Giovedi, 22 novembre 2018

Fabrizia D’Ottavio, campionessa nello sport e nella vita


2018/10/12 21:041 comment

E’ stata ospite del Panathlon Club Sulmona, Fabrizia D’Ottavio, la campionessa mondiale di ginnastica ritmica. Fra i suoi risultati più prestigiosi l’argento nelle Olimpiadi 2004 e l’oro al mondiale nel 2005 e poi tante altre soddisfazioni che non hanno mai cambiato la natura di una ragazza semplice e determinata. Ecco cosa ci ha raccontato della sua esperienza sempre luminosa e piena di soddisfazioni

 

Sulmona, 12 Ottobre– E’ stata ospite del   Panathlon Club Sulmona,  Fabrizia D’Ottavio, la campionessa mondiale di ginnastica ritmica, che ricopre la carica di membro del consiglio direttivo della Federazione Ginnastica d’Italia. All’evento hanno partecipato, tra gli altri, le allenatrici e le atlete dell’Associazione Dilettantistica Sportiva NICLA, società di Pratola Peligna che forma da anni giovani atlete nella ginnastica ritmica.

Le ginnaste si sono esibite in una dimostrazione tecnica davanti alla campionessa che ha condiviso con loro e con il pubblico, durante la serata, i segreti della sua carriera e le lezioni imparate durante i suoi allenamenti.

Secondo il presidente, Luigi La Civita: “Fabrizia D’Ottavio è un modello per tutti. Nell’incontro di Sulmona  ha fatto capire alle famiglie quanto è importante lo sport, praticarlo in luoghi sicuri.  In questi due anni di attività della Panathlon Club Sulmona abbiamo cercato di divulgare l’importanza dello sport nel nostro territorio. Questa volta siamo andati noi nella palestra cercando di scoprire i segreti dello sport da dietro le quinte.

Ed è proprio in questa occasione che abbiamo intervistato la pluricampionessa e ci ha raccontato dell’importanza di perseverare per raggiungere i propri obiettivi.

Quali sono stati i successi più importanti della sua carriera sportiva?

“I successi più importanti sono l’argento nelle Olimpiadi 2004 e l’oro al mondiale nel 2005, quando per la prima volta l’Italia ha battuto la Russia.”

Che cosa vuol dire essere una campionessa a livello mondiale?

“È stata la realizzazione di un sogno, un sogno che non è stato subito chiarissimo perché quando si inizia si è piccole. Poi inizia a diventare più serio, quando si capisce che è quello che si vuole che diventi il proprio percorso. E quindi tu cominci a lottare per un sogno. Sono stati anni molto duri, ricchi di sacrifici, ma con tanta passione. Le mie vincite sono state una soddisfazione enorme, un modo di scoprire cosa vuol dire viaggiare in compagnia. In questi casi davvero l’unione fa la forza.”

Quali sono stati gli insegnamenti che hai tratto da questo sport?

“Avere tanta pazienza. Innanzitutto perché non tutte le gare vanno bene, anche quando ti sembra di aver fatto bene, c’è il punto interrogativo della giuria e ci possono essere anche delle “ingiustizie” e bisogna imparare a inghiottire il boccone amaro e ripartire più forti di prima. E tanta pazienza perché la ritmica è uno sport di precisione e di ripetizione, per cui per arrivare ad avvicinarsi il più possibile alla perfezione ogni singolo movimento deve essere ripetuto migliaia di volte e bisogna essere pazienti perché se ci si stufa subito non si va avanti.”

 Quindi che cosa consiglieresti alle giovani atlete di oggi?         

“Di avere pazienza perché è vero che le nuove generazioni sono più ricettive, più veloci, crescono quasi più in fretta, sono già più mature, però è anche vero che siamo nell’era del voglio tutto e subito. Si tende sempre a correre, pensando che ciò che arriva subito va bene e ciò che va guadagnato con più impegno, lo si guarda con un po’ più di sospetto. E io vorrei augurare alle bambine di avere pazienza, di imparare di gustarsi in qualche modo anche la fatica e la strada per arrivare ad un obiettivo, perché più impegno ci si mette e più la soddisfazione è grande.”

Possiamo sapere quante ore ti allenavi al giorno per diventare campionessa?

“Le ore sono state parecchie, fino ad arrivare in nazionale, periodi in cui ci si allenava fino ad 8 ore al giorno dal lunedì al sabato, se poi nel weekend non c’era la gara da fare. Otto ore al giorno, ovviamente da conciliare con lo studio, che veniva fatto la sera.”

Manuela Susi

1 Comment

  • Andrea Pantaleo

    Dalle Alpi alla Sicilia quale malia: le Donne Italiane meraviglioso splendore del Nostro Eterno Tricolore.

    Andrea Pantaleo

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