Politica

Il Partito comunista e le tante facce della sanità abruzzese

 Sulmona, 6 maggio– Mentre l’Abruzzo è in piena pandemia (nonostante la Fase 2 e Pescara è la città del centro-sud con la media contagi più alta; mentre 50 dipendenti della società GPI spa che gestisce il CUP è senza alcuna misura di sicurezza, mascherine, guanti e persino il gel igienizzante; mentre esiste un solo ingresso al CUP che di conseguenza non può avere una separazione effettiva tra l’entrata e l’uscita né tantomeno viene eseguita un’entrata contingentata e quindi la garanzia del rispetto della cosiddetta distanza sociale,  la priorità della dirigenza dell’Ospedale di Pescara è il cambio dell’appalto per i distributori di bibite e caffè al proprio interno…

Mentre accade tutto questo, spiega il Comitato Regionale del Partito Comunista, l’ospedale di Pescara, oltre ad essere Ospedale COVID 19, è anche il più importante nosocomio abruzzese con migliaia di utenti che lo frequentano giornalmente e con diverse centinaia di dipendenti che da ieri sono privati anche della possibilità di acquistare una bottiglietta d’acqua.

Gli eroi, come vengono chiamati da qualche mese gli operatori sanitari, oggi sono costretti anche rinunciare a potersi ristorare con un caffè o una bibita e questo a dimostrazione di come la dirigenza della ASL pescarese tiene in considerazione il proprio personale.

Ci aspettiamo, ma soprattutto i lavoratori si aspettano delle risposte e le motivazioni per questa incresciosa situazione. Non è possibile che i lavoratori non sappiano nulla e ci auguriamo che questo défaillance venga immediatamente risolta.”

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