Lunedi, 18 marzo 2019

Il Pd regionale sbugiarda l’operazione Sulmona


2019/02/27 12:350 comments

 

Dura presa di posizione della Segreteria regionale e provinciale del PD sulla soluzione adottata per la nascita della nuova amministrazione comunale della città. Anzi ritiene l’operazione “dannosa”. D’altra parte noi avevamo previsto “a caldo” una reazione degli organinismi dirigenti del partito democratico anche alla luce delle dimissioni per protesta della segretria locale del partito. La nota congiunta dei vertici del Pd ha due passaggi pesanti. Il primo  “Il PD di Sulmona non ha ritenuto di coinvolgere né la segreteria regionale né quella provinciale nelle scelte assunte in merito alla crisi politica che ha travolto il Comune e, per questo, e alla luce degli ultimi sviluppi, la settimana prossima sarà convocata a Pescara una riunione per decidere l’adozione delle misure più idonee alla gravità della situazione”. Il secondo  riferito al “salvataggio di una amministrazione da noi giudicata disastrosa, peraltro guidata da un sindaco che nelle recenti elezioni regionali non ha mancato di sostenere forze collocate nel centrodestra”. Cosa accadrà ora? Si apre   sicuramente una fase assai delicata dagli sviluppi imprevedibili. Ecco il testo della  nota del  Segretario regionale del Pd Di Sabatino e di quello provinciale Piacente

 

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 Sulmona, 27 febbraio– “Il PD di Sulmona non ha ritenuto di coinvolgere né la segreteria regionale né quella provinciale nelle scelte assunte in merito alla crisi politica che ha travolto il Comune di Sulmona e, per questo, e alla luce degli ultimi sviluppi, la settimana prossima sarà convocata a Pescara una riunione per decidere l’adozione delle misure più idonee alla gravità della situazione”. Con queste parole il segretario regionale del Pd Abruzzo, Renzo Di Sabatino, e il segretario provinciale dell’Aquila, Francesco Piacente, intervengono sulla vicenda politica di Sulmona.

“Non siamo stati interpellati – continuano Di Sabatino e Piacente – sulla discussione interna che aveva portato i consiglieri a decidere di entrare a far parte della maggioranza consiliare per dar vita ad una “giunta di salute pubblica” sostenuta dal PD e da altre forze politiche e civiche.

In una fase ancora molto delicata e complessa del Partito, avevamo preferito non manifestare il nostro dissenso per la decisione assunta, almeno apparentemente all’unanimità, dal Partito Democratico di Sulmona, di cui non se ne comprendevano, dall’esterno, le ragioni ed i benefici.

Nell’interesse dei territori e dei cittadini, è possibile compiere scelte che superano le logiche dell’appartenenza politica, ma in questo caso era già evidente come la strada intrapresa, a margine di ogni buona intenzione, comportava il salvataggio di una amministrazione da noi giudicata disastrosa, peraltro guidata da un sindaco che nelle recenti elezioni regionali non ha mancato di sostenere forze collocate nel centrodestra.

I recenti sviluppi, che hanno portato solo i consiglieri comunali del Partito Democratico di Sulmona ad entrare in maggioranza, e che hanno determinato le dimissioni della segreteria cittadina, sono parimenti frutto di autonome decisioni locali, ancora meno condivise e condivisibili, perché l’obiettivo di assicurare un buon governo ha come presupposti la sussistenza di un progetto politico-amministrativo chiaro e un largo consenso nella cittadinanza, in questo caso totalmente assenti.

  Ben più importante era, in una fase politica assai confusa e poco comprensibile ai non addetti, privilegiare il rispetto della volontà popolare, che nel 2016 aveva chiaramente affidato alla coalizione guidata da Annamaria Casini il compito di amministrare la città, e alla coalizione guidata da Bruno Di Masci il ruolo di opposizione.

Il fallimento dell’amministrazione Casini, da tempo certificato, indicava una unica strada da perseguire, nell’interesse di Sulmona, e cioè quella di continuare a lavorare per mandare a casa il Sindaco e la sua (ex) maggioranza, figlia di una esperienza trasversale più vasta nella Valle Peligna, ormai conclusa.

Così purtroppo non è stato, e in ragione di quanto avvenuto nel Partito ed in seno all’amministrazione comunale, la settimana prossima sarà convocata a Pescara una riunione per decidere l’adozione delle misure più idonee alla gravità della situazione”. (h. 12,30)

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