi, ruota proprio  attorno a questo punto. Anche perché non si può chiedere agli organi di informazione di  rinunciare al diritto di cronaca e al dovere di informare, né ad un consigliere di opposizione di qualsiasi partito di esercitare i necessari controlli sull’operato della maggioranza. Dice qualcuno: questi comportamenti gettano fango sull’operato dell’Amministrazione. Questo, eventualmente, lo stabilirà la competente autorità e non crediamo che Elisabetta Bianchi intenda né gettare fango, né tacere sulle cose di cui è a conoscenza. Il resto si vedrà.

Con la stessa franchezza dobbiamo però aggiungere che le reazioni che si sono registrate che sono sconfinate dal piano politico a quello personale meritano una considerazione a parte e denotano un nervosismo strano che si va ad aggiungere  ad un clima che è divenuto pesante e non aiuta a costruire nulla.

Sarebbe occasione troppo ghiotta per parlare in questo momento del fango gettato sulla città da chi finora non è stato in grado di rispondere alle attese della gente, alle occasioni mancate e agli errori compiuti. Così come sarebbe troppo ghiotta l’occasione per tirare le orecchie a quei cattivi maestri  che si alimentano alle mammelle della politica e che chiedono sempre   agli altri di studiare per nascondere i propri limiti scolastici e professionali.

Non lo facciamo perché questa vicenda ci ha fatto riflettere sulle cose  che sono accadute o stanno accadendo attorno a noi, perché questa è  anche la nostra città dove abbiamo deciso di vivere insieme agli affetti più cari, dove abbiamo cullato sogni e speranze. Ma è anche la città che abbiamo il dovere di difendere con orgoglio e di proteggere bene dentro e fuori.

Sul piano locale vogliamo che Sulmona  esca da questa condizione di appiattimento  e riaccenda le speranze della gente. Ma per fare questo ci vuole tanta solidarietà che è possibile costruire solamente attorno ad un’amministrazione in grado di rispondere alle sfide del momento con capacità e determinazione. Ci vuole una classe politica in grado di supportare un governo cittadino autorevole capace non solo di applaudire ma di alzare la voce per difendere la proprio comunità ed il territorio. Per capirci oggi la Regione deve cambiare politica nei confronti della città e lo deve fare subito non alla vigilia delle elezioni.

Gli effetti del declassamento dell’Ospedale  deciso anche grazie al contributo  di chi doveva invece stare con la  città oggi è sotto gli occhi di tutti; manca ancora una politica di sviluppo complessivo e di riequilibrio del territorio; la vicenda prima dell’autostrada ora della bretella ferroviaria  sono segnali chiari. E il discorso potrebbe continuare a lungo. Un bel segnale potrebbe arrivare da un consiglio comunale straordinario proposto proprio dalla stessa maggioranza sulla vicenda della Cooperativa. Sarebbe una bella occasione per fare chiarezza su tutto, facendo capire la bontà delle iniziative dell’Amministrazione comunale e rasserenerebbe gli animi. Anche perché se tutto è regolare e trasparente cosa ci sarebbe di male?

Potrebbe  servire  sicuramente ad avviare  una svolta urgente in questa città perché la “politica del tirare a campare”  ha già prodotto troppi guasti e accumulato ritardi e soprattutto aiuterebbe a frenare il declino della nostra città  ridotta ormai a un paesotto di periferia anzi ad un … villaggio. Ma di questo ne riparleremo presto perché oggi è giorno di festa Buona domenica a tutti.

 Asterix

 

1 Comment

  • musichiere

    bene,giorno di festa per pochi..tanti,troppi che hanno perso il sorriso,la speranza,quest’ultima nel recente passato era quasi garantita, con politici e politca fatta da persone di rigore ideologico,principi,valori, capaci,preparate,scrupolose,
    attente alle aspettative dei Cittadini,al bene e benessere della Comunita’,anche loro avevano” interessi particolari”,
    comunque alcuni risultati,benefici per il territorio e residenti sono stati raggiunti,anzi sono sotto gli occhi di tutti,concreti evidenti,utili,attuali….
    qui occorrono piani,progetti,prospettive certe,visione,
    strategie reali per un futuro migliore,altro che annunci,
    dichiarazioni,note,conferenze,tavoli di confronto,chiacchiere del stiamo monitorando,studiando la fattibilita’,ecc,ecc
    purtoppo mancano le competenze,l’abilita’,l’esperienza,la praticita’,la perizia,la preparazione di chi guida,dirige,
    inefficiente,inesistente la leadership…o no?

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