Domenica, 11 febbraio 2018

elezioni, Uncem lancia l’appello: aree interne e montane fra le priorità


2018/02/10 09:140 comments

 

 

A venti giorni dalla conclusione della campagna elettorale il dibattito politico stenta a decollare sui grandi temi e sulle priorità che interessano il Paese e i territori. L’Unione nazionale comuni ed enti montani (Uncem) ha dettato alcune priorità  ai partiti e ai candidati soprattutto per non disperdere il lavoro fatto negli ultimi cinque anni, a cominciare dalla legge sui piccoli comuni. E per una regione come la nostra dove il 70% del territorio è considerato montano e formato da oltre 270 piccoli comuni che aspetta da parte della Regione politiche mirate in questa direzione è sicuramente un segnale importante.

 

 Sulmona, 10 febbraio- La legislatura che prenderà il via con le elezioni politiche del 4 marzo dovrà avere una specifica attenzione per i territori, per le aree interne, per le comunità delle Alpi e degli Appennini e per le aree montane.  E questo il senso di l’articolato documento Uncem –  sottoposto a tutti i partiti politici e a tutti i candidati alle elezioni politiche del 4 marzo.

Secondo Uncem gli importanti risultati raggiunti nella scorsa legislatura, grazie a un lavoro attento – fatto anche di molti stimoli e proposte arrivati al Parlamento e al Governo dall’Associazione – che ha coinvolto Partiti politici, Gruppi parlamentari, singoli Deputati e Senatori, tutto il Consiglio dei Ministri. Uncem evidenzia oggi molti importanti risultati raggiunti negli ultimi cinque anni: la legge sui piccoli Comuni, il nuovo codice forestale, la prima legge italiana sulla Green Economy, il Collegato agricolo, il rifinanziamento del fondo nazionale per la montagna, l’incremento dei fondi per la Strategia nazionale aree interne, la legge sul terzo settore, il Testo unico sul Vino.

Il lavoro deve proseguire, forte di questi risultati. Con nuovi obiettivi. Con le proposte che Uncem sottopone a partiti politici e candidati. A loro, Uncem chiede di “rispondere” sui temi di questa Agenda, di inserirli nei documenti della campagna elettorale, nei programmi, nei dibattiti e negli incontri. Ma soprattutto, di renderli concreti, con leggi, strumenti attuativi, finanziamenti e altri provvedimenti nel corso della nuova legislatura.

Cinque le parole chiave dell’Agenda: Autonomia, Libertà, Partecipazione, Energia, Sussidiarietà. Valori forti alla base di ogni iniziativa, proposta, legge, documento in favore dei territori montani, delle aree interne, delle politiche per ambiente, paesaggio, territori. Il documento Uncem – che verrà presentato nelle regioni, sui territori, da ciascuna Delegazione nelle prossime settimane – declina in sedici punti le necessità, le opportunità per il lavoro su due terzi del Paese, dove vivono 10 milioni di persone e dove si produce il 17% del PIL. Si parte con la Strategia Aree interne, da rendere strutturale, con l’attuazione della legge sui piccoli Comuni, con la revisione del Testo unico degli Enti locali e della legge 56/2014, volta a semplificazione e miglior organizzazione. Fiscalità peculiare e riforma del Catasto sono decisive.

Agricoltura multifunzionale, turismo nei borghi, gestione forestale attiva, valorizzazione dei prodotti, sono pilastri dello sviluppo locale. Prevenzione del dissesto, “cura” del territorio, manutenzioni, si collegano a una nuova efficace declinazione della green economy attuando il Collegato ambientale. Su scuola, welfare, trasporti, mobilità e viabilità si giocano le opportunità di rinnovare e migliorare i servizi, rendendoli “su misura”, plasmati sui territori, sui singoli, sulle fasce deboli. Rivitalizzazione dei borghi, attenzione ai beni culturali e alle lingue minoritarie sono imprescindibili. Per trattenere persone, imprese, famiglie, giovani, fermare lo spopolamento e attrarre nuove forze, nuove idee, nuove aziende. Non solo risorse, ma soprattutto politiche. Scelte e concertazione, analisi e dialogo del Governo e del Parlamento con i territori. (h.8,00)

 

Lucilla Di Marco

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