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Istituzioni e cittadini per le strade di Sulmona: in migliaia a difendere il territorio dalla Snam 

Sulmona, 23 aprile–  Erano oltre 6000 i manifestanti che ieri hanno sfilato a Sulmona per esprimere il loro irremovibile dissenso alla costruzione della centrale Snam.

L’8 marzo infatti la società ha ottenuto il via libera, da parte del Mise, alla costruzione dell’impianto a spinta e del metanodotto proprio a Sulmona. L’opera, progettata per potenziare il trasporto di gas sulla rete di 700 km che attraversa l’Italia partendo da Brindisi e arrivando a Minerbio, sarà costruita su un’area verde ad uso agricolo non lontana dalla cittadina di Sulmona, nella Valle Peligna.

La contrarietà espressa ieri dai cittadini è stata manifestata gia dallo stesso sindaco che l’8 marzo scorso insieme alla Regione Abruzzo e alla Provincia dell’Aquila, dopo essersi dimessa per protesta, ha depositato un ricorso al Tar del Lazio per bloccare la realizzazione dell’opera. «Siamo sempre stati contrari – ricorda Mario Mazzocca, sottosegretario della Regione – e lo abbiamo affermato in primo luogo nei ministeri. Queste sono opere che mettono in pericolo i nostri territori. Il consumo di gas in Italia ha avuto il picco nel 2005 e la rete esistente è sovra-dimensionata. Si tratta di progetti vetusti, pensati oltre vent’anni fa”.

Il primo cittadino Annamaria Casini ha ringraziato per la calorosa partecipazione alla protesta e ricorda che l’attuale governo sta accelerando la questione anche se delegittimato dal voto del 4 marzo e spera in un ripensamento del prossimo governo.

Ma al corteo no-Snam, aperto dal Coordinamento No Hub del Gas Abruzzo, che ha attraversato le strade del centro storico per approdare in piazza Garibaldi, sono accorse persone da tutta Italia. Presente il vescovo della diocesi Sulmona-Valva, Michele Fusco, insieme ai manifestanti accordi da tutta Italia e 190 associazioni ambientaliste, 65 aziende, rappresentanti di 60 comuni e della Regione, funzionari delle aree protette, sindacati e movimenti politici.

Tra i rappresentanti delle istituzioni sono intervenuti il Vicepresidente della Regione Abruzzo Giovanni Lolli, il Presidente del Consiglio Regionale, Giuseppe Di Pangrazio, i parlamentari Stefania Pezzopane, Gabriella Di Girolamo e Gianfranco Rotondi.

I manifestanti si dicono contrari al progetto della Snam per diversi motivi: in primo luogo il progetto sembra essere in contrasto con gli obiettivi europei di ridurre il consumo di fonti fossili entro il 2050. Le preoccupazioni riguardano anche le emissioni nocive liberate dall’impianto e che sarebbero nocive per gli abitanti della Valle Peligna.

Insieme alla paura delle emissioni dannose per la salute ci sarebbe, secondo la Hub del Gas, il pericolo di costruire un gasdotto su dei crateri sismici (dei terremoti dell’Aquila, Norcia e amatrice) e su un’area a forte rischio sismico come quello della Valle Peligna.

L’opera inoltre avrebbe delle ripercussioni dannose sull’economia locale, perché sottrarrà estensioni di terreno alla coltivazioni e minerà la vocazione turistica del territorio. Un’altra contestazione riguarda l’assenza di vantaggi per i cittadini, al contrario il progetto favorirebbe solo la strategia commerciale della SNAM che rivenderà il gas ad altri paesi europei, ricavando profitti esclusivamente per l’azienda.

La SNAM risponde chiedendo un confronto con la collettività e chiarendo alcuni aspetti:m

In Abruzzo ci sarebbero già mille chilometri di metanodotto in esercizio che fornirebbero gas alle famiglie e alle industrie e a Sulmona in particolare arriverebbero gia due condotte identiche a quelle che dovrebbero essere costruite.

Riguardo le preoccupazioni dei cittadini ad avere una centrale del gas su un’area a forte rischio sismico, la Snam replica che in 75 anni di attività, non si sarebbero mai verificate rotture o incidenti di servizio in altre aree sismiche.

Per gli amministratori dell’azienda neanche l’economia locale subirà delle ripercussioni negative perché i terreni utilizzati per completare l’opera verranno restituiti ai proprietari nelle stesse condizioni in cui saranno consegnati e potranno essere coltivati esattamente come prima. La condotta verrebbe posta un metro e mezzo sottoterra senza ripercussioni sul raccolto.

La centrale di compressione di Sulmona sarebbe posizionata all’interno della rete di gasdotti che si connettono alla Rete Adriatica  e che percorre l’intera fascia appenninica.

Manuela Susi

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