Politica

Idrogeno verde per rilancio industriale ed infrastrutturale del centro Italia

Sulmona, 30 giugno– Come parlamentari del Movimento 5 Stelle del territorio (Di Girolamo, Coltorti, Fede, Terzoni, Gallinella, Lorenzoni) insieme all’Europarlamentare Castaldo, stiamo portando avanti un progetto per lo sviluppo dell’idrogeno verde e delle sue applicazioni e prime sperimentazioni alle aree del Centro Italia colpite dal sisma 2009 e 2016.

Ma cos’è l’idrogeno verde e perché dovrebbe interessarci? L’idrogeno verde, ovvero ottenuto esclusivamente con fonti rinnovabili e a zero emissioni di CO2, è considerato “un fattore abilitante” nei piani di decarbonizzazione dell’Unione Europea, in settori come i trasporti e l’industria chimica e siderurgica. Le specifiche decisioni saranno rese note dalla Commissione Europea nelle prossime settimane.

È per questo che un membro del G7 come l’Italia deve al più presto porre le basi per favorire la nascita di distretti tecnologici nazionali capaci di attrarre attività industriali e di ricerca, e favorire investimenti volti allo sviluppo di nuove attività manifatturiere collegate alla produzione e al consumo di idrogeno verde, che si può fare attraverso gli elettrolizzatori, quei macchinari che producono idrogeno con l’uso dell’elettricità, attraverso il processo di “elettrolisi dell’acqua”.

Abbiamo accolto i suggerimenti da una realtà del territorio interessata a sfruttare le potenzialità dell’area a cavallo tra Umbria, Marche, Lazio ed Abruzzo, attraverso la sperimentazione dell’utilizzo di idrogeno verde prodotto in loco per alimentare i treni di alcune tratte ferroviarie, oggi prive di elettrificazione. La ricostruzione di questi territori, che in certe realtà parte dalle fondamenta stesse dei centri abitati, può essere inoltre un’occasione per ripensare i modelli tradizionali di sviluppo, utilizzando le più avanzate tecnologie ambientali, anche in relazione all’uso dell’idrogeno, per attuare il nuovo modello delle comunità energetiche prodotte dalla nuova direttiva sulle fonti rinnovabili.

La prima tratta ferroviaria in cui, insieme a Ferrovie dello Stato, vogliamo sperimentare per l’utilizzo dell’idrogeno verde è quella che unisce Sansepolcro a Sulmona, attraversando l’Umbria, il Lazio e l’Abruzzo e i capoluoghi Perugia, Terni, Rieti e L’Aquila.

Il trasporto ferroviario ad idrogeno, che ha ormai superato la fase di sperimentazione in Germania con treni regolarmente in servizio nella Bassa Sassonia, permette di superare i problemi associati all’elettrificazione tradizionale in aree di montagna dove numerose sono le gallerie ed i viadotti, i primi con sezioni obbligate la cui modifica implicherebbe ingenti investimenti. Una linea riqualificata per il transito di mezzi a idrogeno renderebbe nettamente contenuti gli investimenti nella rete infrastrutturale e i treni stessi produrrebbero in uscita solo vapore e acqua di condensa, al posto degli attuali locomotori diesel, ormai giunti a fine vita.

Sappiamo inoltre che il Governo sta lavorando sulle nuove Diagonali Ferroviarie, come quella del Mediterraneo per il Sud. Sensibilizzare il Governo sulla necessità di un nuovo Corridoio del Centro Italia come volano di sviluppo economico e turistico dei territori colpiti dal sisma, che unisca Roma con l’Adriatico anche grazie all’uso dell’idrogeno come fonte di alimentazione dei treni, è una nostra priorità

Siamo alla vigilia della Presidenza italiana del G20 e l’avvio di progettualità integrate di tale respiro non può che beneficiare all’immagine del nostro Paese come vetrina del Green Deal Europeo e un modello da imitare a livello internazionale, dimostrando che l’Italia sa mettere in atto una visione di sviluppo di lungo periodo, soprattutto nei territori dove ve ne è urgente bisogno.( h.17,30)

 

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