Mercoledi, 24 aprile 2019

(il caso )- “Ti dovrebbero stuprare”


2019/01/29 21:083 comments

 

 

Sulmona, 29 gennaio–  Questo è l’invito che la signora Maria Di Pietro rivolge nei miei o su FACEBOOK a seguito di un bellissimo articolo della giornalista Lilli Mandara. La signora Di Pietro e il sig. Nico labano, altro “commentatore”, verranno denunciati oggi stesso. Ma il punto non è e non può essere questo. Nella mia vita di donna da sempre impegnata con le donne, in politica, nelle associazioni, nella professione, tante volte mi sono trovata a confronto con le tante facce della violenza e a riflettere sullo stupro come arma di guerra. Oggi assistiamo all’ “invito” allo stupro, e non sono io la prima ad esserne vittima, che sa di “politico”, di personale. Che viene da una donna ed è diretto ad un’altra donna. E questa si, credo sia la prima volta.

Viene da una donna che porta il nome di Maria ed il cognome che rimanda all’apostolo a cui Gesù affidò la costruzione della Sua Chiesa in terra. Una Maria che espone sul suo profilo immagini sacre, ma che di sacro dentro di sé non ha nulla. Anzi, forse non sa proprio cosa sia il sacro rispetto dell’altro, della libertà, dei principi costituzionali, della vita e della sacralità della vita stessa, atteso che l’invito allo stupro è un invito ad attentare ad una vita. Alla mia in questo caso. No, lei non lo sa.

Ma credo e spero che altre donne, da destra a sinistra, in particolare quelle che siedono in parlamento e nelle Istituzioni, ma tutte, casalinghe, giornaliste, insegnanti, sindacaliste, religiose, professioniste, respingano con fermezza l’idea che chiunque, uomo o donna che sia, possa augurare a chi esprime liberamente un proprio pensiero quello che drammaticamente è accaduto ed accade alle donne nelle peggiori dittature e nei più feroci conflitti. Le donne respingano tutto questo e facciano sentire sempre la loro voce! Se ciò non accade, si sta stuprando l’Italia e la nostra Carta Costituzionale. Concludo sempre con Ovidio che negli Amores si pente anche solo di uno schiaffo dato ad una donna e testualmente aggiunge : “E piange la mia donna da folle mano offesa…Chi non avrebbe detto che ero un barbaro, un folle?”

Teresa Nannarone

Questa è la nota di Teresa Nannarone, avvocato, persona assai nota e stimata in città e non solo,  impegnata in passato in politica, oggetto di accuse  gavissime da parte di due persone, una addirittura donna, che si  son lasciate andare a giudizi pesanti sulla rete di Facebook all’indomani della  presenza in città di Matteo Salvini per una manifestazione elettorale che ha visto una massiccia partecipazione di gente, tantissime impegnate nei servizi di sicurezza (alcune fonti hanno riferito di circa 300 unità fra uomini e donne con costi abbastanza  rilevanti. E’ normale per una manifestazione politica?) . Si tratta  considerazioni fatte con serenità, sicuramente piene di amarezza, che invitano ad una riflessione soprattutto sul degrado del clima politico che  caratterizza questa strana stagione che stiamo vivendo. La notizia,  battuta dalle principali agenzie di stampa, ha avuto un riflesso straordinario  anche fuori dell’Abruzzo ed ha scatenato una massiccia campagna di solidraietà nei confronti di Teresa Nannarone e di Lilli Mandara la giornalista pescarese che si è occupata per prima di raccontare l’accaduto. Sulmona, e non solo, in questa occasione, ha dato una risposta convinta e decisa. E uno spiraglio  di luce in questa vicenda amara  che autorizza a sperare che una società migliore, più solidale, è possibile ancora poterla costruire nella nostra città. Forse.

3 Comments

  • Ezio Pelino

    Tutta la mia solidarietà all’avv.ssa Teresa Nannarone offesa malamente e ingiustamente. Teresa Nannarone è persona degna di ogni stima, un avvocato di valore.
    C’è qualcosa di insano nel fatto che una donna (o un uomo) insulti Teresa solo perchè milita in un partito che non è il proprio.
    Ma questa è la democrazia: la libertà di pensiero, di espressione, di militanza politica.
    Il fascismo è ufficialmente morto, ma il fascismo arcaico, il fascismo metastorico, sopravvive ,purtroppo, nella testa di molti.

    • Andrea Pantaleo

      Decisa solidarietà all’Avvocatessa Teresa Nannarone per la riprovevole affermazione verso la Sua persona. Egregio Preside lei fa preciso riferimento al Fascismo strumentalizzando la vicenda. A tale proposito le ricordo le violenze e gli stupri subiti finanche dalle ragazzine di tredici anni da parte delle truppe partigiane durante la guerra civile in italia dal 1943 al 1945, così come rammento le violenze perpetrate dalle truppe della Repubblica Sociale Italiana, senza voler dar luogo ad ulteriori strumentalizzazioni politico ideologiche nonché storiche. A proposito di questo raggelante episodio inviterei a non tirare in ballo ideologie, momenti storici, perché il silenzio si addice a tutti e credo sia d’oro. Ritengo inoltre che non convenga a nessuno, esacerbare gli animi forse già particolarmente esagitati, perché l’obiettivo e l’interesse comune sono il bene dell’Italia. Porgo ancora tutta la mia sentita solidarietà all’Avvocatessa Teresa Nannarone. In questo caso non si tratta di Democrazia, di libertà di pensiero, di espressione, di militanza politica come lei afferma, ma trattasi di Oclocrazia, Discrasia, Anarchia.

      Andrea Pantaleo

  • Professore, purtroppo siamo i tempi che viviamo, e questo tempo è uno schifo. Basta seguire le TV e vedere lo scempio culturale in atto. Lei sicuramente ricorderà le Tribune Politiche condotte da Jader Jacobelli, le confronti con i “canili” che vanno in onda oggi. Senza offesa per i canili ed i loro ospiti.

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