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Il Montepulciano compie 50 anni, a Sulmona una giornata in suo onore.

Sulmona,1 settembre-  Un anniversario significativo per il prodotto simbolo dell’Abruzzo: il Montepulciano, ma anche per gettare le basi per nuove collaborazioni mirate a valorizzare maggiormente il vino abruzzese” ad augurare un buon compleanno al vino d’ Abruzzo per eccellenza è il coordinatore territoriale dell’Accademia Italiana della Cucina, Gianni D’Amario, anche lui intervenuto oggi all’evento Montepulciano D’Abruzzo le radici del futuro, tenutosi nel palazzo dell’Annunziata di Sulmona. Tanti gli ospiti, esperti e produttori del rosso Doc, intervenuti a presentare l’evento organizzato dal Movimento turismo del vino d’Abruzzo e dall’Accademia della Cucina che insieme hanno colto l’occasione per celebrare i 50 anni di storia di quella bevanda che ha fatto strada per le sue caratteristiche: un colore rosso rubino, dal sapore pieno, armonico e dall’odore intenso.

Perché il vino racconta un territorio e sa farlo forse meglio di chiunque altro.

Era infatti il 1968 anno rivoluzionario e memorabile, in cui il Montepulciano è entrato a rigore nelle tavole italiane come prodotto a denominazione di origine controllata, grazie ad un Decreto del Presidente della Repubblica del PartitoSocialista Democratico Italiano Giuseppe Saragat. Cinquant’anni dopo, si guarda ancora di più al futuro, perché  il vino si sa non fa i conti con l’età e sa dare sempre meglio. Lui ed il suo amico Sangiovese provengono da un vitigno a bacca rossa e inorgogliscono il centro italia per le loro qualità organolettiche e per armonizzare il sapore di carni e formaggi. Ma l’amico Montepulciano è l’unico autoctono, originario della Valle Peligna, che non ha alcuna affinità con un suo, quasi omonimo “ Nobile di Montepulciano, che risulta essere un clone del Sangiovese Grosso “. È coltivato ormai in tutta italia ma la sua origine è del tutto abruzzese, lo dicono anche le carte che documentano la presenza di questo vitigno al 1700 in terra nostrana.

“Possiamo essere orgogliosi, quindi” secondo la dottoressa Pepe, produttrice dell’omonima azienda, che ha avuto conferma del successo di questo prodotto della terra, quando quest’anno è stata invitata da una nota casa d’aste di vini americana e ha distribuito tanti lotti a clienti di varia origine “dobbiamo essere  orgogliosi e dovremmo investire sulla formazione di personale che sappia valorizzare e gestire l’accoglienza per promuovere questo prodotto e l’enogastronomia, sul nostro territorio”.

Ma ci vuole una certa accortezza nel coltivarlo “mai in fondovalle, ne sopra I 500 metri” insomma attenti alla giusta esposizione anche se risulta essere un vitigno resistente, anche alle temperature più basse, come le impreviste gelate primaverili di questo territorio. Dagli anni 90 un vero decollare delle esportazioni da rendere il prodotto ambito anche nelle tavole Europee, di America, Asia e Oceania.

Il Movimento Turismo  vino d’Abruzzo, con il suo Presidente Nicola D’Auria, questa volta insieme all’Accademia della cucina, ha come scopo quello di continuare a promuovere e sostenere il Montepulciano e gli altri vitigni d’Abruzzo allargando e ampliando quella offerta di eventi che già realizza dal 1993, quando è nata l’associazione che oggi annovera più di 1000 cantine Abruzzi. Prossimo appuntamento Cantine Aperte in Vendemmia a settembre – ottobre durante la raccolta dell’uva.

All’evento sono intervenuti anche illustri nomi del mondo enogastronomico come il professore Leonardo Seghetti, Rocco Pasetti (presidente Distretto Agroalimentare vini d’Abruzzo), Mimmo D’Alessio (presidenza Accademia italiana della cucina), Marcello Spadone (chef stellato del ristorante pescarese “La Bandiera”) e Manuela Corneli Consiliere Nazionale Ais.

Manuela Susi

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