Cultura

( documenti)- Il Referendum del 1946 ed i suoi avvenimenti

 

Sulmona, 29 maggio– In occasione della festa della Repubblica del due giugno ci tornano alla mente gli avvenimenti sia del due e tre giugno 1946, sia delle giornate successive alla consultazione referendaria, ormai entrate nella storia. Il Referendum Monarchia Repubblica, fra luci ed ombre, vedrà la vittoria della Repubblica a vantaggio della Monarchia. C’è un capitolo, un momento memorabile di grande interesse della storia d’Italia, il quale ancora oggi continua a far discutere a suscitare dibattiti, contrapposizioni, scambi di idee ed opinioni. In data 16 marzo 1946 Umberto di Savoia Luogotenente del Regno d’Italia procede a controfirmare la legge la quale affida al popolo italiano la scelta circa la forma dello Stato. Nella stessa data del 16 marzo 1946, contro il desiderio del Luogotenente stesso, vengono escluse dal diritto di voto la Venezia Giulia con Zara, Pola, Trieste e Gorizia le quali formano il XII collegio, nonché la provincia di Bolzano. Si enuncia che i loro elettori sarebbero stati consultati con provvedimenti successivi, ma essi non hanno mai votato al Referendum Monarchia Repubblica del giugno 1946, né voteranno in futuro; perché escluderli. Non saranno consegnati 1.500.000 di certificati elettorali che impediranno ad almeno il 5,5 per cento degli aventi diritto al voto di poter accedere alle urne, per quale ragione. Circa l’otto per cento degli aventi diritto al voto o perché residenti nelle Regioni ut supra menzionate, o perché non sono stati reperiti, vengono esclusi dal diritto di voto. In Russia vi sono ancora migliaia di soldati italiani con alcuni generali italiani i quali resteranno in URSS sino al 1950.

I prigionieri in vita sono circa 400.000 pari all’1,25 per cento degli elettori: le loro famiglie temono che l’esito referendario possa nuocere ai loro cari per quanto concerne il definitivo ritorno in Patria. Molti altri vengono esclusi per motivi politici, limitati in quelli civili; in conclusione per un motivo e per un altro oltre il dieci per cento del corpo elettorale non si recherà alle urne nei due giorni del Referendum. Per la prima volta in questa memorabile consultazione votano anche le donne; l’opinione dei politologi è quella di considerare il voto femminile chiaramente moderato. Mediante il  DLL 1 febbraio 1945 n.23 si procede ad estendere il diritto di voto anche alle donne. Anno 1946: con 178 si e 84 no il 23 febbraio la Consulta procede ad approvare la legge per l’elezione dell’Assemblea Costituente; vengono eletti 5000 Consigli Comunali. Alle ore quindici del 9 maggio 1946 Sua Maestà il Re Vittorio Emanuele III abdica; partirà la sera stessa alla volta di Napoli al fine di imbarcarsi per l’esilio in Egitto, assieme alla Regina Elena. Al suo posto succede in base alla legge salica il figlio Umberto II. Il cinque maggio cessa di avere funzione la Commissione Alleata per il controllo dell’Italia.

Si vota domenica 2 giugno dalle 7 alle 20, lunedì 3 dalle 7 alle 12. Agli elettori vengono consegnate due schede una per scegliere la forma dello Stato, l’altra per eleggere l’Assemblea Costituente. Nel corso delle ore successive alla conclusione del referendum si hanno avvenimenti che tutt’ora sono oggetto di analisi, dibattiti, confronti fra gli storici e giuristi. La mattina del 4 giugno Alcide De Gasperi, informa il Ministro della Real Casa Falcone Lucifero, che la Monarchia è in netto vantaggio nei confronti della Repubblica; inoltre Alcide De Gasperi esclude rebus sic stanti bus ogni possibilità di vittoria della Repubblica. Alle ore 21 del 4 giugno Alcide De Gasperi comunica a Falcone Lucifero che la situazione è completamente capovolta. La mattina del 5 giugno è lo stesso Alcide De Gasperi a darne comunicazione al Re; la mattina stessa del 5 giugno il Corriere della Sera annuncia la vittoria della Repubblica, con il Re il quale ordina alla Regina di lasciare subito il palazzo del Quirinale. Alle 15 Maria Josèparte alla volta di Napoli con i suoi figli per raggiungere il Portogallo, partenza che avviene la mattina del sei giugno alle ore cinque antimeridiane. Il ministro dell’interno Cesare Romita da comunicazione dell’esito referendario in una conferenza stampa.

Entro mezzogiorno di sabato 8 giugno devono essere trasmessi alla Corte Suprema eventuali ricorsi, denunce, proteste, circa eventuali irregolarità del voto referendario; ne giungeranno 21.000. Domenica 9 giugno la Corte Suprema di Cassazione da inizio ad esaminare i primi ricorsi; lunedì 10 giugno alle ore 17, all’interno della sala della Lupa alla camera dei deputati, Giuseppe Pagano presidente della Corte di Cassazione procede a far somare pubblicamente i voti giunti dagli uffici elettorali. Alle ore 20 del 10 giugno l’esecutivo si riunisce ed approva un comunicato nel quale si afferma che, la proclamazione dei voti fatta dalla Cassazione, assicura in maniera chiara la maggioranza alla Repubblica. Il ministro Leone Cattani voterà contro. Alle ore 13 di mercoledì 12 giugno Falcone Lucifero, procede a consegnare ad Alcide De Gasperi  la missiva del Re, nella quale Sua Maestà intende rispettare in maniera ferma e decisa la volontà del responso degli italiani, espresso dagli elettori votanti. Il Governo il 13 giugno, alle ore 0.15, procede ad approvare l’esercizio dei poteri di capo dello stato da parte del presidente del consiglio Alcide De Gasperi. La mattina del 13 giugno il Re, prende la decisione di lasciare l’Italia, per evitare il rischio che la situazione precipiti in altri scontri come già è accaduto nella città di Napoli. Il Re alle ore 15 riceve gli onori militari nel cortile del Palazzo del Quirinale; alle ore 16 e 10 decolla dall’aeroporto di Ciampino diretto in Portogallo. Falcone Lucifero procede a diffondere il proclama agli italiani con il quale il Re, conclude il giuramento di fedeltà come sovrano, ma non alla patria italiana. Il Regno d’Italia proclamato il 17 marzo 1861 termina alle ore 16 e 10 di giovedì 13 giugno. La Repubblica di fatto non nasce nella stessa data, nello stesso giorno, ma solamente il 18 giugno 1946. Ora vi sono due capi di stato il Re ed Alcide De Gasperi capo di una Repubblica non ancora proclamata. Alle ore 18 del 18 giugno 1946 la Corte di Cassazione procede con 12 voti a favore e 7 contrari a stabilire che, per votanti, sì intendono gli elettori i quali hanno espresso voti validi. A seguito di tal decisione ed interpretazione la Repubblica supererà la Monarchia con una differenza di circa 2.000.000 di voti. Se invece si fosse tenuto in considerazione il conteggio dei voti nulli, circa 1.500.000, la differenza dei voti fra Repubblica e Monarchia si sarebbe ridotta a circa 250.000 suffragi. Il 19 giugno il governo procede a dare la nuova intestazione dei decreti, la intitolazione della Gazzetta Ufficiale, con il tricolore italiano ora senza alcun simbolo, senza lo stemma Sabaudo. Seguiranno i lavori dell’Assemblea Costituente la quale redigerà l’attuale Costituzione Italiana entrata in vigore il 1 gennaio 1948. Avvenimenti divenuti immortali quelli del referendum del 1946 che ancora oggi destano interesse, studio, dibattiti, confronti. Essi tornano ad essere  protagonisti ad ogni anniversario della festa della Repubblica, ad ogni mese di giugno.

 

Andrea Pantaleo

Fonte delle informazioni dal libro avente il titolo declino e crollo della Monarchia in Italia, i Savoia dall’unità al referendum del 2 giugno 1946, autore Aldo A. Mola, edito dalla casa editrice le Scie Mondadori. Fotografie tratte da Internet.

4 Comments

  1. Se mi posso permettere, questo è la cronaca degli eventi del tempo così come è stato ritenuto di riportare, e nessuno lo mette in dubbio. Vorrei però far notare come, il Dott. Enrico De Nicola che oltre ad essere il Capo della Procura della Repubblica di Pescara,era anche un notevole studioso e proprio di questi argomenti , nelle sue conferenze ci teneva a rimarcare la assoluta somiglianza del Titolo Primo della Costituzione Repubblicana del Gennaio 1948 con la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo dello stesso 1948 ma di Dicembre . I Savoia avevano promulgato le leggi razziali, come avrebbero potuto mantenere il Regno di una nazione sconfitta, se i tempi ed i diritti delle persone e dei popoli erano cambiati? In qualsiasi modo ce lo abbiano raccontato non cambia che il decorso delle cose avrebbe dovuto essere giustamente questo.

  2. Andrea Pantaleo

    Faccio una precisazione che ritengo essere doverosa: una persona che decide di fare informazione ha il dovere di raccontare fatti in maniera assolutamente distaccata ed imparziale. Io non mi schiero ovviamente per nessuna delle due fazioni. Egregio Giods per quale motivo il Consiglio dei Ministri sottrae i poteri di Capo dello Stato a Umberto II, conferendoli ad Alcide De Gasperi, prima che la Corte di Cassazione si pronunciasse suo brogli? La notte del 4 giugno 1946, i risultati del Referendum ancora sono stati annunciati, ma già si argomenta sulla vittoria della Repubblica. Lei egregio Giods scrive In qualsiasi modo ce lo abbiano raccontato non cambia che il decorso delle cose avrebbe dovuto essere giustamente questo. Benissimo ma il voto dei cittadini chiamati a votare nel referendum per decidere? La sovranità del popolo? Anche nei plebisciti avutisi nell’Ottocento al fine di annettere i territori vi sarebbero realtà poco chiare. Per quanto concerne il plebiscito del 1860 delle provincie siciliane, svoltosi il 21 ottobre 1860, avente il quesito il Popolo Siciliano vuole l’Italia una ed indivisibile con Vittorio Emanuele Re costituzionale, ed i suoi legittimi discendenti? Vede anche in questa occasione non tener conto né dei voti nulli, né di alcune regioni le quali voteranno si per acclamazione e senza distinzione di età, sesso. In data 2 dicembre 1860 nel Palazzo Reale di Palermo si presenteranno a Vittorio Emanuele II i risultati del plebiscito. L’annessione viene resa formale mediante il Regio decreto 17 dicembre 1860, pubblicato nella Gazzetta del Regno 26 dicembre 1860 n.306. Per dirla alla Giambattista Vico “Corsi e ricorsi storici” lei non trova? Sulle Leggi razziali concordo pienamente con lei che da sempre ledono gravemente la dignità e i valori umani. Va precisato inoltre che, lo Statuto Albertino, contemplava le libertà individuale, di domicilio, di stampa, della proprietà,di riunione e associazione, riportate in seguito nella Costituzione Repubblicana.

    Andrea Pantaleo

  3. Andrea Pantaleo

    Faccio altra precisazione:si può leggere sul quotidiano il giornale la ricostruzione del figlio di un militare dell’Arma dei Carabinieri Reali in servizio al Viminale la notte del 4 giugno 1946. Il suo papà, morto nel 2001. ha sempre asserito di aver visto realtà poco chiare. Per saperne di più si può andare su google e scrivere la seguente frase: le schede truccate del referendum del 46 ed entrare nel sito http://www.ilgiornale.it. Si potrà leggere il racconto che il militare dell’Arma dei Carabinieri fece sia al figlio, sia alla famiglia. A parlare nell’articolo è il figlio del carabiniere.

    Andrea Pantaleo

  4. Signor Pantaleo, in base allo Statuto Albertino , se il Presidente Mattarella volesse istituire delle leggi razziali domani in Italia, non sarebbe perseguibile ai sensi articolo 90 della Costituzione Repubblicana. Questa è la grande differenza, che ci è ritornata dagli USA ,che avevano nella loro Costituzione elaborato e recepito l’ innovativo pensiero giuridico di notevole carattere umanitario presente in Gaetano Filangieri e nella strabiliante cultura napoletana dell’epoca e che condivideva appieno Benjamin Franklin. Ora anche Nancy Pelosi ha recentemente richiamato la frase ” A Republic of you can keep It” . Ciò ,non fa escludere, e giustamente, che verso i Savoia sia stato adottato l’impeachement preventivo secondo le regole che sarebbero state poi introdotte nel 1948, e non certamente imposte dai vincitori agli sconfitti ma pienamente condivise dalle esigenze di libertà e di dignità degli italiani di quel tempo che si mossero anche anche in Abruzzo. Difatti se legge i resoconti storici la Brigata Maiella si rifiutò di giurare e combattere in nome del Re d’Italia ,ma solo per conquistare le libertà ed i diritti che godiamo (non sempre ) oggi…..In ogni modo è una materia molto lunga ed impegnativa .

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.