Politica

La crisi delicata della città, ora occorre riaccendere la speranza. Forse

 

 

Il grido di  lanciato nei giorni scorsi da Aldo Ronci, apprezzato ricercatore sulla allarmante perdita di popolazione  negli ultimi cinque anni un risultato lo ha certamente raggiunto: aprire una lunga riflessione sul futuro di Sulmona e del Centro Abruzzo. Come? Diverse le proposte pertinenti, altre meno, alcune completamente stonate e fuori da ogni logica. E pensare che molte di queste idee sono le stesse lanciate anni addietro dallo  studioso sulmonese quando parlava della via d’uscita per la città attraverso la strategia dei poli di attrazione per salvare ( forse) anche l’Ospedale. Invece fu deriso e criticato da quei fenomeni della politica locale che si schierarono contro le attese della città mentre molti altri  sono rimasti sempre in silenzio per fare,come al solito, il gioco delle tre carte.Intanto la città ed il territorio aspettano una politica nuova per riportare Sulmona al centro delle strategie regionali

 

 

Sulmona, 2 novembre-“ Sono un ricercatore e penso, con le mie analisi di dati socio-economici, di contribuire a migliorare la percezione della realtà regionale e sono profondamente convinto che sia comunque sempre opportuno conoscere la realtà come essa è soprattutto se non confortante proprio per poterla affrontare e provare a risolverla”. Inizia così oggi la riflessione  di Aldo Ronci che nei gionri scorsi aveva reso noto i risultati della sua ultima ricerca  sull’andamento demografico in Abruzzo negli ultimi cinque anni e che aveva evidenziato come “ il caso Sulmona” fra le città con popolazione superiore ai 15 mila abitanti sia quello piu’ clamoroso e che apre  tanti interrogativi

A proposito  dell’andamento demografico di Sulmona. ” Negli ultimi cinque anni, passando da 24.969 abitanti del 31.12.2013 a 23.861 del 31.12.2018,  ha perso 1.081 abitanti- spiega  Aldo Ronci-  registrando il peggior risultato fra i Comuni Abruzzesi con più di 15.000  abitanti; bisogna aggiungere che nel 2019 le cose purtroppo peggioreranno a vista d’occhio considerato che nei soli primi sei mesi dell’anno la flessione degli abitanti ha registrato il record di 266 abitanti in meno che si tradurranno nell’arco dell’intero anno 2019 in 500 abitanti in meno.  La tendenza alla diminuzione non solo si conferma ma subisce un impennata che dovrebbe far preoccupare seriamente tutti noi.

Le cose non vanno meglio per il Territorio Peligno (valle Peligna, Valle del Sagittario e la Valle Subequana) il quale, negli ultimi cinque anni, passando da 52.408 abitanti del 31.12.2013 a 50.060 del 31.12.2018, ha subito una flessione di 2.348 abitanti. Anche per il Territorio  Peligno, nel 2019, i dati avranno un pesante peggioramento, infatti, nei primi sei mesi gli abitanti sono scesi di 475 unità e che diverranno un migliaio entro la fine dell’anno. Riassumendo due migliaia di abitanti in meno negli ultimi cinque anni (dal 2014 al 2018) contro un migliaio in meno nel solo 2019.

Le flessioni demografiche di Sulmona (-4,44%) e del Territorio Peligno (-4,48%) verificatesi negli ultimi cinque anni, hanno un’intensità pari  a 6 volte quella media nazionale (-0,70%), non possono essere liquidate come delle semplici questioni di calo della popolazione, ma comportano dei veri e propri problemi di squilibri tra generazioni che comportano implicazioni di carattere sociale e culturale innestandosi su un sistema socio-economico inadeguato”.   Come uscire da questa sitruazione e cosa fare per riaccendere una speranza sul futuro di questa città ?

 “Da ricercatore-  spiega ancora Ronci-non spetta a me individuare le soluzioni ai problemi che scaturiscono dalle mie analisi ma comunque ci tengo ad esprimere il mio pensiero.

L’unica strada percorribile per affrontare le problematiche del Territorio Peligno è la mobilitazione generale e unitaria pensando che di fronte alla gravissima crisi nella quale esso versa, ormai da decenni, c’e bisogno di unità e determinazione da parte di tutti (forze politiche, culturali, sindacali, degli imprenditori, dei professionisti, degli studenti, dei disoccupati ….) per poter affrontare il problema dei problemi far tornare il Territorio Peligno al centro dell’attenzione della Regione Abruzzo.

I bisogni di infrastrutture, di strutture, di investimenti, di servizi sanitari, scolastici e dei trasporti, del Tribunale ed altro si dovranno affrontare non con una miriade di iniziative isolate e scollegate ma con la capacità di inserirsi con la lotta al centro di un disegno regionale che tenga conto delle peculiarità della Regione Abruzzo e tra queste del Territorio Peligno “.  (h. 9,15)

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.