Attualità

( il caso)- Sulmona, quando la solidarietà sconfigge tutto.Anche la burocrazia

 Sulmona, 19 novembre–  La storia del medico iraniano  in servizio presso il Carcere di Sulmona  che  non percepiva le retribuzioni da otto mesi ha commosso tante persone e scatenato tanta solidarietà a partire dai sindacalisti che hanno lanciato l’appello  in questi giorni. Ora il problema è giunto a soluzione ed il professionista ha ottenuto le sue spettanze.  E’ stato lo stesso Effati Homayoun  a comunicarlo questa mattina “…Gentili e cari giornalisti buongiorno, è assolutamente vero che nel cammino della vita “LA SPERANZA è l’ultima a morire”! ed io aggiungo la preziosa presenza di amici veri e sinceri lo rende maggiormente piacevole e percorribile. Vorrei avere onore di ringraziare tutti professionisti che nei giorni precedenti con la loro grande sensibilità mi hanno compreso e hanno riflesso in maniera lodevole nei loro giornali e  radio con massima professionalità ed efficienza. Credo nella giustizia divina ed auguro prosperità e salute a voi amici tutti. Con cordialità e sentito affetto doctor Homayoun Effati...”
E’ questo l’epilogo benevolo della storia che ha riguardato il medico  vittima di un disguido amministrativo e che ora puo’ ritrovare la necessaria serenità .Felicitazioni giungono dal Segretario generale territoriale UIL PA polizia penitenziaria Mauro Nardella che non ha aspettato un minuto nell’esprimere solidarietà al professionista sanitario con il quale divide il servizio all’interno del penitenziario peligno da più di 15 anni.

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