Sabato, 19 gennaio 2019

Il duplice tributo dei sessanta componimenti poetici Lucia Centofanti


2018/12/17 19:441 comment

Sulmona,17 dicembre- “E’ iniziato tutto con Arturo. Certo io ho sempre amato la poesia, ma non trovavo la chiave per renderla mia. Poi un giorno, anche grazie ai suoi colori, quella porta si è aperta e la poesia mi ha abbracciato. Non ho uno stile identificabile, a volte vado a cercare anche le poetesse di migliaia di anni fa, come Saffo. La mia poesia ha sempre avuto un legame con l’arte. In questa raccolta c’è la mia evoluzione. Perché ogni poesia racconta un passo che ho fatto interiormente. Questa non è solo una strada esterna è un mio percorso. Alcuni componimenti sono dedicati a quadri di artisti del territorio o pittori famosi.”

Così Lucia Centofanti, durante la presentazione di La strada dei colori, che si è svolta ieri presso il ristorante Bionico, ha raccontato la sue esperienza e ricordato Arturo Faiella, l’artista sulmonese prematuramente scomparso un anno fa. Alla serata di presentazione erano presenti, Alessandra  Prospero della Daimon Edizione e l’autore di gialli Eraldo Guadagnoli.

Secondo l’editrice, questa seconda opera nasce in un luogo di elezione che è la strada: “Lucia ci porta nel luogo esperienziale per eccellenza ma anche nel luogo della condivisione. E in questa strada troviamo i colori dell’arte, dell’arte pittorica di Arturo Faiella e dell’arte poetica di Ovidio”.

Una raccolta di sessanta componimenti, realizzati dall’autrice sulmonese, prima della morte dell’artista che rappresentano un doppio tributo: “Il primo tributo va ad Arturo Faiella, maestro, artista, pittore di questa terra e il secondo va a Ovidio, perché cosi come gli anni di vita del poeta latino, sessanta sono i componimenti contenuti nel libro” precisa l’editrice.

Nel corso dell’evento, sono stati letti alcuni dei componimenti inseriti nel libro.

Alessandra  Prospero ha anche spiegato di avere una responsabilità in qualità di titolare di una casa editrice: alla base del suo progetto infatti c’è la vocazione, il daimon di cui parlava James Hillman, lo psicoanalista statunitense.

 

Manuela Susi

 

 

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