Attualità

Forti criticità Casa Reclusione Sulmona e costruendo nuovo padiglione.

 

Sulmona, 12 agosto-  Con una lettera inviata al Prefetto dell’Aquila, al  Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria del Lazio, Abruzzo e Molise, al  Garante dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale Abruzzo, al  Direttore Casa Reclusione Sulmona ,Il componente della Segreteria Confederale UIL CST Adriatica Gran Sasso Mauro Nardella torna  a sollevare le criticità della Casa di reclusione a Sulmona

 ” Allo stato attuale, le condizioni di vita professionale dei poliziotti penitenziari operanti all’interno del carcere peligno si ritrovano al limite di un punto di non ritorno.I Sistematici turni ad 8 ore (in luogo delle  contrattualizzate 6 ore)- scrive Nardella-  ai quali sono costretti a sottostare i poliziotti penitenziari, uniti all’età media degli stessi (che ha oramai abbondantemente superato i 50 anni), cominciano a rappresentare un cocktail micidiale per la garanzia di un lavoro dignitoso e prolifico quale dovrebbe essere quello di chi secondo la Costituzione italiana dovrebbe concorrere a recuperare e reinserire nella società i soggetti che si sono macchiati di reati e che stanno scontando una pena.

Tale situazione è foriera di non positive conseguenze non solo per la guarentigia dei diritti soggettivi dei poliziotti ma anche per il mantenimento della sicurezza che sappiamo essere condizione essenziale in questi casi. Cosa dire poi dei fini previsti dall’art. 27 della costituzione così come recepiti dall’art. 5, c.2 L.395/90 ( Compiti Istituzionali della Polizia Penitenziaria) ed integranti le funzioni specialistiche anche dei baschi blu?

La situazione di carenza organica, obbligante condizioni di ordinario sovra orario,  potrebbe ancor più notevolmente peggiorare se, all’avvento dell’apertura del nuovo padiglione attualmente in costruzione e in grado di accogliere ulteriori 200 detenuti ( che si sommerebbero rispetto ai circa 430 ad oggi ristretti e tutti di elevata estrazione criminale), non farà seguito un adeguamento organico di poliziotti penitenziari, educatori e molti altri attori rientranti nello scenario lavorativo del penitenziario in oggetto “.

 Nardella  dopo aver  sollecitato i destinatri della sua missiva di ” impegnarsi con urgenza a rivedere i parametri facenti capo alla pianta organica dell’Istituto Ovidiano e garantire, prima dell’apertura del nuovo padiglione, l’arrivo di sufficiente personale capace di supportare l’elevato desiderio di rispetto dei diritti soggettivi del personale con la capacità, da tutti auspicata, di vedere il connubio sicurezza-trattamento realizzarsi secondo standard umanamente sopportabili” fa appello al  Prefetto ” di verificare, stante il conseguente aumento che ne deriverà di familiari e loro accompagnatori i quali, per far fronte ai colloqui visivi con il proprio congiunto recluso faranno accesso nel territorio, se gli organici delle restanti forze armate insistenti nel territorio interessato siano sufficienti a contrastare l’eventuale (ci auguriamo mai) effetto collaterale determinato dallo status posseduto dai alcuni familiari o, come detto, loro accompagnatori e dei quali sarebbe opportuno valutarne  la possibile digressione criminale. Premesso quanto sopra- concude-  si chiede, consapevoli della Sua innata vocazione alla garanzia del diritto altrui, un personale interessamento alla causa e l’attivazione di un tavolo volto a ricercare una soluzione condivisa sulla delicata vicenda. (h. 12,15)

Lucilla Di Marco

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.