Lunedi, 18 marzo 2019

Crisi comune dell’Aquila: Di Sabatino (Pd) “bacchetta” pure Di Benedetto


2019/03/16 16:320 comments

Com’era già capitato a Sulmona  quando  i vertici abruzzesi del Pd avevano censurato la scelta dei consiglieri  del Partito Democratico di andare in soccorso della Casini così la disponibilità di Amerigo Di Benedetto di tendere una mano al sindaco Biondi in presenza di una Giunta di alto profilo non è piaciuta. Ma c’è di più “La strada che abbiamo deciso di percorrere – spiega il Segretario regionale del Pd – non permette inciuci o accordicchi. Dunque, se Biondi è in grado di governare con la sua maggioranza lo faccia, oppure si torni al voto”.

 Sulmona, 16 marzo– “Due anni fa gli aquilani, con il loro voto, hanno scelto chi dovesse amministrarli e chi dovesse, invece, andare all’opposizione. Non è pensabile, oggi, mescolare le carte invocando una fantomatica giunta di salute pubblica, che risulterebbe incomprensibile agli occhi dei cittadini”. Con queste parole Renzo Di Sabatino, Segretario Pd Abruzzo, interviene sulla crisi politica che si è aperta all’Aquila dopo le dimissioni del sindaco Biondi.

“In politica, mai quanto oggi, occorrono messaggi semplici e chiari – continua Di Sabatino -. Risulta incomprensibile, quindi, quanto dichiarato da Amerigo Di Benedetto, che pure fu eletto nella fila del Pd, salvo poi scegliere una strada diversa, che si è detto disponibile con il suo gruppo a sostenere e appoggiare una giunta tecnica. Tutto questo non è accettabile, dato che il centrosinistra è, per volontà popolare, all’opposizione. E non è accettabile se si pensa che Biondi è stato uno dei principali sponsor di questa destra romana e di Marsilio che oggi governa alla Regione, dove pure Di Benedetto è su scranni opposti.

Certamente, poi, tutto questo non è in linea con il nuovo progetto politico inaugurato durante le regionali e portato avanti sotto la guida di Giovanni Legnini. La strada che abbiamo deciso di percorrere non permette inciuci o accordicchi. Dunque, se Biondi è in grado di governare con la sua maggioranza lo faccia, oppure si torni al voto. In questo momento non possono esserci scialuppe di salvataggio,  simili scelte non potrebbero essere giustificate dagli aquilani”. (h.16,30)

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