Lunedi, 18 marzo 2019

La dinamica delle imprese in Abruzzo dal 2014 al 2018


2019/03/11 16:390 comments

 

 

Sulmona,11 marzo- Dal 2014 al 2018 l’Abruzzo ha perso 2.366 imprese passando dalle 129.488 del 31.12.2013 alle 127.122 del 31.12.2018. Nello stesso periodo, in termini percentuali, l’Abruzzo flette dell’1,83%, valori pari al triplo della decrescita media a livello nazionale (-0,68%). Lo rileva l’ultimo studio del sulmonese Aldo Ronci sulla dinamica delle imprese in Abruzzo dal 2014 al 2018.

A livello provinciale le variazioni sono state molto diverse tra loro. L’unica a segnare un incremento è Pescara (+636), subisce la flessione più pesante Chieti (-1.416), registrano decrementi più lievi L’Aquila (-744) e Teramo (-842). Le variazioni percentuali rispecchiano i valori assoluti. Pescara (+2,06%) registra un incremento, Chieti (-3,45%)  annota il decremento più importante, L’Aquila (-2,88%) e Teramo (-2,65%) segnano decrementi più lievi.

Dal 2014 al 2018 l’Abruzzo subisce forti decrementi nelle costruzioni (-2.091) e nell’agricoltura (-1.622) seguono il commercio (-727) e l’industria (-587), ottengono incrementi le attività ricettive (+472), i servizi alle imprese (+743) e gli altri servizi (+1.446).

A livello provinciale le attività economiche si distribuiscono in maniera disomogenea. L’agricoltura flette vertiginosamente a Chieti (-919) e le costruzioni decrescono più intensamente a Teramo (-600) e all’Aquila (-580). Le attività ricettive (+196) e i servizi alle imprese (+240) crescono più fortemente a Pescara e, sempre a Pescara, gli altri servizi (+613) salgono vertiginosamente. Il commercio cresce in provincia di Pescara (+111) mentre flette nelle altre tre province.

L’unica attività economica che in Abruzzo ha una percentuale di imprese di gran lunga superiore a quella media nazionale – spiega il prof. Ronci –  è l’agricoltura che segna il 21%, a fronte del 14% italiano e registra uno spread di ben 7 punti percentuali.

Le attività agricole sono concentrate soprattutto nella provincia di Chieti. La ripartizione percentuale delle imprese tra le attività economiche nelle province abruzzesi è molto disomogenea.

La provincia di Chieti si caratterizza per un’alta percentuale di imprese dedite all’agricoltura 32%, più che doppia rispetto a quella media nazionale (15%).

La provincia di Pescara si contraddistingue per un’alta percentuale di imprese che esercitano attività commerciali 31% contro il 27% italiano.

La provincia di Teramo, invece, presenta una quota di imprese più alta nei settori dell’industria 13% contro il 10% e dell’agricoltura 19% a fronte del 14%.

La provincia dell’Aquila, infine, si caratterizza per avere percentuali superiori a quelle medie nazionali nei settori delle costruzioni 18% contro il 14% e delle attività ricettive 10% a fronte dell’8%. (h. 16,30)

 

 

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