Venerdi, 1 dicembre 2017

Garante dei detenuti: Nardella scrive alla Regione “Fate presto”


2017/11/29 14:420 comments
  • Anche ieri fumata nera in Consiglio. E’ uno degli obiettivi mancati dell’attuale legislatura regionale. Modificata la normativa per l’elezione le forze politiche nell’Assemblea abruzzese non riescono ancora a trovare lo sbocco ad un problema iscritto all’ordine del giorno dei lavori ormai da molti mesi. Eppure nel pianeta carcere  regionale i problemi e le attese sono tante. Ecco il testo della lettera del Segretario territoriale della Uil -Pa indirizzata al Governatore D’Alfonso e ai Consiglieri regionali

 

Sulmona, 29 novembre Egregio Presidente e illustrissimi Consiglieri! Faccio seguito a precorsa corrispondenza nella materia di cui all’oggetto anche se non nascondo lo stupore circa il fatto che, pur essendoci tutti gli estremi per eleggere il garante regionale dei detenuti, nulla sembra si muovi in questa direzione.

Se si hanno dubbi circa l’utilità di questa importante figura o l’imbarazzo di scelta di uno dei tanti candidati che hanno voluto mettersi a disposizione in tal senso – scrive Mauro Nardella – allora sarei pronto a soddisfare la Vostra esigenza  offrendo, se me lo consentirete, spunti interessanti sul perché si debba fare in fretta e non tergiversare ulteriormente.

Come saprete le annose questioni legate al sovraffollamento dei detenuti all’interno delle istituzioni penitenziarie abruzzesi, unito alla carenza di organico di polizia penitenziaria nel medesimo comparto, rende quasi del tutto inapplicabile quella politica costituzionale che vorrebbe il reo recuperato nel suo errore e rispedito nella società rinsavito sia socialmente che moralmente.

Ordunque non si può non considerare il fatto che il diritto, in quanto tale, soprattutto in uno Stato democratico come l’Italia, va garantito a tutti.

Quello ad una carcerazione dignitosa, ivi compreso quello di non essere soggetto a mancanze strutturali così come fino a prima della sentenza Torreggiani non di rado avvenuto, non può essere eluso ma costantemente monitorato. Così facendo non solo si aprirebbero porte improntate ad umanizzazione nei confronti dei detenuti ma si farebbe del bene ad un Corpo di Polizia qual è quella della penitenziaria che del loro diritto garantito ne assumerebbero in maniera simbiotica dei logici benefici.

Venendo invece alla scelta della figura da ergere a paladino della situazione, sono qui ad indicarvi una persona che per preparazione, vocazione e passione andrebbe immediatamente messa nelle condizioni di vivere questa straordinaria esperienza.

Ha chiesto di farlo gratuitamente e con il desiderio di renderlo percorso evolutivo nell’ambito del diritto. Molto vicino anche alle dinamiche che hanno caratterizzato e tuttora lo sta facendo il vissuto dei tanti operatori carcerari, questa persona ha sempre dimostrato attenzione per il diritto di tutti siano essi detenuti che operatori del settore. Sto parlando del Professor Gianmarco Cifaldi. il Professor Cifaldi è splendida persona, dotato di innate qualità umane e con  il quale ho avuto l’onore di condividere esperienze professionali di elevato spessore culturale. Fare tale scelta, cosa che mi auguro avvenga al più presto, sono convinto permetterà a ciascuno delle SS.LL. di ritrovarsi, un giorno,a gestire l’emozione di aver fatto cosa giusta. (h. 14,30)

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