Mercoledi, 19 dicembre 2018

Emozioni, tra musica e parole. Incontro con Rossella Tirimacco


2018/03/22 18:370 comments

Il suo saggio pubblicato dalla Lupieditore ha l’intento di ricordare ai lettori l’importanza di conoscersi attraverso le emozioni. Perché ognuno di noi ha una missione nella vita e come prima necessità c’è quella di conoscersi.

  Sulmona, 22 marzo- Rossella Tirimacco è appassionata di musica e parole ed è convinta che questi elementi abbiano un ruolo determinante sulle variazioni del nostro stato d’animo. Il suo saggio ha l’intento di ricordare ai lettori l’importanza di conoscersi attraverso le emozioni. Perché ognuno di noi ha una missione nella vita e come prima necessità c’è quella di conoscersi. Imparare a conoscersi vuol dire sentire le proprie emozioni, identificarle e accettarle.

In Emozioni, tra musica e parole pubblicato dalla LupiEditore e presentato  nella sede della camerata musicale di Sulmona, si definisce l’anatomia delle principali emozioni come l’amore, la paura, la nostalgia, l’ira, la rabbia, la speranza, la pazienza, l’invidia e la gioia ed il loro rapporto con musica e letteratura. L’autrice è prima di tutto una ricercatrice indipendente che scrive su Academia www.academia.edu, un sito web in cui i ricercatori condividono pubblicazioni scientifiche. Inoltre Rossella è autrice del blog Abruzzo Forte e Gentile, e presidente dell’omonima associazione, a cui lavora insieme a suo fratello Filippo, che si occupa delle relazioni pubbliche dell’autrice, con la missione di promuovere le bellezze del territorio.

Volevamo conoscere meglio questa scrittrice e l’abbiamo incontrata per una breve intervista presso la libreria del suo editore a Sulmona wwe.lupieditore.it

Com’è nata l’idea di pubblicare un saggio sulle emozioni?

Credo che ognuno di noi debba imparare a conoscere se stesso, a prendersi giusta cura anche delle parti più deboli, più vulnerabili. Parlo ad esempio delle parte bambina di me che si è sentita abbandonata e che ancora oggi richiama la sua attenzione piangendosi addosso, autocommiserandosi e prendendosela con il mondo intero. Bisogna aprire gli occhi sui nostri automatismi, se io ho una visione negativa del mondo, il mondo mi rimanderà indietro questa negatività, semplicemente perché io vado a cercare conferma nel mondo della mia visione negativa. Se io vi dico di guardarvi intorno e trovare tutti gli oggetti rossi nella stanza, quando vi chiederò quanti oggetti blu avete trovato, voi non saprete rispondere.  Le nostre convinzioni creano la realtà che ci circonda, per questo io invito i lettori a conoscersi attraverso questo libro che spiega con un linguaggio alla portata di tutti come iniziare, passo dopo passo, a conoscersi. Quello che mi sta più a cuore, al di la del libro, è dare un contributo concreto, uno strumento per chiarire come funzionano certi processi dentro di noi, perché a volte basta davvero poco per risolvere delle situazioni difficili.

C’è un autore o un opera che ti ha colpito particolarmente?

Ho ricevuto in eredità la libreria di mio nonno e tra questi c’era anche Psicologia delle folle di Gustave Le Bon. Lo lessi in un giorno e da quel momento iniziai ad interessarmi al tema della paura utilizzata come sistema di condizionamento mediatico. Cominciai a ricercare nel passato tracce di questa emozione e mi cominciai ad interessare al periodo storico dell’Inquisizione tanto da pubblicare un breve saggio a riguardo su Academia.

C’è un capitolo che ti sta a cuore più degli altri?

Il capitolo sull’invidia perché l’ho riconosciuta in molte persone intorno a me e ho cominciato a provare compassione per loro. L’invidia è un sentimento inconfessabile. Io l’ho trasformata in ammirazione, anzi ho utilizzato le persone che sono arrivate in alto come modelli.

 Hai dei modelli o dei mentori a cui fai riferimento nella tua vita?

Il mentore ha elevate qualità spirituali è un essere elevato, mentre il modello non ha queste qualità spirituali, ma facciamo comunque riferimento a lui quando utilizziamo certi comportamenti e quando mettiamo in atto alcuni modi di fare. Ad esempio, Rossella O’Hara è un modello di forza per me! Mentre considero mia madre un modello per la sua dignità fuori dal comune, non è mai scesa a compromessi, ha sempre salvaguardato la sua dignità.

 Che progetti ha per il futuro?

Sto lavorando ad un fantasy-psicologico e ad un altro saggio che parlerà di emozioni e fisionomia e che sarà un po il seguito di questo appena pubblicato. Il fantasy è un genere che mi permette di scrivere più liberamente, senza dover sottostare agli obblighi formali che ti richiede la stesura di un saggio.Inoltre sto frequentando un percorso formativo con Aleph Biodinamica Umanistica di Mauro Scardovelli www.alephumanistica.it, un centro di formazione e consulting che si occupa di crescita personale ed evoluzione della consapevolezza umana. Gia da giugno stiamo organizzando degli incontri Aleph e dei corsi con Anna Marchesani. Tutti gli aggiornamenti saranno pubblicati sul sito dell’associazione www.abruzzoforteegentile.altervista.org

 

Manuela Susi

 

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