Editoriale, Politica

Governare il cambiamento, anche a Sulmona

Sulmona, 14 giugno– Quante coincidenze si vanno intrecciando di questi tempi. La piu’ clamorosa resta sicuramente l’annuncio del Presidente del Consiglio Conte di voler inserire l’Abruzzo al centro delle nuove strategie del sistema delle grandi infrastrutture per prossimi anni ponendo una particolare attenzione ai collegamenti ferroviari sulla linea adriatica da Pescara a Bari e a quella da Pescara-Sulmona-Roma. Che poi si chiami velocizzazione o alta velocità ccon tutto il rispetto alle considerazioni tecniche e scientifiche che vanno pure poste a noi interessa poco.

  Il significato  vero di quell’annuncio per il Centro Abruzzo  è di straordinaria impoprtanza e puo’ avere ,nel tempo, riflessi  clamorosi   A noi interessano poco le banalità e le ironie di alcuni ambienti politici locali, sempre gli stessi, dimenticando forse che   per questo territorio è il punto di una nuova ripartenza.  Ecco perchè  il futuro per questa città è già iniziato.

Intanto va dato atto a chi attorno a questa idea ci ha sempre creduto e ci ha lavorato fra mille incomprensioni, diffidenze, intramontabili invididucce di basso profilo come accade spesso nei piccoli paesi. Quando quasi un anno fa  Franco Iezzi, ex Consigliere e assessore comunale, direttore del Consorzio Industriale ed ex Presidente del Parco  Majella organizzo’ un convegno proprio sulla  Pescara Roma con il Presidente del Censis De Rita, Maurizio Gentile ( sulmonese e Ad di Rfi), il Presidente della Regione Marsilio (per  la prima volta in veste di Governatore a conoscere la città) e ovviamente altri esperti e  studiosi  probabilmente in pochi  , al di là dei formalismi e apprezzamenti di cicostanza, credevano alla possibilità di concretizzare  quell’idea. Nessuno poteva immaginare che pochi mesi dopo il Governo la potesse fare sua.Almeno nelle intenzioni. Ma De Rita era tornato dalle nostre parti  dopo tanti anni quando lo stesso Iezzi  da Presidente della Comunità montana Peligna  lo aveva incaricato di elaborare  il progetto di sviluppo di questo territorio  che ancora oggi appare di straordianria attualità in un passaggio della sua relazione aveva lanciato un sottile riferimento alle poche ipotesi a disposizioni del governo per avviare nuove politiche di programmazione.Un caso? Un intuito? Una anticipazione? Un messaggio preciso?

 Un’altra coincedenza che colpi in quella occasione la presenza, oltre che di sindaci,amministratori e qualche parlamentare locale, di Carlo Masci, attuale sindaco di Pescara al fianco del sindaco Casini, quasi  a voler testimoniare la necessità di ripensare anche una strategia diversa di collaborazione fra il Centro Abruzzo e la Val Pescara e la stessa città adriatica con tutte le sue strutture, servizi ed il potenziale di cui dispone.Di contro  Sulmona  si candida, con il suo straordinario patrimonio culturale,  come la porta d’ingresso per il bacino turistico dell’alto Sangro o dell Valle del Sagittario.

Per non farla troppo lunga vale la pena ricordare a tanti smemorati di casa nostra che se non fosse stata per la tenacia,la competenza, la sensibilità  e anche la  cocciutaggine di Iezzi oggi  di questi temi nessuno avrebbe parlato e forse nessuno avrebbe sognato un percorso per i prossimi  anni,tanti, di  provare a costruire  una condizione diversa per questo territorio. E. chissà se l’annuncio di Conte è poi arrivato così all’improvviso e a caso.

A proposito di coincidenze Proprio in questi gionri   ricorrono i 50 anni dalle prime elezioni reginali una delle riforme piu’ significative nella storia  del dopoguerra di questo Paese. In Abruzzo è passato in silenzio ( ma se ne saranno accorti ?) mentre in tutte le Regioni,tutte, gli amministratori di oggi hanno cercato di riflettere sul significato di quella data. Era il 7-8 giugno 1970 e anche  per la storia di questa città è u riferimento assai preciso. Allora l’Abruzzo non era affatto una Regione ma l’unione forzosa di quattro province sempre in disaccordo su tutto.Ed il  Gran Sasso accentuava le distanze  non solo tra l’Aquila e Teramo ma tra questa regione ed il resto del Paese. Ma quelli erano anche  gli anni in cui l’Abruzzo poteva contare, a Roma e in regione, su  una classe politica di spessore, orgogliosa, che conosceva l’Abruzzo e si batteva per i suoi problemi.  Oggi in Regione non si parla abruzzese ma romano e pochi conoscono la storia, ed i problemi di questa terra.

  All’inizio degli anni settanta in città e in Valle Peligna   si percepivanno  i primi segnali di una piccola  ripresa economica,. Quegli anni in cui  a Palazzo san Fracesco avvenne una cerimonia storia tra il sindaco Di Bartolomeo ed il Presidente Agnelli per sancire  l’arrivo a Sulmona dello stabilimento Fiat ( oltre mille posti di lavoro) che segnò l’avvio di quella rivoluzione  che accese nuove  speranze  per la nostra gente. Ma a cavallo di quegli anni si registrava anche una crerscita della nostra regione con la costruzione di tante infrastrutture  una rete autostradale fra le migliori d’Europa, delle Università in tutte le province,  il traforo del Gran Sasso non era più’ un ostacolo ma una scorciatoia veloce che univa  tutto l’Abruzzo anche quello costiero con Roma . Erano gli anni in cui grazie  una classe politica e  dirigente di spessore si determinò una crescita che fece storia  perchè l’Abruzzo da ultima  regione del Mezzogiorno divenne la prima del centro sud tanto da non poter beneficiare piu’ degli aiuti comunitari.

Diversi anni piu’ tardi anche questo nostro territorio risentì poi di una crisi piu’ complessa che veniva da lontano Per  riaccedenre i riflettore sulla nostra città, con l’arrivo di risorse importanti, si dovette attendere l’anno 1983/84  quando il Consiglio regionale approvò la legge-Bolino per la costruzione della nuova ala dell’Ospedale. Dieci miliardi distribuiti in tre annualità.La cronaca non ricorda iniziative migliori anche se sulla vicenda  del Masterplan che sulla carta prevedevano risorse importanti ci sarebbe da fare una lunga riflessione.

E  mentre si ci si interroga  sulla vicenda della ferrovia Pescara-Roma  forse è bene  ricordare che questa vicenda dell’emergenza sanitaria ha cambiato le regole del gioco e anche della politica.   Già perchè  la città non sa piu’ che farsene oggi  di uomini e donne  telecomandati e ubbidienti a giochini spiccioli e inutili. Troppi chiacchiericci e pochi risultati  Oggi esiste il problema degli impresentabili in politica ma esiste anche il problema delle responabilità politiche che non sono uguali per tutti  Cosi’ ad esempio vale appena ricordare che all’indomani del sisma del 2009 si dovevano costituire le aree del cratere sismico.

Sulmona ne rimase esclusa perché  qualcuno predicvava con ‘Amministrazione comunale  di centro destra,alla pronvicna di centro destra, alla Regione e al Governo nazionale di centro destra e Bertolaso uomo di Berlusconi che per Sulmona era meglio restare fuori dal cratere sismico perché sarebbe stata compensata diversamente.Si parlava di Zona Franca Urbana. Sono passati undici anni da quei gionri ma di quelle promesse nessuno  ricorda nulla. Eppure quel passaggio sarebbe stato uno snodo importante per la ripresa. In Consiglio comunale nessuno ha osato fiatare o  alzare la voce

E che dire della vicenda di Casa Italia ( anno2016) quando Sulmona fu scelta dal Governo Gentiloni grazie al Ministro De Rio e alla Regione con D’Alfonso fra le dieci cittài taliane per  avvalersi  per un lungo periodo di tanti benefici a difesa del patrimonio artistico e culturale ? Poi nel 2018 con l’arrivo  del Governo Conti 1 ( Salvini-Di Maio) Sulmona fu deepennata. Perché? Chi ha reagito? Chi ha difeso la  nostra città?

 Certo sono tutte coincidenze , per carità, apparentemente  di poco conto ma che stanno a testimoniare che non cè piu’ tempo di scimmiottare in politica. Oggi per governare il cambiamento ci vogliono persone competenti, preparate,  con gli attributi, che vogliono bene a Sulmona e soprattutto che non cercano sistemazioni personali o  professionali e non  sognano di fare  fortuna con l’ascensoire della politica. O.. no? Buona domenica a tutti

Asterix

 

( foto andrea pantaleo)

 

 

 

 

 

 

4 Comments

  1. Ma perché Iezzi che lavoro fa o faceva ???
    Sempre chiacchiere miste a saccenza
    Povera Sulmona

  2. Alessandro

    Sono d’accordo caro Asterix con Te.Questa città’ non potrà’ salvarsi se non trionfera’ una nuova cultura della politica che parte prima di tutto dai suoi cittadini e poi dagli amministratori che si scelgono i propri rappresentanti

  3. Ridateci la Democrazia Cristiana a Sulmona

  4. Veramente come hanno ricordato in un recente convegno a Raiano il prof.Bruno Di Bartolo ed il giornalista Giovanni Ruscitti il progetto di legge presentato dal prof.Bolino sull’Ospedale di Sulmona trovo’ il successo sperato grazie all’apporto determinante in Aula. del gruppo del Partito comunista che si schierò’ con Bolino perché’ una parte della Dc abruzzese non aveva condiviso l’iniziativa a favore di Sulmona

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