Regione Abruzzo

La costa dei trabocchi: la sentenza della Corte Costituzionale. Le reazioni

 

Pescara, 6 luglio- La  decisione della Corte Costituzionale che ha  ha respinto il ricorso del governo contro la legge regionale n. 7 /2019 della Regione Abruzzo relativa al recupero e alla valorizzazione dei trabocchi della costa abruzzese, dichiarando non fondate le questioni di legittimità costituzionale che erano state sollevate ha suscitato inevitabili entusiasmi negli ambienti politici abruzzesi“La Legge regionale  approvata dal Consiglio Regionale – ha sottolineato il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio – era stata impugnata su ricorso del Governo. Oggi la Corte riconosce la correttezza e la legittimità costituzionale di una legge che abbiamo voluto e approvato e che già dalla scorsa stagione ha permesso a numerosi operatori di poter svolgere le proprie attività economiche. Una sentenza che garantisce la certezza del diritto”. Com’è noto  la Costa dei Trabocchi, è quel tratto di litorale del Medio Adriatico compreso tra Ortona e Vasto che ha ispirato anche Gabriele D’Annunzio. Queste bizzarre costruzioni  antichissime sono delle “ macchine da pesca su palafitte” che hanno un loro fascino e una  storia antica

La Regione incassa una vittoria importante sulla legge relativa ai Trabocchi. La Corte Costituzionale ha infatti dichiarato non fondate le questioni di legittimità poste dal Consiglio dei Ministri che aveva impugnato la legge regionale n. 7/2019 e della L.R 71/2001  concernente: Disposizioni per il recupero e la valorizzazione dei trabucchi della costa teatina)”. “Si tratta di una sentenza storica – affermano con soddisfazione il Presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri e l’assessore regionale con delega,tra le altre, anche  all’Urbanistica e Demanio marittimo Nicola Campitelli – con la quale si certifica il buon lavoro della Regione in quanto la Corte Costituzionale stabilisce da un lato che il ricorso sia tendenzialmente generico ritenendo, dall’altro, che la norma non sia affatto in contrasto con la disciplina di tutela dettata dal codice dei Beni culturali e del paesaggio. Quindi, non solo si dichiara l’infondatezza delle censure alla base dell’impugnativa ma si evidenzia come la legge si ponga l’obiettivo della valorizzazione dei trabocchi attraverso attività di intervento integrativo e migliorativo ulteriori, finalizzate alla promozione, al sostegno della conoscenza, fruizione e conservazione del patrimonio culturale, nonché ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione di esso, anche da parte delle persone diversamente abili”.

Un passaggio chiave della sentenza della Corte Costituzionale riguarda l’introduzione del riferimento a una “superficie complessiva di occupazione massima” che effettivamente risponde alla finalità di circoscrivere l’area complessiva destinata alla valorizzazione dei trabocchi in funzione, sia dell’ottimizzazione dei flussi turistici (cui è strumentale la regolazione dell’attività di ristorazione) sia di un più fruibile soddisfacimento delle visite didattico-culturali (anche extraregionali) demandate alla promozione della storia degli stessi trabocchi; il che non eccede l’ambito dei poteri propriamente spettanti alle Regioni. Secondo la Corte non è esatto che i nuovi parametri di superficie dei trabocchi vadano a sommarsi all’aumento del 20 per cento, poiché quest’aumento è testualmente riferito ai soli “caliscendi”. Fra gli altri aspetti evidenziati emerge  emerge che la destinazione ad attività di ristorazione non costituisce una novità normativa e secondo la Corte la puntuale regolamentazione di tale attività (con riguardo, in particolare, alla superficie massima sfruttabile e al numero massimo delle persone ospitabili), non si pone in contrasto con il principio generale della tutela del patrimonio storico-culturale, essendo piuttosto rivolta alla sua valorizzazione in funzione di un richiamo turistico appositamente regolamentato in modo appropriato.(h. 18,15)

 

( ph  da abruzzoturismo.it)

 

 

 

 

 

 

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