Venerdi, 10 novembre 2017

Eppure la Valle Peligna resiste più della Marsica, ma va peggio dell’Alto Sangro


2017/10/20 14:210 comments

 

  • La dinamica delle imprese nel periodo 2014- 2016 rivela alcuni aspetti finora sconosciuti e contenuti nell’ultimo rapporto preparato dal ricercatore sulmonese Aldo Ronci. Non è molto ma un segnale che merita attenzione soprattutto da parte di coloro che dovrebbero  costruire le nuove politiche di programmazione-

Sulmona, 20 ottobre- L’ultimo rapporto presentato nei giorni scorsi  dal sulmonese prof. Aldo Ronci sulla dinamica delle imprese nella provincia dell’Aquila  dal 2014 al 2016 dovrebbe spingere la casse politica a promuovere. Provincia dell’Aquila perde 636 imprese e decresce del 2,46%, valore triplo della flessione italiana che è stata dello 0,77%e un’attenta riflessione  se si vogliono  costruire strategie mirate per un corretto riequilibrio territoriale  in rapporto a quello regionale e all’interno della stessa provincia aquilana capire i fattori che hanno determinato questi risultati. E così si scopre  che nel periodo considerato (2014-2016) La Provincia dell’Aquila perde 636 imprese e decresce del 2,46%, valore triplo della flessione italiana che è stata dello 0,77% Nei territori della provincia Aquilano(-179).Marsica (- 391) Territorio Peligno  (- 104), Alto Sangro (+ 38). Da questa veloce rappresentazione emerge un dato abbastanza sorprendente che pone la condizione del Centro Abruzzo,forse per la prima volta, meno svantaggiata della Marsica ma sicuramente in ritardo rispetto all’Alto Sangro.

Dice Ronci: dal 2014 al 2016 l’Abruzzo ha perso 2.425 imprese passando dalle 129.488 del 31.12.2013 alle 127.063 del 31.12.2016.Nello stesso periodo, in termini percentuali, l’Abruzzo decresce dell’1,87%, valori pari a due volte e mezzo la decrescita media a livello nazionale (-0,77%)A livello provinciale le variazioni sono state molto diverse tra loro.  L’unica a segnare un incremento è Pescara (+385), subiscono pesanti flessione Chieti (-1.092) e Teramo (-1.082), registra un decremento più lieve L’Aquila (-636).Le variazioni percentuali rispecchiano i valori assoluti.Pescara (+1,25%) registra un incremento,  Teramo (-3,41%) annota un decremento importante mentre Chieti (-2,66%)  e L’Aquila (-2,46%) segnano decrementi più lievi.Il 31.12.13 le imprese erano 25.837, al 31.12.16 sono diventate 25.201 subendo una flessione di 636 unità.In valori percentuali le imprese della provincia dell’Aquila decrescono del 2,46%, valore triplo della flessione italiana che è stata dello 0,77%.

 Le flessioni più importanti sono state registrate nelle costruzioni (-351), nell’agricoltura (-317), nel commercio (-187), e nell’industria (-149).Gli incrementi sono stati annotati nelle attività ricettive (+68), nei sevizi alle imprese (+103) e negli altri sevizi (+197).In valori percentuali i decrementi più elevati si sono verificati in agricoltura -7,84% contro il -3,71% italiano, nell’industria   -6,47% contro   il -3,36% e nel   commercio   il -2,85% contro il -0,75%.Le attività economiche che nella Provincia dell’Aquila hanno una percentuale di imprese superiore a quella media nazionale sono le costruzioni (19% contro il 15%) e le attività ricettive (10 %, a fronte del 7% italiano). L’unico incremento del numero di imprese è stato registrato nell’Alto Sangro (+38) mentre subiscono flessioni la Marsica  (-391), l’Aquilano (-179) e il Territorio Peligno    (-104).in termini percentuali flettono più dell’Italia (-0,77%) la Marsica (-3,36%), il Territorio Peligno (-2,67%) e l’Aquilano (-2,12%). Registra un risultato migliore e in controtendenza rispetto a quello nazionale l’Alto Sangro (+2,01%). La flessione più importante è stata quella delle costruzioni (-204) e sensibile la flessione del commercio (-64). Il dato più positivo negli altri servizi (+85).

In valori percentuali le costruzioni decrescono del 9,59% valore quasi doppio rispetto al -5,04% nazionale. Importante anche il decremento dei servizi che si attesta a -3,48% pari 4 volte e mezzo il -0,75% italiano.Gli altri servizi crescono del 4,82% valore pari a 3 volte l’1,56% nazionale. Il forte decremento delle imprese è stato influenzato dalla rilevante flessione dell’agricoltura (-268), da quelle meno rilevanti dell’industria (-110), delle costruzioni (-75) del commercio (-64). Crescono le attività ricettive (+11) e i servizi alle imprese (+33) e gli altri servizi (+82).

In valori  percentuali i  decrementi più  importanti  sono  stati  quello dell’agricoltura  (-10,97% pari al triplo del -3,71% nazionale) e quello dell’ industria (-10,31% pari al triplo del -3,36% italiano). Le attività ricettive crescono dell’ 1,07% pari a un quinto del 5,19% nazionale.

 Nel Territorio Peligno le attività economiche che subiscono flessioni molto importanti  sono  le  costruzioni (-59)  e  il commercio (-55),  più lievi  le flessioni  nell’agricoltura (-16). Crescono le attività ricettive (+14) e i servizi alle imprese (+22).In valori percentuali vanno parecchio male le costruzioni che registrano un -8,05% pari al doppio del -5,04% italiano e il commercio che perde il 4,61% pari al sestuplo della flessione dello 0,75% italiano.

 L’Alto Sangro è l’unico territorio che registra un incremento di imprese (+38). Gli incrementi riguardano anche l’agricoltura (+5) e l’industria (+1), che negli altri territori hanno segnato decrementi.  Cresce molto il settore degli altri servizi (+28) mentre crescono poco le attività ricettive (+8) in un territorio altamente turistico. Da sottolineare che nell’Alto Sangro l’incremento di imprese si è concentrato tutto nella Città di Castel di Sangro (+38) mentre nei comuni limitrofi il numero delle imprese è rimasto invariato. In valori percentuali hanno annotato risultati in controtendenza rispetto ai dati nazionali l’agricoltura (+2,28% contro il -3,71% nazionale) e l’industria (+0,67% a fronte del 3,36% italiano) Le attività ricettive hanno segnato un incremento del 2,24% pari a circa la metà del 5,19% nazionale, i servizi alle imprese hanno invece ottenuto un +19,70% pari a una volta e mezzo il 13,55% italiano e infine gli altri servizi che hanno registrato uno strepitoso +9,78% pari al sestuplo dell’1,56% nazionale. (h. 14,30)

 

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