Politica

Elezioni: Territori e legalità, convegno con Nicola Morra

Sulmona,23 settembre– Le campagne elettorali non sono solo caratterizzate da comizi e presentazione di programmi elettorali, ma anche da convegni su temi interessanti ed attuali. Si è svolto questo pomeriggio a Sulmona, nel cortile di Palazzo San Francesco, un interessante convegno avente come tema Territori e Legalità, sul  terribile e devastante fenomeno delle infiltrazioni nei territori italiani delle mafie, delle varie criminalità organizzate. Presente in città Nicola Morra Senatore della Repubblica, Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, la Senatrice Gabriella Di Girolamo, Teresa Nannarone Presidente del circolo Pd cittadino, i candidati sindaci Vittorio Masci, Gianfranco Di Piero, Elisabetta Bianchi, Mauro Nardella del sindacato di Polizia Penitenziaria, il consigliere regionale Antonietta La Porta, candidati, cittadini.

Il tema è scottante ed attuale il quale richiede coesione non solo delle forze dell’ordine e della magistratura, ma anche delle forze politiche, della società civile. Nicola Morra ha precisato che in Italia le infiltrazioni sono presenti anche nel nord; la nostra nazione ha il problema delle logiche predatorie della mafie. Prevenire è meglio che curare al fine di non far ritrovare i territorio con il voto non più libero, con intimidazioni, economie controllate. Il fine è quello di evitare condizionamenti di ogni genere di tipo mafioso.

 Anche la Valle d’Aosta, ha precisato Morra, ha visto la presenza di condizionamenti di tipo criminale i quali controllavano appalti pubblici. Le mafie molti le immaginano violente perché uccidono, intimidiscono, depredano; oggi invece corrompono e si nascondono essendosi evolute. Trasparenza e prevenzione sono fondamentali al fine di prevenire infiltrazioni di tipo criminale. Molti territori italiani hanno purtroppo visto infiltrazioni criminali, prontamente sventate dalla magistratura e forze dell’ordine. Il Presidente della commissione antimafia ha precisato che, sino al 1982, il reato di associazioni di tipo mafioso non esisteva, ma era in vigore solo il reato di associazione per delinquere semplice ex articolo 416 del codice penale. Poco dopo l’assassinio del Generale dei Carabinieri Carlo Alberto dalla Chiesa, divenuto prefetto di Palermo da appena cento giorni,  avvenuto il tre settembre 1982 a Palermo in via Carini, con la legge  tredici settembre 1982 n. 646, la cosiddetta legge Rognoni La Torre si introduce il reato di associazione per delinquere di tipo mafioso. La motivazione terribile che porterà all’approvazione di questa legge, saranno i due ennesimi omicidi mafiosi avvenuti a Palermo quello dell’onorevole Pio La Torre parlamentare comunista, avvenuto il trenta aprile 1982 sempre a Palermo, quello per l’appunto del Generale Dalla Chiesa.

Teresa Nannarone nel suo intervento ha ricordato i terribili, misteriosi avvenimenti che hanno caratterizzato la città di Sulmona, il territorio peligno.Episodi inquietanti che hanno creato ombre sinistre sulla città di Sulmona ed il territorio peligno. L’opinione pubblica si è fortemente interrogata su tali eventi. Da non dimenticare ha aggiunto la Nannarone la mafia dei pascoli la quale, ha messo le mani su alcuni comuni dell’Abruzzo, esattamente su venti comuni di cui undici della Provincia dell’Aquila, due della valle peligna. Avvenimenti che dimostrano tentativi d’infiltrazione di tipo criminale. La preoccupazione consta anche per l’imminente chiusura del Tribunale di Sulmona.

 La senatrice Gabriella Di Girolamo ha precisato che i reati che si consumano sono usura, incendi, estorsioni, infiltrazione negli appalti pubblici. La posizione geografica della nostra regione Abruzzo, con le regioni le quali hanno forti caratterizzazioni di presenze malavitose di tipo organizzato, quali Campania, Puglia è appetibile. Occorre fare il punto della situazione al fine di non perdere la libertà e non vedere infiltrazioni del crimine organizzato. La regione Abruzzo ha aggiunto la senatrice Di Girolamo, mediante una legge proposta dal Movimento Cinque Stelle, si è dotata di un “osservatorio per la legalità” il cui presidente è il consigliere Regionale Antonietta La Porta, il quale è uno strumento di monitoraggio per stroncare il fenomeno delle infiltrazioni criminali. Guardando alla realtà giudiziaria anche le aste giudiziarie sono realtà appetibile dalle mafie, che possono investire e riciclare il denaro sporco. L’emendamento è stato fortemente voluto dal Movimento Cinque Stelle e del Partito Democratico il quale prevede, per le aste giudiziarie, la schedatura di tutti coloro i quali partecipano alle aste giudiziarie. Prima dell’emendamento era facile accedere alle aste giudiziarie per il crimine organizzato. Si controlla anche chi è il beneficiario dell’asta giudiziaria. Territori e legalità è binomio fondamentale per la protezione dei territori, delle popolazione che vivono in essi.

Andrea Pantaleo

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