Cultura

Il mondo che sarà- Il futuro dopo il virus

 

(Recensione a cura di Mario Setta*)

 

Sulmona, 22 maggio– Un libretto, appena uscito in abbinamento con “la Repubblica”, ha per titolo “Il mondo che sarà , il futuro dopo il virus“. Una raccolta di interviste, riflessioni, meditazioni affidate a numerosiintellettuali ed esperti a livello mondiale sul tema del coronavirus. Economisti e filosofi soprattutto,ma anche letterati e scrittori esprimono giudizi e soluzioni, proposte e progetti per una nuova società.
Primo degli intervistati, Jeremy Rifkin, autore di numerose opere a carattere sociologico,come “La fine del lavoro” pubblicato in Italia nel 2002 in cui sosteneva: “Oggi il lavoro umano viene sistematicamente eliminato dal processo di produzione; entro il prossimo secolo il lavoro di massaverrà probabilmente cancellato”.

Nell’intervista, rilasciata il 30 marzo 2020, afferma che la globalizzazione è morta e sepolta e si deve dare importanza alla glocalizzazione, al cambiamento climatico, all’economia verde, per l’avvento dell’era del capitalismo sociale. Rifkin con il libro “Ecocidio”, da intendersi come uccisione dell’ecologia e della vita naturale, aveva lanciato un attacco alla “cultura della bistecca”perché i popoli poveri venivano condannati alla fame.
Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’economia, nell’intervista del 13 marzo dichiara che il coronavirus appare come parabola avvelenata della globalizzazione, con un attacco preciso a Trump, un irresponsabile della politica. Da economista affermato, Stiglitz entra nei temi più profondi e delicati, salvaguardando il principio dell’uguaglianza contro le ricchezze facili e ingiuste dei pochi magnati. Ritiene necessario il green new deal perché si è perso una buona percentuale del Pil per il cambiamento climatico. Yuval Noah Harari, storico israeliano di fama internazionale, autore di una trilogia  di libri sulla storia dell’umanità dice chiaramente che “ci salveremo solo restando uniti e migliorando la globalizzazione le scelte di questi giorni potrebbero cambiare le nostre vite per molto tempo”.

Contro coloro che criticano la globalizzazione, Harari sostiene che la globalizzazione è un processo ampio e complesso,  in continua evoluzione. In riferimento alla situazione italiana, dice testualmente: “Ho visto tanti segnali incoraggianti di solidarietà, di spirito comunitario, di cooperazione”. La lezione da trarre dal coronavirus è: “il bisogno di una leadership che unisca le nostre società  anziché dividerle come cercano di fare populisti e nazionalisti”. Slavoy Zizek, famoso e importante filosofo sloveno, autore di libri interessanti dal taglio filosofico, come “Vivere alla fine dei tempi“, “La mostruosità di Cristo“, “Dalla tragedia alla farsa“, afferma in data 7 aprile 2020:  “un nuovo senso di comunità: ecco cosa vedo emergere da questa crisi. Una sorta di nuovo pensiero comunista”. Questo momento, “il più politico”, “sta a noi sottoporre a maggior controllo chi ci governa…Dobbiamo mantenere un nostro ordine interno per essere pronti a ricostruire le nostre vite domani…Vedo emergere una ⁰nuova :consapevolezza di cosa significhi stare con gli altri”. Una visione positiva della crisi. quella di Zizek e un messaggio di responsabile impegno politico.

Shoshanna Zuboff, sociologa autrice del libroIl capitalismo della sorveglianza in cui spiega che i sistemi digitali dovrebbero essere in mani pubbliche, i dati usati per il bene di tutti e non da multinazionali per l’interesse proprio.  Il suo parere è favorevole al fatto che i governi possano usare strumenti tecnologici per la cura del virus: “tutti i dati riguardanti i cittadini usati sempre per il bene comune, trattandosi di misure necessarie, come i vaccini”.
Jared Diamond, antropologo premio Pulitzer, sostiene che il Covid-19 e malattie simili provengono dagli animali (zoonosi), in particolare pipistrelli. Il Covid-19 ha un impatto superiore ai virus precedenti con influenza sulla vita della gente e sui redditi di miliardi di persone. Una previsione pessimistica:le future epidemie potrebbero provocare milioni di morti e condurre a decenni di depressione.
David Quammen, autore del libro Spillover che significa “travaso”, passaggio da un animale all’uomo. Non eravamo preparati, anche se gli scienziati sapevano cosa sarebbe accaduto, mentre i politici non si sono preparati economicamente. Il numero dei miliardi di esseri umani (7,7) causa grandi alterazioni nella natura. La cosiddetta “immunità di gregge” si fonda sul principio della sopravvivenza del più forte, in stile darwiniano. Una lezione dal Covid-19 sarebbe ridurre la crescita della popolazione mondiale e il ritmo dei nostri consumi.

Laura Spinney, autrice del libroL’influenza spagnola, la più grande ondata di morte nella storia dell’umanita’. Il nonno di Trump, emigrato dalla Germania, morì di spagnola. Il futuro non è felice per l’umanità perché, secondo uno studio d’una commissione medica c’è il 20% di probabilità che arrivino altre 4 – 5 pandemie. Jurgen Habermas, famoso e importante filosofo tedesco, nell’intervista del 12 aprile riferisce che secondo la Costituzione tedesca: “Ogni persona ha diritto alla vita e all’integrità fisica”. E’ necessario che l’Europa sia unita e presente per risolvere i problemi. “Sarebbe importante se l’Europa vedesse nello shock del coronavirus un’ultima possibilità e si mobilitasse per agire in modo solidale”. Papa Francesco viene intervistato da Paolo Rodari il 20 aprile 2020 e si sofferma brevemente sulla situazione familiare. E politicamente: “chi non paga le tasse non commette solo un reato ma un delitto”.

Olga Tokarczuk, polacca, premio Nobel per la letteratura, autrice del libro I vagabondi“. Secondo lei,intervistata 11 aprile 2020, stiamo vivendo un test per noi e per i nostri cari, la famiglia non è affatto la cosa più importante e più bella. “Il cambiamento è sempre possibile…all’improvviso si scopre che azioni radicali sono possibili, perfino indispensabili come il lockdown…Una delle maggiori delusioni delle ultime settimane è la chiusura delle frontiere…O l’Unione si integrerà ancora di più oppure cesserà di esistere…Ricorderemo il mondo di prima dell’epidemia come un’epoca passata”.

Alessandro Baricco, scritto il 26 marzo 2020, a distanza di quasi 20 giorni dal Covid-19, Baricco appare pienamente consapevole e padrone della situazione ed enuncia subito due regole: prudenza e audacia. Per la prudenza siamo già premiabili, mentre resta l’audacia. Il sistema digitale non è più un nemico, ma “stiamo facendo pace col Game con la civiltà digitale. L’utopia sta diventando prassi quotidiana. L’emergenza finirà per rivelarsi come un crinale storico di immensa importanza. Bisogna tenere alta una certa “capacità di morte”. Abbiamo troppo paura di morire. In una civiltà di pace sarebbe necessario pensare ed accettare la morte non con coraggio, ma con saggezza; non come individuo ma come comunità. Non ci sarà un dopo, nel senso che nelle situazioni di emergenza il sistema torna a funzionare  bene: si forma una solidarietà diffusa. La finale di Baricco: i pezzi sono nella scacchiera, che sciocchezza imperdonabile sarebbe avere paura di giocarla.

Concita De Gregorio, 25 aprile, esprime alcune riflessioni sulla sua vita e su quella che stiamo vivendo tutti. Una semplice descrizione.

Roberto Saviano, 30 marzo, riferisce in particolare sulla situazione in USA, a New York, con la linea politica del “si salva chi è in grado di salvarsi”, con un concetto di Stato, vissuto come un patto. Se in generale s regolarizzerà la posizione degli immigrati, “potremo dire che la società avrà usato la tragedia per migliorarsi”.

Paolo Rumiz, a conclusione dell’interessante piccolo lavoro, lui, grande viaggiatore, costretto in una stanza, racconta la vita di tre giorni dall’11 a 14 marzo. Un’autoreclusione con rapporti tra una finestra e l’altra e i servizi di casa.

*scrittore e storico

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