Editoriale

Il vento sta cambiando

Sulmona, 5 maggio –  Sulmona ed il Centro Abruzzo vivono una indiscutibile difficoltà. Lo  hanno percepito tutti già da qualche anno. La politica fantasma di partiti e movimenti sono la causa principale, l’incapacità di una classe dirigente, a tutti i livelli, l’isolamento dai grandi circuiti decisionali e dalle Istituzioni regionali e  nazionali fanno altro. Poi il resto. La crisi economica nazionale e abruzzese, la carenza di  infrastrutture, di occupazione, di servizi primari e sopratutto di idee e strategie.

Per anni ci siamo illusi di essere al centro dell’universo territoriale e  per anni alcuni bontemponi si sono riempiti la bocca ed hanno rotto le scatole parlando sempre  delle fusioni di piccoli comuni per porre rimedio alla crescita non capendo che in Abruzzo pur essendoci da tempo una normativa precisa e favorevole non si è registrata (e non si registrerà prima di cinque dieci anni) nessuna operazione di questo genere mentre le politiche europee puntano ad altre strategie come quella delle vaste aree. Eppure l’ultimo rapporto presentato da Ronci sul ruolo dell’economia dell’Alto Sangro apre scenari nuovi e complessi che vanno analizzati attentamente per poter avviare (chissà!!)  forse una politica nuova. Già perché oggi a tirare per il Centro Abruzzo non è più Sulmona ed i Centri vicini ma il territorio dell’Alto Sangro dal quale anche Sulmona e la Valle peligna potranno  avvantaggiarsi degli effetti positivi.

Sarà possibile? Chissà. Intanto secondo noi sono necessarie alcune condizioni. Che la città di Sulmona, alla testa di una vasto territorio,  provveda a cambiare passo. L’Amministrazione comunale  appare incapace di promuovere una  politica nuova e utile. Non basta invocare il “governo di salute pubblica” (ma cos’è? Cosa ha fatto?) se poi in pratica il tutto si traduce solamente nello spostamento di una transenna per Corso Ovidio o per il taglio di qualche ramo di albero e niente più. La città ha bisogno di contare in Regione dove da anni è assente e a giudicare da questi primi cento giorni le cose  non sembrano cambiate affatto. Il Governatore Marsilio ha già tenuto da molte settimane un vertice  ad Avezzano sulle prospettive di quel territorio, si è occupato ripetutamente dell’Aquila  e non solo per le vicende del terremoto e del Gran Sasso. Ma  di Sulmona e  Centro Abruzzo nessuna traccia. Al Comune nessuno si è accorto di questo trattamento. La città ha bisogno di contare anche a Roma e non solo per riattivare la fontanella alla stazione ferroviaria ma per qualcuna delle tante priorità che  questo territorio presenta. Ecco perché questo segnale dell’Alto Sangro è interessante, va analizzato e studiato attentamente perché in questo momento appare stimolante e sta a dimostrare, forse, che il vento sta .. cambiando anche da noi. Forse. Buona domenica a tutti.

Asterix

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