Economia

“Disugualianze: quante sono, come combatterle”, domani  se ne parlerà a Sulmona

Sulmona, 12 giugno– E’ il titolo della Conferenza che si terrà domani, giovedì 13 giugno, alle ore 17,00, presso la sede della CGIL di Sulmona in Vico del Vecchio. Conferenza organizzata dalla lega SPI-CGIL Area Peligna e dalla FILLEA della Provincia dell’Aquila, che vedrà la partecipazione del Prof. Maurizio FRANZINI, dell’Università La Sapienza di Roma, autore e co-autore con Vincenzo Visco e Luciano Barca e altri  di numerosi studi e rapporti sulle disuguaglianze e povertà, oltre ad aver pubblicato numerosissimi libri con Laterza.

 Le disuguaglianze di reddito e di ricchezza rappresentano, senza alcuna ombra di dubbio, uno dei problemi centrali dei tempi attuali, eppure scarsamente affrontato con la dovuta consapevolezza, se non del tutto assente dal dibattito politico e sociale, vissuto senza un moto di ribellione sociale come la gravità del fenomeno richiederebbe. Venti o trenta anni fa, infatti, suscitava scandalo e indignazione sociale il constatare che il reddito medio di un Manager o Dirigente d’Azienda fosse venti volte superiore a quello di un dipendente, mentre oggi che arriva ad essere superiore a trecento, in alcuni casi a quattrocento, la scandalosa differenza passa del tutto inosservata.

Probabilmente la narrazione neo-liberista post anni ottanta, le soluzioni imposte dopo la crisi finanziaria del 2008, l’averci fatto credere che i problemi derivassero: dai servizi pubblici e universali come la Sanità e la Previdenza, insieme all’Istruzione; che bisognasse ridurre il ruolo dello Stato; colpire i diritti dei lavoratori e indebolire i Sindacati; ha consentito un trasferimento di reddito e ricchezza dai ceti medi e dal lavoro dipendente alle rendite parassitarie e finanziarie, a quelli già più ricchi.

“Su questi aspetti- spiegano i promotori dell’iniziativa-  intendiamo aprire una riflessione e un ragionamento che punti a rafforzare l’impegno del sindacato per un riequilibrio sociale delle condizioni di vita e di benessere  delle persone, convinti che il malessere e il rancore maturato in questi anni dalle fasce più deboli ed abbandonate al loro destino siano alla base dell’affermarsi di pulsioni populiste e autoritarie. Oltre alle Disuguaglianze di reddito, un’attenzione particolare vogliamo rivolgere anche a quelle territoriali, alle aree deboli, cosidette fragili e interne, che soffrono per l’inadeguatezza del sistema pubblico della Sanità, dell’Istruzione e della Mobilità”.(h.9,00)

 

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