Politica

In fuga da… Sulmona

 

 

Il crollo demografico di Sulmona tra il 2013 e il 2020 ha dell’incredibile. Lo anticipa il prof Aldo Ronci che sta completando un rapporto piu’ complesso sull’intero territorio del Centro Abruzzo. In sette anni la popolazione a Sulmona  passa  da 24.908 abitanti a 22.643, ne perde 2.265 e in valori percentuali flette 5 volte di più dell’Italia .Gli abitanti persi sono pari a quelli di 3 comuni limitrofi: Pacentro, Prezza e Roccacasale.Gli abitanti di 65 anni e oltre passano dal 24% del 2013 al 30% del 2020 .Nel 2020 gli abitanti di 65 anni e oltre (30%) annotano 6 punti percentuali più dell’Italia (24%). Cosa fare ora? Per la politica si apre  una fase delicatissima e dalle prospettive assai incerte

 

 Sulmona, 12 gennaio-Dai dati riportati di seguito risulta evidente il crollo demografico subito dalla Città di Sulmona che in 7 anni passa da 24.908 abitanti a 22.643, ne perde 2.265 e in valori percentuali flette 5 volte di più dell’Italia. Gli abitanti persi, spiega Ronci, sono pari a quelli di 3 comuni limitrofi: Pacentro, Prezza e Roccacasale.

Le variazioni di abitanti più allarmanti si sono verificate nella classe di età di 65 anni e oltre che ha registrato un incremento di 640 unità in valore assoluto e in valore percentuale del 10,62% contro il 7,62% italiano e nella classe di età 32‐48 anni ha subito una flessione di ben 1.469 unità in valore assoluto e in valore percentuale del 24,15% valore quest’ultimo pari a quasi il doppio del 14,18% nazionale. La pesante e allarmante flessione si verifica nella classe di età formata da persone che cercano lavoro o che lo perdono.

La distribuzione della popolazione di Sulmona per classi di età mostra l’inquietante incremento della quota di invecchiamento (65 anni e oltre) che passa dal 24% del 2013 al 30% del 2020 e l’inquietante decremento della classe 32‐48 anni che dal 25% del 2013 si riduce al 20% del 2013 Per quanto riguarda la classe di età, 65 anni e oltre, Sulmona nel 2013 registra uno spread di 2 punti percentuali rispetto all’Italia (24% contro il 22%) mentre nel 2020 incrementa, lo spread a ben 6 punti percentuali (30% contro il 24%). Dal grafico risulta evidente che la forbice tra le quote di invecchiamento tende ad aumentare.

L’indice di dipendenza strutturale (senz’altro il più importante tra gli indici demografici) rappresenta il carico sociale ed economico della popolazione non attiva (0‐14 anni e 65 anni ed oltre) su quella attiva (15‐64 anni). Sulmona nel 2020 con un indice di dipendenza del 66% presenta uno spread di ben 9 punti percentuali rispetto all’’indice italiano che è stato del 57%.

Lo spopolamento è senza dubbio il segnale più rappresentativo della crisi economico‐ sociale in cui versa Sulmona e il Territorio Peligno e, come ho già affermato in passato per invertire la tendenza in atto bisogna incalzare su 2 priorità fondamentali l’incremento dell’occupazione; il miglioramento della qualità della vita.

Su queste due tematiche bisogna porre tutta l’attenzione e dedicare tutte le energie per arrivare a delle indicazioni e delle proposte capaci di attivare percorsi fattivi che diano l’avvio al tanto agognato sviluppo economico; soprattutto si deve evitare di commettere gli errori fatti in passato con interventi che non hanno prodotto nessun miglioramento della crisi socio‐economica che attanagliava ed attanaglia ancora il territorio (basta ricordare i 50 milioni investiti nei primi anni 2000 nel Territorio Peligno con i Patti Territoriali e i PIT).

( foto: Andrea Pantaleo )

 

 

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