Politica

I Comuni  dell’ambito sociale  peligno insieme nel contrasto alla  povertà

Sulmona, 1 maggio- Anche l’amministrazione sulmonese si impegna nella battaglia contro la nuova povertà. Lo fa in qualità di Ente Capofila dell’ Ambito Distrettuale (ECAD), in altre parole nel ruolo di rappresentante dei 17 comuni appartenenti all’ambito sociale peligno.  È stato infatti approvato qualche giorno fa il Piano degli interventi e dei servizi in contrasto alla povertà, un documento che ha come ambizione quella di mettere in atto delle azioni di supporto per i beneficiari dei Reddito di inclusione e Reddito di cittadinanza.

Per poter conseguire questo obiettivo si attinge ad una quota statale del Fondo nazionale della lotta alla povertà. Il comune ha avuto un finanziamento  di  226 mila euro per il 2018, erogati alla fine dello scorso dicembre, ma sono previsti fondi più ingenti per il 2019 e il 2020.

Uno degli obiettivi individuati dal piano è il potenziamento del servizio sociale professionale per il quale sono previste assunzioni di nuovi assistenti sociali, al fine di arrivare ad avere almeno un assistente sociale ogni cinque mila abitanti. Più precisamente ha spiegato l’assessore al sociale, Pierino Fasciani ( nella foto), funzionario Asl: “Uno dei punti del Piano è il rafforzamento degli interventi di inclusione che prevede anche il rafforzamento del  servizio sociale professionale. Attualmente sarebbero operativi nell’ambito sociale peligno cinque assistenti sociali per una popolazione di 47 mila abitanti. Questo rapporto dovrebbe aumentare di uno per 5 mila abitanti. Quindi idealmente dovremmo arrivare ad avere nell’ambito distrettuale 9 operatori. Al momento per il comune di Sulmona lavora un assistente sociale part time a 18 ore e uno full time. Rispetto alle somme necessarie, “la coperta è corta” e l’idea sarebbe di prendere una nuova figura full time e di aumentare le ore a quello part time. Per questo faremo un bando ma i tempi sono ancora da definire.”

Ma non solo rafforzamento del segretariato sociale, i finanziamenti sono destinati anche a rendere disponibili una serie di servizi integrativi per i beneficiari del reddito di cittadinanza e quelli ancora aderenti al reddito di inclusione, ossia l’implementazione di attività come la mediazione familiare, l’assistenza domiciliare educativa e l’ assistenza domiciliare sanitaria.

 

Manuela Susi

 

 

 

 

 

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