Martedi, 11 dicembre 2018

Il 2 Giugno: festa della Repubblica anche a Sulmona


2018/06/02 15:252 comments

Sulmona, 2 giugno-Cerimonie  si sono svolte questa mattina per la Festa della Repubblica. La ricorrenza è stata celebrata anche nella nostra città che quest’anno ha assunto un significato particolare all’indomani delle polemiche e degli scornti istituzionali che hanno accompagnato la nascita del nuovo Governo che hanno accompagnato La festa della Repubblica e dell’Unità nazionale   che  coincide con il Referendum Monarchia Repubblica, il quale avverrà proprio il due giugno del 1946, al fine di far scegliere gli italiani elettori fra Monarchia e Repubblica.

Fra luci ed ombre si vedrà la vittoria della Repubblica a Vantaggio della Monarchia con il seguente risultato elettorale: 12.717.923 preferenze in favore della Repubblica, 10.719.284 voti in favore della Monarchia.

Presenti alla cerimonia odierna in Piazza Carlo Tresca Autorità Civili, Militari, Associazioni Combattentistiche e d’Arma, il picchetto d’Onore degli Allievi della Scuola di Polizia Penitenziaria di Fonte d’Amore, molti cittadini desiderosi di non voler mancare alla commemorazione solenne per ricordare sempre tutti coloro che hanno dato la vita, o che hanno riportato ferimenti alla persona, per i Valori della Democrazia e della Libertà.

 Soffermandoci alla storia. e sugli avvenimenti avutisi in occasione del Referendum Monarchia Repubblica, va asserito e precisato che. nei due mesi precedenti al Referendum del due e tre giungo 1946, l’Esecutivo procederà a riunirsi dieci volte il 5, 6, 17, 18, 23 aprile ed il 3, 10, 15, 16 e 23 maggio. Il Governo in tal momento storico è formato dai partiti i quali compongono la cosiddetta esarchia ossia i sei partiti compresi nel Comitato Centrale di Liberazione Nazionale e sono i seguenti: Partito Comunista Italiano (PCI), Partito Socialista Italiano (PSI), Partito d’azione (PDA), Democrazia Cristiana (DC), Democrazia del Lavoro (DI), Partito Liberale Italiano (PLI). Un solo ministro non è repubblicano tutti gli altri si. Al Referendum non voteranno gli elettori del Friuli Venezia Giulia e della Provincia di Bolzano, il cui numero ammonta a circa 800.000 elettori, i prigionieri di guerra non ancora tornati in Italia, circa 600.000 fascisti epurati, i residenti all’estero. Circa 1.500.000 elettori non saranno reperiti nella distribuzione dei certificati abilitati al voto. In totale almeno 3.500.000 di cittadini aventi diritto al voto per un motivo o per un altro non saranno ammessi al voto referendario, per una percentuale la quale si attesterà al 12,5 % i quali saranno esclusi da un corpo elettorale di circa 28.000.000 di aventi diritto al voto. Saranno stampati 40 milioni di certificati elettorali ed altri 40 milioni di certificati sostitutivi. Il 9 maggio Vittorio Emanuele III abdica e. nella serata medesima, partirà alla volta della città di Napoli per recarsi in esilio Egitto assieme alla Regina Elena. Al suo posto succede Umberto II.

Domenica due giugno 1946 dalle ore 7 alle ore 20 e lunedì dalle ore 7 alle ore 12 si svolge il referendum: agli elettori vengono consegnate due schede una per scegliere la forma dello Stato, l’altra per eleggere l’assemblea Costituente la quale in seguito redigerà l’attuale Costituzione della Repubblica Italiana entrata in vigore il 1 gennaio del 1948. La mattina di martedì 4 giugno Alcide De Gasperi provvede a comunicare al Ministro della Real Casa Falcone Lucifero che la Monarchia è in vantaggio nei confronti della Repubblica; alle 21 comunicherà che la situazione è nettamente cambiata ed ora la Repubblica è in vantaggio sulla Monarchia. La mattina del 5 giugno si annuncia la vittoria della Repubblica ed il Re ordina alla Regina di lasciare immediatamente il Palazzo del Quirinale. Alle ore 15 Maria Josè parte alla volta della città di Napoli assieme ai figli città dalla quale salperanno alla volta del Portogallo partendo alle cinque del mattino del sei giugno.

Il Ministro dell’Interno Giuseppe Romita tiene una conferenza stampa nella quale comunica l’esito ad egli noto con la Repubblica in vantaggio di due milioni di preferenze nei confronti della Monarchia. Il Regno d’Italia proclamato il 17 marzo 1861 in Italia tramonta per sempre alle 16:10 di giovedì 13 giugno 1946. Intanto lunedì 10 giugno alle ore 17:00 il Presidente della Corte di Cassazione Giuseppe Pagano all’interno della sala denominata della Lupa  presso la Camera dei Deputati procede a far sommare pubblicamente i voti ottenuti dagli uffici elettorali delle 30 circoscrizioni su 31 nelle quali si è votato e del collegio unico della Valle d’Aosta. Martedì 18 giugno alle ore 17:00 con maggioranza di dodici voti contro sette la Corte Suprema procede a stabilire che, per votanti, si intendono gli elettori che esprimono i voti validi; di conseguenza la Repubblica è in vantaggio di due milioni di voti nei confronti della Monarchia. Se invece si fosse tenuta in considerazione la realtà dei voti nulli (1.500.000) la maggioranza si sarebbe ridotta a 250.000. La festa della Repubblica del 2 giugno coincide con tali avvenimenti dettati dal fato della storia avutisi in Italia i quali ancora oggi destano particolare interesse da parte degli storici e degli studiosi.

 

Andrea Pantaleo

 

Fonte dei documenti e delle informazioni: dal libro dal titolo Declino e Crollo della Monarchia in Italia, i Savoia dall’Unità al Referendum del 2 giugno 1946, edito dalla Casa Editrice le Scie Mondadori, Autore Aldo A. Mola, libro da me acquistato e da me detenuto.

2 Comments

  • Carlo Lucantoni

    Libro.. detenuto?

  • andrea pantaleo

    Credo di dover interpretare il suo punto interrogativo come una lezione di lingua italiana; è vero? Detenuto non significa solo colui che è in prigione ma è anche participio passato del verbo detenere che significa avere, possedere. Forse non lo aveva sospettato; spero che la mia risposta sia un modesto apporto alle sue conoscenze linguistiche. L’illusione è l’ultima a morire, forse io ne sono vittima; a lei l’ardua sentenza.

    Andrea Pantaleo

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