Cultura

Inaugurata a Sulmona la pinacoteca provinciale Italo Picini

Sulmona, 10 novembre– Inaugurata  a Sulmona, all’interno del palazzo della provincia in Via Mazzara, la pinacoteca alla memoria di Italo Picini, pittore ed artista sulmonese, nato a Bugnara il nove novembre millenovecentoventi, morto a Sulmona il dodici ottobre duemilasedici. Presenti Marco Picininipote di Italo Picini, Annamaria Casini sindaco di Sulmona, Katia Di Marzio presidente del consiglio comunale,  l’Assessore comunale Pierino Fasciani Alessandro Bencivengapresidente sede di Sulmona dell’archeoclub d’Italia, Rosario Santanastasio presidente nazionale dell’archeoclub d’Italia, Angelo Caruso presidente della provincia dell’Aquila, Cosimo Savastano autore del catalogo e critico d’arte, Marcello Lucci critico d’arte, Adriana Gandolfi tessart’è; ha moderato il dibattito Gianfranco Di Piero.

L’evento è stato presentato da Imperia Liberatore. Italo Picini è maestro ed artista di questa terra e, la pinacoteca inaugurata oggi, consta di ben cento opere di cui novantotto quadri e due sculture. Le opere furono donate dall’artista alla provincia dell’aquila nell’anno duemilaquattro; rappresentano un’inestimabile valore artistico e storico immortale del pittore Italo Picini. L’artista ha lasciato un ricordo indelebile con le sue opere le quali rappresentano la sua immortalità. L’inaugurazione della pinacoteca è coincisa con il genetliaco di Italo Picini, nato il nove novembre del millenovecentoventi. Il catalogo duemiladiciannove è un mosaico di opere straordinarie che rappresentano alcune delle realizzazioni di Italo Picini, personaggio particolare, il quale amava osservare attentamente il mondo che lo circondava.

Lo si incontrava spesso nella sua realtà solitaria e salutava sempre con educazione, correttezza. Italo Picini è vissuto novanta sei anni quasi un secolo, una vita fatta di arte, cultura, genialità; era presente anche in teatro agli appuntamenti della camerata musicale sulmonese, in quanto appassionato anche di musica. Italo Picini ha  svolto la professione di docente ed era felice di essere fra i giovani, che definiva il prezioso, fondamentale futuro. Italo Picini frequenta la Scuola d’arte di Sulmona e, grazie a una borsa di studio del Ministero dell’Educazione Nazionale, approda all’Istituto d’arte di Firenze. Dopo la fine dell’ultima guerra, Picini lavora come professore presso l’Istituto d’arte di Sulmona, di cui diverrà successivamente preside. Analizzava sempre con particolare attenzione la difficile situazione nella quale la città di Sulmona, l’intero territorio, versano da molti anni.

Il sogno ed il desiderio di Italo Picini erano di vedere la città di Sulmona in una realtà diversa. Era triste nel vedere i giovani partire, lasciando la loro terra in cerca di fortuna. Diceva sempre purtroppo sono tornati i viaggi della speranza. L’inaugurazione della pinacoteca alla sua memoria rappresenta il ricordo indelebile della città, della sua società civile, che non lo hanno mai dimenticato. Le sue opere rappresentano la sua immortalità, il testimone fra i più illustri della sua genialità, della passione per l’arte della pittura che, nel corso della storia, ha visto essere protagonisti indiscussi pittori i quali hanno lasciato ai posteri, alla storia, opere d’arte che sono degli autentici capolavori.

Andrea Pantaleo

2 Comments

  1. Antonio Trulli

    un po’ di sobrietà e di misura della scrittura non farebero male

  2. Andrea Pantaleo

    Poiché esiste la relatività ed ognuno è se stesso, non pensa che la sua decantata sobrietà per me potrebbe essere mediocrità? Non ho elementi per definire la sua scrittura; vorrebbe essere il mio docente della sobrietà e della misura? A proposito della misura un bicchiere potrebbe essere definito, indifferentemente, mezzo vuoto o mezzo pieno senza voler sopraffare il pensiero altrui.

    Andrea Pantaleo

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