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Ferrovia Roma – Pescara, Di Girolamo e Grippa (M5S): “ Mai l’Abruzzo al centro di importanti investimenti come ora”

Sulmona,8 aprile– Non sembra placarsi il dibattito su un’opera così importante come il potenziamento e la velocizzazione della linea ferroviaria Roma – Pescara ritenuta strategica dallo stesso ex premier Giuseppe Conte in una sua conferenza del giugno 2020 quando annunciava le priorità infrastrutturali per il Paese. Ora c’è chi dice l’opera risulta fuori da quelle interessate dai fondi del Recovery Found ma invece a chiarire lo stato delle cose ci pensano le parlamentari abruzzesi Gabriella Di Girolamo e Carmela Grippa che sul punto affermano:
“Mettiamo in ordine i fascicoli e spieghiamo cosa era già programmato e cos’altro è stato aggiunto con il nostro impegno. Oggi ci preme chiarire come stanno realmente le cose e smentire quelle che risultano essere solo mere falsità circa l’opera; opera i cui lavori stanno finalmente per partire che tutti ritengono fondamentale per il rilancio economico dell’Abruzzo e della trasversalità utile a tutto il Paese. Chi non lo fa non fa il bene della Regione”.Le cose stanno esattamente così:

– nel Contratto di Programma, parte investimenti (d’ora in avanti CDP-I) sul quinquennio 2017-2021, risultavano presenti 602 milioni di euro nella scheda 307A, ovvero per lavori di raddoppio del tratto Interporto – Chieti – S. Giovanni Teatino – Pescara, dei quali 250 milioni si sono aggiunti in fase di aggiornamento del contratto.

– Nella scheda 307B, che riguarda un progetto datato 2008 volto al raddoppio delle tratte Celano- Bugnara, Vicovaro- Guidonia e Pratola Peligna – Popoli, per un totale di circa 5 Km, non vi era alcun finanziamento previsto alla data dell’ultimo aggiornamento di contratto, ovvero al 5 febbraio 2020. Per questi progetti tutto era rimandato a future valutazioni che sarebbero avvenute tra il 2022 ed il 2026 per 956 milioni e dopo il 2026 per 348

Successivamente, in termini puramente cronologici, la linea Pescara ‐ Roma entra nell’ allegato al DEF 2020, ovvero nel piano Italia Veloce e dunque entra ufficialmente nell’elenco di opere definite prioritarie e strategiche per il Paese. Poi è la volta del DPCM che individua 58 opere da sottoporre a commissariamento e quindi da velocizzare per la loro realizzazione. In questa sede l’allora commissario incaricato, Ing. Macello, ha illustrato alle commissioni referenti LL.PP al Senato e Trasporti alla Camera, un cronoprogramma di realizzazione di lavori, suddiviso in mini lotti, assoggettati all’unico vincolo inderogabile e non emendabile del PNRR: la tempistica di messa in esercizio inderogabile al 2026.

Le progettazioni realizzabili entro il 2026 sono essenzialmente 4 ed ammontano ad un totale economico pari a 620 milioni dei quali si specifica in seguito il dettaglio:

– 210 milioni per la tratta Tagliacozzo- Avezzano;

– 124 milioni per la tratta Sulmona – Pratola Peligna;

– 193 milioni per la tratta Scafa – Manoppello;

– 93 milioni per la tratta Manoppello – Interporto di Chieti

Si tratta, in sostanza, di lavori volti a velocizzare la linea, renderla adatta al trasporto merci e passeggeri e, ripetiamo ancora una volta, realizzabili entro il 2026.Il progetto complessivo dell’intera tratta riguarda anche altri lotti, compresi nuovi viadotti e gallerie che, per la realizzazione, prevedono una tempistica che va oltre i 5 anni (si parla anche di 7anni e mezzo) vista la particolare orografia del territorio attraversato. Questi progetti resteranno presenti nel CDP-I e sarà necessario finanziarli con ulteriori fondi statali per cui essi sono fuori dal Recovery.La fase successiva sarà quella, appunto, di ottenere il finanziamento nel nuovo CDP-I 2021 – 2026, ma questo sarà nostra premura fare, come sempre abbiamo fatto sin dal nostro insediamento in Parlamento nel 2018.

“A chi dice che stiamo lasciando indietro l’Abruzzo rispondiamo invece che per la prima volta il trasferimento di passeggeri e merci sono al centro del dibattito e dell’attenzione della politica che noi, come Movimento 5 Stelle, esprimiamo in ogni sede da oltre 3 anni a questa parte. Amiamo il nostro territorio e continuiamo a lavorare per ridare slancio alle nostre economie e rendere più accessibili le aree interne. Inserire l’Abruzzo nel corridoio mediterraneo tra la penisola Iberica ed i Balcani e, quindi, funzionale all’operatività della Zes trasversale è un altro nostro grande obiettivo”, concludono.

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Questa la nota integrale delle due senatrici pentastellate. Per amore di verità dobbiamo dire che Iezzi ha sempre riferito che   “Nel PNRR, prima versione, la suddetta linea ferroviaria viene sì indicata tra le opere da realizzare (nella seconda versione la tratta non viene nemmeno nominata) ma l’importo previsto, pari a 620 milioni in cinque anni (il costo totale dell’intera opera è di 6,4 miliardi), è del tutto irrisorio rispetto alle aspettative e agli impegni che erano stati assunti dai rappresentanti delle Istituzioni regionali e nazionali”.

 

 

4 Comments

  1. Ribadisco,nel rivolgersi di questo interessante dibattito, che ,in riguardo al semplice traffico passeggeri,se , dovessi andare in Roma, per piacere,la domenica ,preferirei con una Giulietta farmi il divertimento ditutte le curve della consolare, Forca Caruso Colli di Monte ove, poi ,vado a San Pietro,di seguito in trattoria , e, la sera ritorno. Perciò ,il traffico leggero abruzzese può essere facilmente adeguato e velocizzato anche con i più moderni e nuovi macchinari . L’impedimento allo sviluppo è il costo del traffico pesante per via dei dislivelli da superare – coast to coast-
    Non è completamente senza senso iniziare a pensare ad un opera più importante come un tunnel a bassa quota dal Tirreno all’Adriatico per esempio dal Sorano alla Valle Peligna, perché la tecnologia esiste per eseguirli ed in piena sicurezza, diversi ne sono stati costruiti e ne sono in costruzione (anzi in Norvegia hanno un tunnel stradale di quasi 30 km) anche sulle alpi.Quindi bypassare gli Appennini con i containers dal pescarese ai porti più validi di Gaeta e del Tirreno apporterebbe in questi nuovi corridoi di trasporto internazionale un sicuro sviluppo complessivo tal da non tralasciare l’ipotesi. Il costo,con le moderne tecniche non sarebbe eccessivo se si tratta dello scavo di minerali che troverebbero subito mercato ,mentre gli investimenti potrebbero essere affrontati anche con impegni di fondi “anche sovrani” internazionali quando poi una simile opera di ripagherebbe con i suoi tempi ,in relazione al volume delle merci, già con il risparmio energetico per affrontare i valichi.

    • Debbo aggiungere ,poiché sarebbe opportuno gettare il sasso nello stagno anche per sollecitare uno studio tecnico, che un tunnel di 30 km, oggi, con la moderna tecnologia ed ingegneria, è per paragone,,un opera
      di impegno molto meno faraonico che un tunnel ferroviario del 1880,come la galleria Cocullo-Carrito di 5 km . Si deve perciò rilevare che la variante di valico sull’Autosole già si è ripagata con l’abbassamento della quota da 800 a 500 metri , ciò soltanto per il risparmio energetico dell’intenso traffico commerciale. Ora l’intero traffico di Napoli per la costa adriatica deve obbligatoriamente svalicare ai 900 di Carrito od ai 1200 di Roccaraso e passare interamente per la Valle Peligna. Percio’ svalicare l’Appennino da Sora ad Anversa a 350 MT. ad una quota ancora minore dell’Autosole , apporterebbe ,per il traffico pesante, un beneficio per l’intero Mezzogiorno e tali utilità e sviluppo da certamente considerare con quanti anni una tale opera ripaghi gli investimenti.

  2. Mi pare di capire che al problema di fondo posto da più’ persone (Iezzi,Corriere Peligno,arch.Di Marco ecc.) si continua a non rispondere. Perché’ del progetto globale non si parla più’ ma si fa riferimento solamente a piccole tratte? Anche le due senatrici fanno un lungo pistolotto di date e numeri ma non hanno detto una parola sul progetto globale della Roma-Pescara, né’ sui tempi,né’ sulle risorse. Perché’ .

  3. Pelignus

    il solito bla bla bla della politica che fa solo chiacchiere e pochi fatti

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