Cultura

 editoria: “Un gettone di memoria”, 23 testimonianze in onore di Ottaviano Giannageli

 

(di Gianfranco Giustizieri)*

 

Sulmona, 8 Ottobre– Soltanto una grande dedizione e capacità non comuni potevano condurre Andrea Giampietro a promuovere, raccogliere, curare e portare alla pubblicazione ventitré testimonianze in onore di Ottaviano Giannangeli nel libro Un gettone di memoria. 23 voci per Ottaviano Giannangeli, Edizioni Menabò, Ortona 2019. Illustri esponenti della cultura abruzzese e non solo, insieme al curatore, alternano le loro voci in un crescendo di competenze, emozioni, sentimenti per ricordare l’uomo e l’opera di uno dei grandi figli della terra d’Abruzzo che ha lasciato tracce indelebili in molteplici aree di espressione artistica.

Ottaviano Giannangeli (Raiano, 1923 – Sulmona, 2017) dal quasi inesauribile curriculum, poeta, narratore, studioso del dialetto e del folclore della patria peligna, critico, autore di testi musicali, pittore, docente di scuola media e nei licei fino ad essere professore di Letteratura italiana moderna e contemporanea nell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Pescara, ha nel libro quel dovuto riconoscimento per le «[…] persone meritevoli di permanere nell’eternità del ricordo […] e per garantire al professor Ottaviano Giannangeli un perfetto viaggio ultraterreno […] secondo l’antica tradizione greca che prevedeva l’offerta di un obolo affinché Caronte traghettasse le anime nell’Ade […]» secondo l’Introduzione di Andrea Giampietro e i saggi che si dispiegano nelle quasi duecento pagine del testo. Ventitré voci autorevoli, da Gianni Oliva a Lucilla Sergiacomo, da Pietro Civitareale a Damiano Venanzio Fucinese e poi Cosimo Savastano, Giuseppe Rosato, Carlo De Matteis, Pietro Gibellini, Silvio Ramat, Marco Della Sciucca per citarne alcuni, contribuiscono ad avviare un percorso multidisciplinare che avrà nei prevedibili studi successivi ulteriori frutti affinché la memoria di Giannangeli costituisca un continuo presente. Allora addentriamoci nelle pagine per cogliere qua e là alcune riflessioni che riteniamo indispensabili per un iniziale ricordo della sua opera.

Innanzi tutto l’approdo poetico che si manifesta nella sua interezza con la pubblicazione di tutte le poesie nell’opera omnia Quando vivevo sulla terra (Verdone Editore, Castelli, 2017) a cura di Andrea Giampietro. Nell’impossibilità di un attento esame di tutta la raccolta, molti degli autori (Civitareale, De Matteis, Sergiacomo, Ramat, Del Prete) si soffermano su alcune delle tante sillogi giannangeliane e sui diversi aspetti della sua scrittura in dialetto e in lingua che rivelano un lungo percorso di maturazione, dalle prime esperienze di derivazione carducciana e pascoliana (Ritorni, 1944) all’incontro con Montale (Gli isolani terrestri, 1958) e García Lorca (Canzoni del tempo imperfetto, 1961).Costanti della poesia di Ottaviano Giannangeli sono la centralità del mondo popolare e l’amore per la sua terra peligna mai indicativi di un chiuso provincialismo, di cui fu ingiustamente accusato, ma richiami necessari per la conoscenza di un mondo arcaico giunto quasi al suo traguardo.

Il poeta di Raiano supera ogni confine e indirizza la sua poetica: «[…] verso un’assunzione di temi che oltrepassa gli stretti termini di una vicenda intimistica dell’Io, per porsi come esigenza di un’affermazione totale dell’uomo nei confronti della realtà sociale in cui si muove. Uno spostamento di obiettivo, dunque, tanto più interessante in quanto corrisponde ad un’inattesa revisione strumentale ed ideologica che egli ha voluto operare nel suo discorso, a favore di un’appropriazione più originale e diretta delle questioni umane, finora mimetizzate nella ripetizione di un dettato non di rado eminentemente letterario e sentimentalmente acquisito. […]» (Civitareale).

Poi il dialetto, linguaggio naturale, nella convinzione di arrivare alla creazione di «[…] un koinè abruzzese, ovvero una lingua dialettale comune che consenta ai poeti abruzzesi di rivolgersi ad un pubblico più vasto di quello ristretto del proprio paese. […]» (De Matteis). Giannangeli, infaticabile lettore dei grandi autori tra Otto e Novecento e degli scrittori abruzzesi, ha inoltre lasciato numerosi saggi critici di cui Pietro Civitareale ne offre un’ampia ricognizione. Per personale conoscenza potrei citare gli scritti raccolti nei volumi Letteratura della  Resistenza in Abruzzo (1983) con una prima finestra su Natalia Ginzburg per poi aprire alla Bonanni, a Silone e altri ancora in un panorama di scrittura ed eventi tra letteratura e occupazione tedesca, Scrittura e radici (2002), con pagine su Croce, d’Annunzio, DellaPorta …, dalle quali emerge il rapporto tra gli autori e la terra di origine.

 Le care lettere (2004), raccolta epistolare che Giannangeli appella come “lettere di amore letterario” e che documentano il rapporto critico ed amicale con i maggiori contemporanei, Montale, Migliorini, Debenedetti, Titta Rosa, Timpanaro …, inoltre le numerose antologie sui poeti peligni con particolare riguardo verso Umberto Postiglione (Umberto Postiglione, Antologia, con ricognizione di alcuni manoscritti e testimonianze, 1960) di cui scrisse molto sulla vita avventurosa e l’opera poetica come risultanti di rigore politico e immagine mitica.

Poi Giannangeli narratore, con racconti pubblicati su riviste nazionali e raccolti sotto il titolo Sera sul millennio (1993) e soprattutto il romanzo Sposare una (1965). La Bonanni, dopo la lettura del manoscritto inviato dall’autore, scrisse di averlo “divorato” in una intera giornata e di aver trovato pagine straordinariamente belle. La critica successiva definì il romanzo come una delle più belle storie d’amore pubblicate in quegli anni.

Ma un particolare ricordo di Ottaviano Giannangeli è legato alla fondazione il 1° giugno 1957, insieme a Fausto Brindesi, della rivista Dimensioni. Quasi ventennale fu il viaggio, fino al 1974, insieme ai fedeli amici Giuseppe Rosato e Giammario Sgattoni, intrapreso dal Nostro con l’obiettivo di un’azione culturale centrifuga che partendo dai valori della provincia si espandesse su tutto il territorio nazionale. E il richiamo e l’azione non si dispersero perché nel corso di quegli anni un numeroso drappello di autori famosi e di giovani di talento dettero seguito con articoli, racconti, poesie, critica letteraria, argomenti di interesse sociale e politico e tanto altro ancora. Dimensioni è stata una bella realtà culturale nata in terra d’Abruzzo e la sua importanza è ancora tutta da approfondire come le pagine di Un gettone di memoria ad essa dedicate indicano (Oliva, Giustizieri).

Ancora una sottolineatura per un altro aspetto del multiforme ingegno del poeta di Raiano: la musica e la canzone folcloristica. Giannangeli aveva: «[…] una competenza musicale non comune per un uomo di lettere (per taluni canti aveva composto, oltre che i versi, anche la musica), ben chiari i connotati tecnici del canto abruzzese, nella sua pluralità di forme e tipologie […]» (Della Sciucca) e dimostrava la sua profonda conoscenza del repertorio musicale dei maggiori compositori abruzzesi come Di Jorio, Polsi, Tosti, Albanese ed altri dedicando studi: «[…] al canto popolare e alla canzone d’autore, in cui ne mette a fuoco le caratteristiche metriche, cercando di individuare il punto in cui le due forme espressive sembrano congiungersi […]» (Leonzi).

Infine, non ultimo ma primario, il ritratto dell’Uomo. Tutti gli autori fanno emergere parole di stima ed affetto tra le righe “tecniche” di scrittura ma particolari ricordi, anche intimi, del Professore li troviamo nelle pagine di Marilena Giammarco, Gabriella Albertini, Marcello Marciani, Giovanni D’Alessandro, Stefania Zitella, oltre al curatore Andrea Giampietro. Ognuno inserisce una personale tessera di memoria per l’Uomo: «[…] amatissimo, di questo signore gentile dall’animo profondo, vitale, allegro, ma anche consapevolmente amaro […] e oggi noi siamo tutti chiamati, la Scuola per prima, a un impegno doveroso: tutelarne per sempre la memoria, l’affettuoso ricordo nei nostri cuori […]» (Zitella). E aggiungerei: il doveroso tributo di riconoscenza che l’intero Abruzzo gli deve.

 

*studioso e scrittore

 

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