Mercoledi, 19 dicembre 2018

Elezioni e la politica delle tre.. carte


2018/11/27 10:070 comments

Sulmona, 27 novembre- Tempo di elezioni ma anche tempo di promesse, di chiacchiere, illusioni. Il copione è sempre lo stesso. Cambiano semmai gli attori che in maniera disinvolta  sempre più spesso passano da una coalizione all’altra, da un partito a uno diverso. Basta sfogliare i giornali di questi giorni per rendersene conto da vicino perché il mercato della vacche, come si dice con linguaggio assai colorito ma molto efficace, è sempre aperto.  Eppure un appuntamento di straordinaria rilevanza politica come l’elezione per la nuova Assemblea regionale meriterebbe una riflessione più attenta per capire meglio perché questa città e questo territorio da qualche anno  sono stati collocati ai margini della politica abruzzese con risultati che tutti abbiamo sotto gli occhi.

Carenza di servizi primari come quelli socio sanitari, il rischio di vedersi privare del punto nascita, del tribunale, di servizi legati alla mobilità e ai trasporti. Il Centro Abruzzo continua ad essere il ventre molle dell’economia regionale. Era questo il presupposto principale che portò il Consiglio regionale a riconoscere il nostro territorio nel 2007  area di crisi e qualche mese più tardi  alla firma dell’accordo di programma presso il Ministero dello Sviluppo economico. Eppure se subito dopo la Regione è stata costretta ad affrontare la crisi legata alla Sanitopoli abruzzese e dopo la gestione della vicenda del terremoto del 2009 non mi pare che qualcuno in Comune o alla Regione, fra i partiti di maggioranza e di opposizione, si sia alzato  ed abbia posto sui tavoli decisionali la questione. Nemmeno la Istituzione più prossima ai cittadini, cioè il Consiglio comunale, ha balbettato qualcosa in questo senso.

Eppure ci hanno abbuffato di dichiarazioni, commenti, fotografie, inaugurazioni, tagli di nastri e tanti “blà,blà, blà” ma niente più. D’altra parte  ancora oggi, diciamocelo con franchezza, la città non ha un’Amministrazione comunale ma un coacervo di forze spente e politicamente insignificanti incapaci singolarmente e nell’insieme  di produrre uno straccio di proposta. Basti pensare che con tutto quello che sta succedendo in  città nelle ultime settimane i giovanotti a Palazzo San Francesco non hanno avvertito un pizzico di sensibilità per convocare un Consiglio comunale straordinario e nelle ultime ore c’è voluto uno sforzo  incredibile (si fa per dire) per spingere le minoranze ad aggrapparsi a una norma regolamentare per centrare l’obiettivo. Mai era capitato alla nostra città esprimere un’Assemblea civica di così basso profilo politico. Senza idee, senza forza contrattuale, senza forza di persuasione. Di Sulmona e di Centro Abruzzo si è parlato poco, pochissimo in questi ultimi anni in Consiglio regionale se non  per  imporre a questo territorio tagli e sacrifici. Chi si è accorto di qualcosa? Chi ha avuto il coraggio di aprire bocca e lamentarsi. Nessuno. E può considerarsi un fatto normale questo comportamento?

Quando la città si  aggrappava alla vicenda del polo di attrazione per non far declassare il nostro Ospedale la maggioranza a Palazzo San Francesco votava a favore della riorganizzazione della rete ospedaliera. E non una volta (16 luglio 2016) ma due (settembre 2017) facendo rumore  e suscitando ilarità in tutto l’Abruzzo. E quando agli inizi del 2018 l’Abruzzo è uscito dal Commissariamento per la Sanità  e si sono riaperte le speranze per rimettere in corsa la nostra città per la storia del punto nascita e con la Regione fortemente impegnata al fianco della nostra città  a sostenere questa battaglia  Sulmona  ha scoperto che nel governo del cambiamento non può contare su nessuno. Ed allora?  Ed ecco perché questa  occasione del voto per le regionali deve spingere i sulmonesi ad aprire gli occhi e a riscoprire il proprio orgoglio senza mai più affidare deleghe in bianco a nessuno.

Su questo terreno un’Amministrazione comunale attenta e lungimirante avrebbe già dovuto inaugurare una stagione di collaborazione e di coesione con il territorio per costruire relazioni nuove e strategie diverse. Ma tanti, troppi, sindaci oggi  non si sentono adeguatamente rappresentati dalla nostra città tant’è che si sono organizzati in proprio ed hanno deciso di candidarsi in diversi partiti o movimenti. Un brutto segnale per Sulmona, sempre più sola e indifesa, ma un allarme da non sottovalutare per il territorio perché in questa battaglia per le regionali se non  si vince  con Sulmona non vince il Centro Abruzzo. La politica delle tre carte non serve più. La nostra gente è  cocciuta, ma non fessa. Ne riparleremo presto. Buona giornata a tutti. (h.9,00)

Asterix

 

 

 

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