Venerdi, 26 aprile 2019

Io amo Sulmona ed il Centro Abruzzo


2019/03/31 11:060 comments

Sulmona, 31 marzo- L’idea è semplice e nasconde un sentimento nobile “Io amo Sulmona ed il Centro Abruzzo” ma  è, soprattutto, uno sforzo disperato che vuole imporre una tregua  per quanto possibile alla lacerante  politica che divide sempre e unisce poco le nostre comunità e lanciare una sfida di quanti, animati da grande passione, vogliono contribuire con proposte, ricerche, studi a definire  un’idea nuova di politica per questo territorio ben sapendo che il concetto di municipalismo miope non porta da nessuna parte.

E’ ancora  un tentativo nuovo, si spera, capace di restituire quell’orgoglio smarrito che resta una componente fondamentale della buona politica. Come funzionerà lo capiremo meglio nelle prossime settimane quando uomini e idee  si sottoporranno al giudizio dell’opinione pubblica prima di iniziare  un cammino che tutti auspicano fecondo. E così nella serata di ieri  in un noto locale alla periferia di Sulmona una ventina di persone fra i quali  tanti giovani, ragazze, professionisti e qualche volto noto della politica locale si sono ritrovati per decidere il da farsi.

Tre sembrano essere al momento le idee forti, è stato spiegato nell’occasione, su cui imperniare la nuova strategia di sviluppo. In primo luogo  la coesione territoriale non più come concetto vuoto e confuso ma come elemento, culturale prima di ogni cosa, capace di unire il Centro Abruzzo per divenire interlocutore istituzionale privilegiato con la Regione ed il Governo centrale per tutte le politiche di programmazione. E in questo senso i trenta comuni, piccoli e grandi, possono tornare protagonisti attivi attraverso un impegno costante su tutte le priorità del territorio.

Il secondo aspetto è legato al rilancio della vertenza “Centro Abruzzo” che una decina di anni fa portò ad una seduta straordinaria del Consiglio regionale che delineò alcuni percorsi precisi e subito dopo il Ministro dello Sviluppo Economico a firmare un accordo di Programma “storico” per la Valle peligna considerata “il ventre molle dell’intero sistema economico abruzzese”. Quell’accordo  va rilanciato e magari riaggiornato perché ha una validità straordinaria  e potrebbe segnare un punto di partenza preciso.

Cè poi la necessità (la terza ipotesi di cui si è parlato) di rompere l’isolamento in cui si trova questo territorio putando sul miglioramento di  alcune infrastrutture importanti che possono avvicinare la città a Pescara e la costa a cominciare dalla velocizzazione della linea ferroviaria  Pescara-Roma e dal raddoppio della Sulmona-Pescara. Ma si tratta di migliorare anche le infrastrutture viarie per agevolare i collegamenti veloci dal Casello di Pratola o di Cocullo verso il  bacino turistico di Roccaraso e l’Alto Sangro; un collegamento più veloce con L’Aquila. Di fronte a questi temi spesso il Centro Abruzzo è apparso diviso, lacerato, litigioso e la politica regionale e nazionale distratta.  Anche sulla storia della Zes (zona economica speciale)  che appare una grande opportunità per il territorio andrebbe avviata una riflessione attenta.

 Sulla vicenda dell’area di crisi complessa il territorio non è stato considerato, anzi mortificato. Chi aveva ricevuto deleghe in bianco dai cittadini del Centro Abruzzo non ha saputo tutelare gli interessi del territorio. Ora si vuole cambiare passo e ripartire da dove gli altri sono stati assenti cominciando a discutere e riflettere e a costruire una nuova solidarietà. E, di questi tempi,  scusate  se è poco. Buona domenica a tutti

Asterix

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