Mercoledi, 11 gennaio 2017

Ecco perché il punto nascita di Sulmona non si deve toccare


2017/01/09 12:090 comments

 

  • La vicenda della partoriente di Castel di Sangro che doveva raggiungere Sulmona e rimasta nella bufera dell’Altopiano delle Cinquemiglia ripropone il ruolo strategico del presidio Ospedaliero della città che va potenziato e non declassato. E pensare che molti amministratori della nostra città e molti sindaci della zona “applaudivano” quando la Regione  decideva di attuare il piano di ridimensionamento dell’Ospedale di Sulmona. Oggi la nota del portavoce di Sovranità Di Giandomenico (il solo capace di alzare la voce) testimonia ancora che questo territorio è stato dimenticato dalla politica e dalle Istituzioni-

punto nasciteCastel di Sangro,9 gennaio In travaglio per strada durante la bufera, la neo mamma di Castel di Sangro ha potuto partorire in sicurezza all’ospedale di Sulmona grazie al soccorso della Protezione civile di Pettorano sul Gizio  e dei Vigili del fuoco che hanno accompagnato la dottoressa, Laura Pelino, dalla signora bloccata sul Piano delle 5 Miglia. Il Punto nascita Peligno resta un presidio a rischio eppure è uno snodo necessario per garantire servizi sanitari all’entroterra abruzzese, torna ad affrontare la questione, Alberto Di Giandomenico, responsabile di Sovranità che insiste nel chiedere alla Regione Abruzzo di assicurare la permanenza, nei presidi ospedalieri dell’entroterra abruzzese, dei servizi sanitari scampati ai tagli, potenziando soprattutto il Punto nascita di Sulmona.

 Santissima Annunziata di Sulmona con il suo Punto nascita sia un presidio sanitario di fondamentale importanza per le popolazioni delle aree interne lo dimostra il soccorso alla neo mamma di Castel di Sangro rimasta bloccata sull’Altopiano delle 5 Miglia mentre, già in fase avanzata di travaglio, tentava di raggiungere l’ospedale più vicino per partorire in sicurezza – Alberto Di Giandomenico, coordinatore di Sovranità Sulmona, interviene sulla nascita di Anna (2,7 kg) – Una nascita resa possibile grazie all’intervento della Protezione civile di Pettorano sul Gizio chiamata dall’operatore del centralino dell’ospedale Peligno per rispondere alla richiesta d’aiuto della famiglia, bloccata dalla bufera di neve nel tentativo di trasportare la donna a Sulmona. Un’emergenza non proprio rara nell’Abruzzo interno che, nonostante le avversità e i tagli, resiste e continua a mettere alla luce dei bambini anche da queste parti.

I volontari di Pettorano hanno raggiunto l’ospedale di viale Mazzini per accompagnare la dottoressa Laura Pelino sino al Piano delle 5 miglia, mentre imperversava una violenta bufera di neve che rendeva impossibile l’intervento dell’elisoccorso e persino delle ambulanze. “Dobbiamo ringraziare i volontari di Pettorano che hanno consentito alla dottoressa Pelino di ridurre la distanza con la donna in difficoltà, sofferente e già in fase di travaglio sulla statale inghiottita dalla tormenta di neve. Durante il tragitto l’incontro fortunato con un mezzo dei vigili del fuoco che ha permesso alla dottoressa Pelino di raggiungere finalmente la donna per prestarle le prime cure e l’assistenza necessaria – continua Di Giandomenico – Il ruolo della protezione civile è stato di primaria importanza, così i vigili del fuoco, a salvaguardia della salute di mamma e figlia. Caso non proprio eccezionale in Alto Sangro che, dimostrano i fatti, non si risolve con un elisoccorso e le ambulanze. Con i volontari della Protezione civile, che hanno colmato le deficienze della politica,  e con i vigili del fuoco è stato possibile alla signora raggiungere il presidio ospedaliero più vicino, quello di Sulmona, per partorire appena dopo una bimba: al sicuro, al caldo e assistita dall’equipe medica del dottor Gianluca Di Luigi che dispone, ancora e per fortuna, di una struttura attrezzata per il parto.

Il Punto nascita deve essere una certezza per le popolazioni dell’entroterra e deve essere messo in condizione di assistere in ogni caso di complicazione anche quando non è possibile un trasporto d’urgenza con l’elicottero – prosegue il portavoce di Sovranità – Appena qualche giorno fa il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, da Pescocostanzo ha ribadito l’importanza, per le aree interne, dell’elisoccorso per il trasporto dei casi urgenti nei centri specializzati. È ulteriormente dimostrato che le raffiche di neve, da noi, possono raggiungere anche i 100 km orari, così com’è accaduto in questi giorni. Come potrebbe l’elisoccorso sostituirsi a presidi e servizi sanitari in queste condizioni meteo che non risparmiano nemmeno a bassa quota? Sovranità chiede di potenziare i servizi sanitari vicini al cittadino e insiste affinché la Regione li assicuri per sempre negli ospedali delle aree interne da potenziare e non da smantellare. Ergo, il Punto Nascita di Sulmona è tra i servizi indispensabile in un territorio che è stato spogliato di tutto per chilometri e chilometri e che, nonostante i tagli, si traduce in un punto di riferimento vitale per la sanità locale – conclude il leader di Sovranià Sulmona – Il servizio andrebbe rafforzato e dotato di personale medico specializzato magari per l’emergenza maltempo. Ulteriori tagli comprometterebbero definitivamente il diritto alla salute e alla vita delle popolazioni di queste  località dell’Abruzzo interno”. (h.11,30)

 

Leave a Reply


Trackbacks