Cultura

Il secolare eremo del Monte Morrone

Sulmona, 3 aprile– Il monte Morrone è massiccio montuoso caro a tutti gli abitanti dei borghi secolari della Valle Peligna, ed è custode d’un passato autorevole legato alla figura di Pietro Angeleri Sua Santità Papa Celestino V, il quale si ritirerà sull’eremo di Sant’Onofrio quale eremita. Percorrendo la strada della Badia Morronese, una volta giunti nel piazzale che conduce al santuario di Ercole Curino, il quale sorge alle falde del monte Morrone, nei luoghi che la tradizione locale ha da sempre associato alla memoria del poeta latino Ovidio, nato a Sulmona nel 43 A.C. e morto in esilio a Tomis, sul Mar Nero, nel 17 d.C. Percorrendo un sentiero sulla montagna si giunge all’eremo per vivere il fondamentale collegamento con la storia.

L’eremo risale al XIII secolo ed è custode imperituro della figura di Pietro Angeleri con la sua vita e la sua missione spirituale in qualità di Pontefice. Si possono ammirare la chiesa con i suoi affreschi, l’oratorio sempre adornato di preziose testimonianze artistiche degli dipinti. Percorrendo la scala in pietra esterna si giunge alla grotta nella quale, Pietro Angeleri, si ritirava per la preghiera; essa è stata realizzata nella roccia. Vi sarebbe una tradizione legata alla grotta I fedeli usano strofinarsi contro la nuda roccia resa umida dall’acqua che vi sgorga (quella dove avrebbe dormito il santo e che ne conserverebbe l’impronta del corpo), per ottenere guarigione alle malattie reumatiche. Il luogo sacro il 19 maggio festa liturgica di Celestino è meta di molti fedeli, i quali giungono da ogni località, per non interrompere la secolare fede cattolica e tradizione liturgica. Pietro Celestino è venerato come santo, con il nome di Pietro Celestino da Morrone, È patrono del comune di Isernia, che ne rivendica i natali, e compatrono dell’Aquila, di Ferentino, di Urbino e del Molise. Dopo la morte di Sua Santità Nicolò IV il collegio dei cardinali, si riunisce per l’elezione del nuovo pontefice, ma non trova l’accordo. Il 5 luglio 1294, dopo ben ventisette mesi, il collegio dei cardinali elegge il frate Pietro Angeleri, nato a Isernia nel 1215 da una famiglia di contadini, penultimo di dodici figli il quale, giovanissimo, decide di farsi monaco benedettino. Una volta aver ricevuto la consacrazione sacerdotale a Roma egli decide di ritirarsi nell’eremo posto sul Monte Morrone nei pressi di Sulmona.

Interrotta per un certo lasso di tempo la realtà di eremita, Pietro Angeleri organizza un gruppo molto attivo, che sarà una congregazione avente il nome di Frati di Pietro da Morrone dal nome del fondatore e, in seguito, avrà il nome di Celestini. I cardinali procedono a chiamare Pietro Angeleri a Perugia, ma egli li convocherà a l’Aquila, città nella quale, il 29 agosto 1294, Pietro viene consacrato all’interno della chiesa di Santa Maria di Collemaggio con il nome di Celestino V. Una storia illustre ed immortale quella di Papa Celestino V. Pietro Angeleri muore il 19 maggio del 1296; in primis è tumulato nel monastero di Sant’Antonio a Ferentino, in secundis le sua spoglie mortali verranno traslate nella basilica di Santa Maria di Collemaggio ad Aquila.

Soffermandoci alla storia del conclave va precisato che, in senso prettamente tecnico e procedimentale, il primo conclave della storia avviene a Perugia nell’anno 1216, nel quale si elegge Sua Santità Onorio II, ma non rimane quale procedura elettiva. L’avvenimento storico più autorevole del conclave si ha a Viterbo fra il 1268 e il 1271,quando si elegge papa Gregorio X, che procede ad introdurre definitivamente il conclave quale procedura nell’anno 1274, mediante la procedura del completo isolamento dei cardinali. L’eremo di Sant’Onofrio, dalla sua posizione ed altura, domina incontrastato la Valle Peligna da secoli, ed è custode d’un passato celebre mai obliato.

 

Andrea Pantaleo

10 Comments

  1. Mario Setta

    Solo qualche chiarificazione: piu’ normalmente il cognome di Pietro del Morrone e’ Angelerio. Non e’ l’eremo di S.Onofrio ma oratorio di S.Onofrio, eremita della Tebaide in Turchia, che non e’ mai stato sul Morrone, ma ha datazione nei primi secoli dell’era cristiana. Non consacrazione sacerdotale, ma ordinazione sacerdotale. La data di nascita non e’ certa.

  2. Andrea Pantaleo

    Solo una Chiarificazione: Claudio Rendina nel suo libro dal titolo I Papi da San Pietro a Papa Francesco Storia e Segreti su papa Celestino V a pagina 410 scrive: Pietro Angeleri nato nel 1215 a Isernia e una volta ricevuta la consacrazione sacerdotale a Roma aveva preferito ritirarsi in un eremo alle pendici del Monte Morrone sopra Sulmona. A pagina 412 scrive: consacrato nella chiesa di di S. Maria di Collemaggio. Il luogo viene denominato sia oratorio, sia eremo ma ognuno la pensa come vuole.

    Andrea Pantaleo

  3. Andrea Pantaleo

    Consacrazione ed ordinazione la grammatica italiana li considera sinonimi. Sinonimo nella lingua italiana significa parola che ha un significato sostanzialmente uguale ad un’altra, anche se variamente stratificato dal punto di vista degli affetti, della cultura e della classe sociale; inoltre sinonimo vuol dire che ha un significato fondamentalmente uguale, che vuol dire la stessa cosa. Ognuno la pensa come vuole.

    Andrea Pantaleo

  4. Antonio Coletti

    Andrea, sutor non ultra crepidam

  5. Andrea Pantaleo

    Lo stesso dicasi soprattutto per lei che pensa di giudicare me; complimenti per l’eccelsa considerazione della sua persona. Quanto all’affermazione da lei menzionata: “sutor non ultra crepidam”, faccio notare che il proverbio è sutor ne ultra crepidam, oppure in origine ne supra crepidam sutor iudicaret, ed anche ne sutor ultra crepidam. Mi consenta un proverbio: Scientia non habet inimicum nisi ignorantem (unico nemico della sapienza è l’ignorante).

    Andrea Pantaleo

  6. Carlo Di pillo

    Quanta superbia!
    Sei sempre internet, mi domando come e quando ti guadagni il pane.

    • Andrea Pantaleo

      Pensi al suo pane e non si preoccupi di quello altrui, se non è nulla facente. Quanto alla superbia ho semplicemente risposto alla superbia altrui nel giudicarmi.

      Andrea Pantaleo

  7. Mario Setta

    Caro Andrea, forse sarebbe bene che tu seguissi i miei consigli: le biografie su Celestino V sono centinaia; quella di Claudio Rendina non e’ affidabile perche’ lui non e’ uno storico, ma un giornalista scrittore; sul problema consacrazione-ordinazione non c’e’ simmetria perché due concetti diversi:
    un sacerdote (come lo sono io) non puo’ usare “consacrazione”, ma “ordinazione” in forza del Diritto Canonico che lo stabilisce. Ma credo che tu sappia poco di diritto canonico. E fidati qualche volta…usando la calma e l’incertezza…

  8. Andrea Pantaleo

    Egregio Mario Setta, lei che mette in discussione i documenti conservati negli Archivi di Stato, sostituendosi ai Tribunali circa la nullità degli atti pubblici, stabilendo quale documentazione sia attendibile, quale no, non credo possa darmi consigli validi. Poiché le biografie di Celestino V sono centinaia non comprendo perché io debba considerare la sua unica ed attendibile e inaffidabile l’opera di Claudio Rendina. Le sue affermazioni sono ipse dixit? Quanto al diritto canonico so benissimo il significato di consacrazione e ordinazione, fermo restando che la lingua italiana, (che credo più autorevole del suo parere), i due termini li considera essere sinonimi. Concludendo con la saggezza popolare (a proposito di dovermi fidare di lei): fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Lei mi consiglia calma ed incertezza, io rispondo con un mio semplice aforisma: non superare i propri limiti perchè non si conoscano. Molti sono coloro che si reputano essere storici pur non essendo mai entrati negli Archivi di Stato e non facenti parte delle Deputazioni di Storia Patria. Potrei continuare ancora per molto ma da questo momento ritengo più dignitoso per me il silenzio.

    Andrea Pantaleo

  9. Andrea Pantaleo

    Poiché le biografie di Celestino V sono centinaia non comprendo perché io debba seguire i suoi consigli e considerare la sua unica ed attendibile e inaffidabile l’opera di Claudio Rendina. Le sue affermazioni sono ipse dixit? Quanto al diritto canonico so benissimo il significato di consacrazione e ordinazione, fermo restando che la lingua italiana, (che credo più autorevole del suo parere), i due termini li considera essere sinonimi. Concludendo con la saggezza popolare (a proposito di dovermi fidare di lei): fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Lei mi consiglia calma ed incertezza, io rispondo con un mio semplice aforisma: non superare i propri limiti perchè non si conoscano. Molti sono coloro che si reputano essere storici pur non essendo mai entrati negli Archivi di Stato e non facenti parte delle Deputazioni di Storia Patria. Potrei continuare ancora per molto ma da questo momento ritengo più dignitoso per me il silenzio.

    Andrea Pantaleo

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