Editoriale

Il tempo delle chiacchiere è finito. Ora Sulmona aspetta i fatti

Sulmona,11 ottobre- A pochi giorni dalla conclusione di questa campagna elettorale che non trova precedenti nella  storia politica di questa antica e prestigiosa città tutti, a modo proprio, sembrano aver vinto ma a perdere finora di sicuro  è stata solamente Sulmona.  Già perchè  sul futuro della città indipendentemente da quale coalizione conquisterà Palazzo San Francesco pende l’incognita su cosa potrà accadere dopo.

Diciamocelo subito: a noi non dispicciano le polemiche, i toni vivaci,  le tensioni che una competizione così lunga puo’ determinare. Ed è anche normale che in una città politicamente assai vivace  da sempre i  toni  usati  ci possono stare anche se  non ci entusiasmano né li ricerchiamo.

 Tant’è, con molta chiarezza, i fiumi di comunicati che arrivano anche alla nostra redazione non  ci interessano perché stracolmi di polemiche, insulti, strumentalizzazioni senza senso e che non aiutano a costruire nulla di buono.Un simpatico personaggio politico dirigente di un simpatico partito locale  che spesso ama ricordare, e vantarsi, del numero elevato dei  comunicati prodotti anche se la maggior parte stramabalati e autoreferenziali si vanta di questa politica del cambiamento fatta solo di annunci e poche proposte.

Noi invece  vogliamo essere attenti alle cose positive che possono interessare l’intera città ma il nostro giornale non puo’ essere lo sfogatoio di frustrazioni singole o collettive o la trombetta di quei partiti e movimenti che in questi anni hanno fatto solo questo.

 Ed è forse anche per questa ragione che nei gionri scorsi  abbiamo rinnovato un appello a sottoscrivere un “ Patto per Sulmona” fra le due coalizioni che partecipano alla fase finale di questa competizione. Pochi punti ( tre o quattro) su cui  costruire la necessaria convergenza e solidarietà politica per aiutare la città ed i sulmonesi senza mai rinunciare ai propri ruoli e alle proprie identità. E’ chiedere troppo ai politicanti del momento?

E bisogna farlo in questi giorni prima del voto finale perché dopo, passata la festa,gli abbracci,le danze , i festeggiamenti di quelli che avranno vinto bisognerà iniziare a pedalare e davvero tanto perché le sfide che attendono Sulmona non sono poche e non c’è piu’ spazio per lamentarsi e scaricare sugli altri le proprie inefficienze.

 E non sarà facile tenendo conto le tensioni  in atto, le lacerazioni profonde,  le ferite ancora aperte e la voglia di rivincita nei confronti degli avversari incuranti che  tutto si giocherà sulla pelle dei sulmonesi.

L’esempio che è arrivato dall’Aquila il giorno dopo il sisma ha insegnato  che la politica nei momenti difficili puo’ fare anche i miracoli se vuole.La coesione che le forze politiche seppero costruire sui grandi problemi della ricostruzione ha consentito in questi anni alla città di poter risorgere velocemente piu’ bella e piu’ forte di prima, piu’ coesa ma soprattutto capace di contare molto, perché unita, sui tavoli decisionali del Governo regionale e nazionale meglio di prima.

Erano gli anni in cui al governo nazionale e regionale  c’era il centrodestra Berlusconi(Fi) e alla Regione Chiodi (Fi)  mentre al comune dell’Aquila governava il centrosinistra.Berlusconi Presidente del Consiglio arrivò in città ben 24 volte in pochi mesi ed il sindaco di centrosinistra Cialente  tre mesi dopo potè accogliere nella sua città  il G8 I risultati si perceprono subito e si avvertono ancora oggi  quando i ruoli si sono invertiti a livello centrale e comunale ma sui temi della ricostruzione e tanti altri ancora gli aquilani danno ancora lezioni a tutti Dalle politiche culturali a quelle sociali,alle grandi e piccole infrastrutture,dai problemi della mobilità a quelli socio sanitari dai grandi insediamenti,alle tante iniziative per il turismo Una città con le idee chiare che cammina e soprattutto con una classe dirigente adeguata al ruolo che è chiamata a svolgere in Abruzzo. Questo non significa che la vivacità del dibattito politico è soffocata o inesistente. Tuttaltro. Sicuramente è intenso anche da quelle parti  ma  non è scomposto o irriguardoso come Sulmona.

Provare per credere. In questi giorni mentre a Sulmona si continua a litigare e a dividersi su tutto si è consumata una ulteriore beffa ai danni del nostro territorio.La Cabina di Coordinamento dei due crateri sismici 2009-2016  di recente ha approvato la ripartizione del piano complementare al Pnrr. Sono state assunte decisioni  come l’avvio a soluzione di importanti opere infrastrutturali attese da tempo.

Si è anche parlato del miglioramento e potenziamento della ferrovia Terni- Sulmona che presto sarà trasformata ad idrogeno e della destinazione di cospicui finanziamenti per la realizzazione  di centrali di produzioni e distribuzione di “ idrogeno verde”  che alimenterà la linea Una di queste centrali finirà ad Aquila e non piu’ ( forse) a Sulmona come inizialmente sembrava tant’è  il sindaco Casini aveva “ candidato la nostra città ad ospitare la struttura” anche perché  tra Aquila e Teramo saranno  assicurate  altre strutture di straordinaria importanza come il Centro Nazionale di Servizio Civile,la Scuola tecnico amministrativa della PA oppure  uno dei Centri di Alta Formazione e Ricerca Scientifica.Probabilmente, si dirà presto, che questa è la scelta giusta,e si troveranno le motivazioni  o ragioni che l’hanno determinata.Ma la  politica di casa nostra, i rappresentanti in Regione o in parlamento, nelle segreterie di partiti cosa hanno fatto per aprire una riflessione( o trattativa)  al riguardo?

 Sulmona resta quindi ancora una volta a bocca asciutta perché la città è piu’ attenta ai litigi e polemiche elettorali che a lavorare per centrare obiettivi strategici.E nessuno dica che Sulmona è stata esclusa perché comune fuori dal cratere. Basta ricordarsi che Bugnara, periferia della città, è uno dei comuni del cratere sismico del 2009 mentre  il nostro scalo ferroviario è punto di arrivo della tratta ferroviaria Terni-L’Aquila-Sulmona . Bastava che la politica locale avesse riflettuto  su questa opportunità e si fosse confrontata  prima di tutto con la Regione.

Al di là delle ragioni tecniche e delle necessità che hanno accompagnato la scelta a noi preme evidenziare che anche in questa occasione della città, delle sue esigene, delle sue condizioni, caratteristiche e bisogni  non si è ricordato nessuno nemmeno quegli esponenti della politica nazionale e regionale che nei gionri scorsi sono venuti in gita turistica da queste parti e che avevano garantito tanta attenzione,rispetto e impegno per Sulmona. A Roma avrebbero esclamato “ Annamo.. bene”. Buona giornata a tutti.

Asterix

 

 

 

5 Comments

  1. Finalmente una bella riflessione solo insieme ce la potremo fare

  2. Forza Sulmona !!!!

  3. Sulmona non e’ L’Aquila dove la gente vuole bene prima di tutto alla citta’ poi al proprio partito

  4. Sulmonaprimaditutto

    È la solita vecchia storia che ha sempre caratterizzato in negativo questa città. Mentre qui ci si distrae litigando, altrove ci sfilano le opportunità e fanno i fatti. Se non ci sarà un cambio di mentalità a questa città porteranno via anche l’acquedotto medioevale.
    Un appello al futuro sindaco: svegliaaaaaaaaaaaaaa!!

  5. Salvatore Ventresca

    Non illudiamoci non potra’ cambiare nulla a Sulmona nell’immediato con questio o quel sindaco con questio o altri consiglieri Non ci sono le conditioni necessarie e Dio solo sa quando potrero rialzaare la testa.Forse un nuovo Commissario per un paio d’anni potrebbe aiutare a ricostruire il tessuto sociale e la necessaria cultura politica di questa bellissima città che ha il diritto di tornare ad essere normale come le altre città abruzzesi

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