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Domenica accoglienza della reliquia del Beato Venezuelano dott.José Gregorio Hernández Cisneros

Sulmona, 26 novembreJosé Gregorio Hernández Cisneros nacque in Isnotú, una piccola località ubicata nello stato di Trujillo,nella cordigliera andina, nell’ovest del paese. Era il primo di sei fratelli, figlio di Benigno María Hernández Manzaneda e Josefa Antonia Cisneros Mansilla, di ascendenza colombiana e spagnola rispettivamente. Tutta la sua infanzia la passò nel suo paese natale, dove suo padre era padrone di un negozio.

All’età di 13 anni, José Gregorio manifestò a suo padre il suo desiderio di studiare legge; tuttavia, suo padre lo convinse a studiare medicina. Perciò dovette spostarsi nella città di Caracas per realizzare i suoi studi liceali. Arrivando alla capitale, iniziò i suoi studi nella Scuola Villegas, una delle più prestigiose scuole dell’epoca, dove si laurea il 28 giugno 1888 all’età di 24 anni.Nel novembre del 1889 si trasferì in Francia e frequentò il laboratorio di istologia di Mathias Duval, per poi studiare istologia ed anatomia patologica nella città di Berlino.

Successivamente Hernández ritornò in Venezuela al fine di entrare come professore all’Università Centrale del Venezuela a Caracas, dove inoltre collaborò con l’ospedale Vargas. Fu tra i primi a introdurre il microscopio ottico in Venezuela. Nonostante non abbia rivestito alcun ruolo ecclesiastico, José Gregorio fu un fervente credente cattolico. Il 7 dicembre 1899 emise la professione come terziario francescano nella chiesa della Madonna della Mercede a Caracas, associandosi alla fraternità guidata dai frati cappuccini, che reggevano quella chiesa.

Dopo essersi convinto di avere compiuto i doveri verso la famiglia, la scienza ed il suo paese, decise di dedicarsi alla vita religiosa. Nell’anno 1907, dopo aver parlato con l’arcivescovo di Caracas Juan Bautista Castro, inviò una lettera al priore dell’Ordine di San Bruno nella Certosa di Farneta nei pressi di Lucca, in Italia.Egli si imbarcò quindi verso l’Italia con l’intenzione di divenire monaco di clausura e così dedicarsi soltanto a Dio. In 1908 entrò nella Certosa di Farneta prendendo il nome di fra Marcello. Ma nove mesi dopo si ammalò piuttosto gravemente, tanto da ritornare in Venezuela per rimettersi.

Josè Gregorio non cedette mai da parte sua nel suo amore per la Chiesa e la vita religiosa.Arrivò a Caracas nell’aprile del 1909 e ricevette il permesso per entrare nel Seminario “Santa Rosa di Lima”.Passati tre anni, anelando la vita del monastero, decise di tentare di nuovo.Questa volta si imbarcò per Roma con sua sorella Isolina. Si iscrisse ai corsi di teologia nella Pontificia Scuola Latino Americana. Ma un’altra volta i suoi piani furono frustrati a causa della malattia: un’affezione polmonare che lo costrinse a ritornare al Venezuela.

José Gregorio non tentò più la vita religiosa, interpretando le sue vicende come un richiamo di Dio alla vita secolare, rimanendo comunque membro del Terz’Ordine Francescano.Sarà un laico cattolico molto esemplare, servendo Dio nei suoi fratelli dalla sua vocazione di medico.Josè Gregorio Hernandez muore a Caracas il 29 giugno 1919, ed i suoi resti riposano nella chiesa parrocchiale della Candelaria di Caracas, dopo essere stati per lungo tempo nel Cimitero Generale Sud.

Verso il primo santo venezuelano, approvato il miracolo del “medico dei poveri”

La causa di beatificazione di Josè Gregorio Hernandez era aperta dal 1973.Uno dei miracoli riconosciuto è quello ricevuto da Yaxury Solorzano, bambina oggi di 14 anni che il 10 marzo 2017 fu raggiunta da un colpo di fucile dietro l’orecchio destro esploso da delinquenti che voleva rubare denaro a suo padre. La ferita aveva interessato il cervello, fratturando l’osso parietale destro e provocando un edema cerebrale. La bambina fu prima portata all’ospedale di Apure dove non c’erano nemmeno neurochirurghi per poter curare celermente la bambina, e poi trasferita in un’altra struttura. Dopo l’operazione, la bambina fu attaccata ad un respiratore.

Fu durante l’operazione che la madre chiese l’intercessione di Josè Gregorio Hernandez. Era sicuro che la bambina avrebbe avuto danni cerebrali. Invece, già una settimana dopo l’operazione, Yaxury camminava sorridente, senza complicazioni.La guarigione è stata giudicata scientificamente inspiegabile dalla Commissione Medica della Congregazione delle Cause dei Santi. Ora, tutto passerà allo studio della Commissione dei Teologi, per poi essere sottoposto alla approvazione del Papa.

LA RELIQUIA DEL BEATO VENEZUELANO DOTT. JOSE GREGORIO HERNANDEZ

Domenica 28 novembre ore 16.00 presso la chiesa Maria Ss. Regina della Famiglia -Bellante Stazione (TE) con motivo dell’arrivo dal Venezuela della Reliquia di primo ordine del Beato Dott. José Gregorio Hernández, medico, docente e modello di cristianità, appartenente all’ Ordine Francescano Secolare d’Italia, riconosciuto come “Il medico dei poveri” e nella volontà di essere nominato prossimamente Santo di tutti.

Una cerimonia di importante rilevanza per tutta la comunità venezuelana presente in Italia, presieduta dal S.E. Edgar Peña Parra, Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato della Santa Sede, e dove saranno protagonisti di tale evento la Diocesi di Teramo- Atri con il Vescovo Lorenzo Leuzzi, la Parrocchia di Santa Croce e Santa Maria della Misericordia e quela della Parrocchia di Santa Maria in Herulis di Bellante, il Comune di Bellante e Alionlus “Associazione Latinoamericana in Italia Onlus”, insieme a tutta la comunità di fedeli.Saranno presenti don Gerardino Baracchini (dal Venezuela) vice-postulatore della Causa di canonizzazione del beato José Gregorio Hernández; i parroci ospitanti sono don Julio Rosignoli e don Attilio Ricci; invitati la Comunità dei presbítere di origine venezuelana in Abruzzo e le autorità regionali.

La Associazione Latinoamericana in Italia ALI ONLUS, insieme agli altri patrocinanti:“La Diocesi di Teramo-Atri”, “Parrocchia Santa Croce e Santa Maria della Misericordia”, “Parrocchia Santa Maria in Herulis Ripattoni” ed il Comune di Bellante, vi invitano a questo grande evento.

 

Roberto Paolini

 

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