Venerdi, 10 novembre 2017

Dacia Maraini all’Abbazia morronese di Sulmona


2013/06/09 13:180 comments

( di Alfredo Fiorani)

Appuntamento di indubbio interesse programmato per il pomeriggio di martedì per la presentazione del suo La grande festa-

Sulmona (Abbazia  morronese) Sulmona,9 giugno.Con il patrocinio della Soprintendenza B.S.A.E. dell’Abruzzo e dell’Agenzia per la Promozione Culturale, l’Associazione Teatro di Gioia presenterà martedì 11 giugno alle ore 17, presso la mirabile Abbazia di Santo Spirito al Morrone, il libro di Dacia Maraini La grande festa. La Maraini sarà affiancata nella discussione da Mauro Tedeschini (Direttore Quotidiano Il Centro) e Italia Gualtieri (Pubblicista e Scrittrice). Inoltre, sono previsti interventi di Lucia Arbace (Soprintendente B.S.A.E) e Rosa Giammarco (Direttrice A.P.C Sulmona).

 Dacia Maraini ha un rapporto speciale con Gioia dei Marsi tanto da dirigervi una Scuola di Drammaturgia. Tra le tante cose, è volontà ed obiettivo dell’Associazione di fare di Gioia Vecchia un luogo durevole d’incontri, di scambi, di ricerca, di studio e non ultimo di farsi ideatrice d’iniziative che mettano in risalto la tutela dell’ambiente attraverso il sostegno culturale. Ma anche far rinascere dall’oblio l’antico borgo di Gioia andato distrutto nel terribile terremoto del 1915. Intento questo quasi a monito e ad esempio per tanti altri borghi il cui abbandono e la cui distruzione sono ferite che possono rimarginarsi solo se i loro abitanti fossero animati dal bisogno di non voler dimenticare e di non voler lasciare le mura dirute all’inquietudine dei fantasmi

In un’Italia sempre più colpevolmente restia all’innovazione e, peggio, alla ricerca in qualsiasi campo, nel 2000 nacque il Teatro di Gioia. Ciò che spinse la scrittrice a dare corso al “suo” teatro è lei stessa a porlo in evidenza:Noi crediamo che la cultura sia necessaria al benessere di un paese, perché la cultura insegna a pensare e a capire, insegna a unire le diversità nel rispetto della più distanti identità. E crediamo che la scuola, non solo quella per i bambini, ma quella per gli adulti consapevoli, sia un luogo di incontri, di conoscenza, di approfondimento, di creazione.”

La Maraini è autrice di romanzi, racconti, pièce teatrali, poesie, narrazioni autobiografiche e saggi, per lo più editi da Rizzoli e tradotti in venti paesi. Nel 1990 ha vinto il premio Campiello con La lunga vita di Marianna Ucrìa, nel 1999 il premio Strega con Buio, nel 2012 il premio Campiello alla carriera. Ora l’Associazione Teatro di Gioia ci offre l’opportunità di approfondire l’ultimo lavoro della scrittrice.

La grande festa è un ritratto lucido, e ispirato. Un’autobiografia essenziale che ripercorre personaggi, stili di vita, abitudini delle persone che la scrittrice ha frequentato nel corso degli anni, tra amori ed amicizie strettissime, fino a quando non l’hanno lasciata chi per un verso e chi per l’altro. La sorella Yuki, l’amatissimo padre Fosco, il marito Alberto Moravia, il “sovversivo” Pier Paolo Pasolini, la fragile Maria Callas, l’ultimo compagno vita, scomparso prematuramente, Giuseppe Moretti…

Scrive la Maraini: «E’ un linguaggio profondo e complesso quello con cui ci parlano coloro che abbiamo amato e non sono più con noi, ineffabile come il paese che abitano. I sogni e i ricordi sono il solo passaggio per questo luogo in cui le epoche della vita si confondono, “un’isola sospesa sulle acque, dai contorni sfumati e frastagliati”.

Sul filo teso e vitale della memoria, Dacia Maraini ci riferisce in questo libro dal taglio intimo e profondo coloro che ha prediletto, che l’hanno amata e che ha amato e che rinascono adesso attraverso il fitto dei ricordi. Si sa, il racconto ha l’immensa capacità di ospitare tutto e tutti: una sorta di teatro in cui attori e spetta[t]tori vivono dello e nello stesso farsi della realtà sulla scena. In fondo, la storia personale della Maraini, pubblica o privata, diventa quasi la nostra storia, perché è storia di sentimenti: felicità, dolore, nostalgia, amori convergono sulla pagina e si rinnovano, rinascono per miracolo fuori e dentro di noi.

 

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