Venerdi, 26 aprile 2019

Il ‘giallo’ del Liceo Ovidio e la sconfitta della politica


2019/04/06 20:352 comments

In occasione del  decennale del sisma del 6 aprile 2009 ancora protesta degli studenti del Liceo Classico ‘Ovidio’ che da dieci anni aspettano la riapertura dello storico Istituto nella centralissima piazza XX Settembre. Si sono succedute quattro amministrazioni comunali, tre provinciali, tre regionali e perfino rinnovo  di tre Parlamenti ma nessuno, tra cavilli tecnici e burocratici, mancanza di idee e sopratutto scarsa volontà è riuscito finora a dare risposte alla città e al territorio e soprattutto alla grande comunità di studenti del Centro Abruzzo. Martedì nuovo incontro tra Comune e progettista.

Sulmona, 6 aprile– Gli studenti del Liceo Classico ‘Ovidio’ sono scesi in piazza, a Sulmona, a dieci anni dal tragico sisma dell’Aquila, in segno di protesta per chiedere, ancora una volta, di poter tornare in quella che è stata per generazioni la loro sede.

A seguito del sisma del 6 aprile 2009, infatti l’edificio storico che li ospitava è stato chiuso per ragioni di sicurezza e da allora gli iscritti del Liceo sono stati costretti a spostarsi presso un altro istituto scolastico della città. “Non siamo dei tecnici ma esigiamo delle risposte! A che punto è il progetto?” ha chiesto il rappresentante d’istituto Francesco Balassone, trascinando i cori sotto la statua di Ovidio.

In realtà, 4 milioni e 200 mila euro, le risorse che dovrebbero servire a finanziare il progetto di ristrutturazione, sono stati stanziati ma di fatto i lavori sull’edificio non sono mai iniziati. Il problema sembra essere che il Genio civile, abbia, già per tre volte, dato esito negativo all’autorizzazione del progetto e sia stato interpellato, dall’amministrazione comunale, per una quarta volta all’inizio della settimana.

Per questo gli studenti sono ancora ospiti “provvisoriamente” presso un altro plesso scolastico, dove si trovano bene anche se stanno un po’ stretti: mancherebbe lo spazio necessario per alcuni laboratori, ad esempio. Per questo motivo ci sono state, negli anni, varie proteste nel tentativo di portare l’attenzione delle istituzioni competenti sulle carenze infrastrutturali dovute a questa sistemazione provvisoria.

Per fare il punto della situazione, i rappresentanti d’istituto hanno invitato le autorità competenti alla manifestazione e l’assessore ai lavori pubblici Mauro Tirimacco ha assicurato che l’amministrazione comunale sta facendo di tutto per far andare avanti l’iter burocratico. “Martedì abbiamo un incontro con il progettista per valutare alcune modifiche al progetto” ha commentato l’assessore del Comune di Sulmona.

Ad aggiungersi alla folla, quattro cittadini del territorio che esponevano dei cartelli di protesta contro Provincia e Comune e che hanno voluto portare l’attenzione su altre strutture scolastiche, anche queste chiuse a seguito del sisma. “3650 giorni, scuole chiuse: liceo classico, istituto ragionieri e geometri ed elementari Masciangioli, Di Stefano, L. Radice” queste le rivendicazioni sui cartelloni.

Intanto il consigliere provinciale, Mauro Tirabassi ha ricordato che la Provincia ha solo il ruolo di supervisore e che il soggetto attuatore è proprio il Comune.

I tempi per la ricostruzione post-sisma sono lunghi ma gli studenti scesi in piazza in segno di protesta, un’altra volta, in occasione del decennale del terremoto dell’Aquila, hanno fatto in modo che anche la travagliata vicenda della ristrutturazione del Liceo Classico ‘Ovidio’ non venga dimenticata dai politici.

Manuela Susi

 

 

 

 

2 Comments

  • Giavannantonio De Chellis

    Non si capisce perchè i locali privati sono agibili(il caffè letterario e l’agenzia viaggi) mentre il pubblico (il liceo e la biblioteca) sono inagibili.
    Un terremoto liberista: viva il privato,abbasso il pubblico.
    C’è qualcosa che non torna

  • Antonio Rosmini

    Perchè il Comune non fa ausopralluogo tecnico per verificare lo stato dei locali?
    …Ma c’è un sindaco a Sulmona?

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