archivio, Editoriale

Il significato di una protesta

 

 Sulmona, 26 ottobre– Erano numerosi  questa mattina i sulmonesi che hanno assistito alla protesta silenziosa, con vistosi cartelli, che hanno sfilato  per Corso Ovidio e perfino in mezzo agli ambulanti del mercato  di Piazza Garibaldi. Un’iniziativa improvvisa che ha sorpreso le tantissime persone che a quell’ora si trovavano in giro per richiamare l’attenzione dell’Amministrazione comunale, quindi delle Istituzioni, sull’annosa questione   delle scuole ed in modo particolare del Liceo Ovidio  in piazza XX Settembre ancora inspiegabilmente chiuso, a dieci anni dal sisma che distrusse L’Aquila, per una serie di incredibili ritardi, intoppi, cattiva politica e gestione amministrativa.

La città questa mattina, stanca di aspettare i tempi e le incertezze amministrative, tecniche e burocratiche ma anche la  scarsa incisività dell’azione politica,  ha voluto gridare il proprio disappunto, irritazione a questo modo di fare che mortifica una città intera  ma anche un territorio che fa riferimento a questo luogo simbolo della cultura.

L’incredibile silenzio (o incapacità)  degli inquilini di Palazzo San Francesco ora non ha più giustificazione, così come quello dell’Amministrazione provinciale e perfino della Regione. Possibile che  nessun consigliere comunale abbia avvertito la sensibilità di  fare chiarezza sui ritardi del caso Liceo Ovidio?

 Possibile che il sindaco, la Giunta comunale, il Consiglio comunale  non abbiano avvertito la sensibilità di  alzare la voce  e chiedere alla Regione  di  affrontare con decisione questo problema? E  se lo hanno fatto cosa ha risposto Marsilio e la sua Giunta? Possibile che le due consigliere regionali del territorio non abbiano avvertito finora  la sensibilità di presentare  una  interrogazione in Consiglio regionale per far luce su  questo caso incredibile  o chiedere la istituzione di  una Commissione d’inchiesta apposita  per accertare, sul piano amministrativo, se sussistono ritardi o negligenze ed eventuali responsabilità  da parte di qualcuno? Possibile che i  parlamentari locali non abbiano  avvertito la sensibilità di richiamare l’attenzione della  Protezione Civile  e del Ministero dell’Istruzione su questa vicenda?

 Dieci anni  dove tutte le Amministrazioni comunali che si sono susseguite non sono state in grado  di dare una risposta alle attese della comunità locale è un assurdo incredibile.  Possibile? E se i danni del sisma fossero stati più gravi cosa sarebbe successo?

 Ecco perché la gente ormai stufa di una politica mediocre, incapace di dare risposte   ai bisogni  di questa città  oggi  non è piu’  disponibile a tollerare ritardi e incertezze.

E  l’iniziativa di questa mattina, con quelle scritte e quel corteo composto e silenzioso, al di là di tutte le interpretazioni di comodo,  ha un significato particolare per i sulmonesi  e  vale molto di più di quelle esibizioni narcisistiche dei politici di turno  ci riservano giornalmente  per conquistare piccoli spazi di visibilità, perchè vuole dire con chiarezza,   forse, che anche a Sulmona il vento sta cambiando e non ci sono sconti ormai più per nessuno. Ma di questo riparleremo assai presto.

Asterix

 

 

 

 

 

 

 

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