Economia

La Cisl denuncia: la ferrovia Sulmona-Castel di Sangro sta.. morendo

 Sulmona,15 novembre Con il prossimo orario di Trenitalia, valido dal 11 dicembre, si avranno le prime ricadute negative sulle infrastrutture e sul personale operante nell’ambito del trasporto ferroviario abruzzese, e non solo di TPL. Se da un lato, visto il processo di razionalizzazione del trasporto pubblico locale, si ha praticamente la certezza della cancellazione degli ultimi due collegamenti sulla tratta Sulmona – Castel di Sangro, dall’altro non sono meno pressanti le voci che preannunciano la chiusura della stessa infrastruttura ferroviaria.

Per Michele Castellano, Segretario regionale della Cisl Trasporti, è indispensabile puntualizzare che “il depauperamento di un territorio passa essenzialmente dalle dismissioni del suo patrimonio infrastrutturale e la Cisl Trasporti preannuncia la propria contrarietà ad ogni ipotesi che contenga una simile scelta per il territorio dell’Alto Sangro, anche per le ricadute occupazionali che ne derivano. “Il Responsabile dei Ferrovieri della Cisl Trasporti prosegue evidenziando che “in un quadro economico che vede il taglio dei trasferimenti dallo Stato per il TPL è assolutamente inevitabile che a risentirne sia anche la programmazione dei servizi, ferma restando la propedeuticità del PRIT ad ogni scelta programmatica: qual è la quantità e la tipologia dei collegamenti ferroviari che saranno garantiti dal 1 gennaio 2012 ?”

“La confusione la fa da padrona in questo momento – prosegue Castellano – ma non deve essere questa la scusa per confondere razionalizzazione con disimpegno. L’Abruzzo non può subire un ulteriore ridimensionamento infrastrutturale e sottolineiamo fin d’ora che verranno intraprese tutte le azioni necessarie a far sì che la linea stessa continui ad avere almeno le attenzioni minime da parte di RFI, necessarie a mantenere i requisiti minimi di sicurezza e per garantire gli standard di Legge che permetterebbero a qualunque Impresa Ferroviaria la possibilità di operare sul tratto interessato anche con collegamenti turistici. Non può prevedersi alcun ridimensionamento di personale.” Sul tema delle ricadute occupazionali la FIT Cisl lancia un ulteriore grido di allarme: “il 30 % del personale degli appalti ferroviari della stazione di Pescara Centrale rischia il licenziamento a seguito della riorganizzazione dei servizi di lunga percorrenza, che verrà attuata sempre a partire dalla metà di dicembre”. Per Castellano “c’è la necessità di attivare fin da subito una diversa organizzazione del lavoro, a seguito di una migliore qualità del servizio reso, che risponda a due inderogabili esigenze: quella di una accettabile pulizia dei materiali utilizzati e, soprattutto, quella di decine di lavoratori che meritano di essere abbandonati al loro

( 15 novembre 2011)

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.