Sabato, 3 febbraio 2018

Una costituente per la cultura a Sulmona


2018/02/01 10:000 comments

Sulmona, 1 febbraio–  La cultura e l’intera sfera della conoscenza, “giacimenti di un passato glorioso”, devono tornare a essere determinanti per la crescita reale e per la rinascita della partecipazione e della democrazia perché esiste una stretta relazione tra crescita culturale e sviluppo. Una Costituente per la Cultura non può che avere radici nella formazione Classica: Scuola della Cultura Umanistica, Forgia caldissima, Humus fertile dove ogni pensiero trova strumento forme e contenuti per divenire ragionamento. Noi che ci siamo formati nel Liceo Classico Ovidio di Sulmona sentiamo il dovere, in questo preciso momento storico, di condividere con tutti queste nostre riflessioni, indissolubilmente legate a quanto appreso e vissuto tra i banchi della nostra Scuola. Sentiamo il dovere di farlo pubblicamente e di dire con fermezza che la civiltà moderna ha estremo bisogno di donne e di uomini che conoscano la cultura della democrazia che ebbe origini nel mondo greco classico, di studiosi di gran nerbo, per dirla con Antonio Gramsci, che siano capaci di risolvere le questioni sociali con lo spirito di sacrificio e l’abitudine a mettersi continuamente in discussione, proprio come avviene nell’esercizio di traduzione dei classici greci e latini.

Se vogliamo davvero ritornare a crescere, se vogliamo ricominciare a costruire un’idea di cultura sopra le macerie che vediamo chiare in avvicinamento all’orizzonte, dobbiamo pensare a un’ottica in cui lo sviluppo non passi esclusivamente per la valorizzazione dei saperi, delle culture, puntando in questo modo sulla capacità di guidare il cambiamento, ma obbligatoriamente passi per una coscienza formata sui valori condivisi della tradizione culturale mediterranea che ci circonda. Il Liceo Classico, da sempre, ha contribuito grandemente a formare Cittadini in grado di pensare il futuro leggendo il passato con i piedi ben saldi nel presente, grazie a una cultura eminentemente umanistica. Il maturando classico non deve necessariamente diventare latinista o un grecista (a questo ci penserà eventualmente l’università) ma deve essere in grado di capire che cosa è stata la civiltà greco-romana, identificare le etimologie, capire le radici latine e greche di molti termini scientifici, al nome di Pericle inorgoglirsi conoscendolo! Come spiegare a ognuno che usi il computer che esso è di fatto un prodotto effettivo del sillogismo aristotelico («se… allora…»). Come si può pensare alla difesa del pianeta senza avere alle spalle nozioni sulla storia della Terra, sulla vicenda di tante inondazioni storiche, sulla morte dei dinosauri, per non dire nozioni di etica?

Quando Hitler ha deciso di invadere la Russia aveva presenti i risultati della storiografia sull’invasione napoleonica? Certamente no, altrimenti avrebbe saputo che, per quanto la guerra fosse lampo, prima di arrivare a Mosca avrebbe dovuto fare i conti con l’inverno. E quando Bush ha deciso di invadere l’Afghanistan aveva letto la letteratura storica sul Grande Gioco e sul modo in cui nell’Ottocento sia i russi che gli inglesi non avevano e non avrebbero mai potuto conquistare quel paese a causa della sua orografia e delle sue divisioni tribali? Avere un’educazione classica significa anche saper fare i conti con la storia e con la memoria; significa acquisire un patrimonio cui attingere per tutta la vita. Quello che ci racconta Tucidide sulla vicenda degli Ateniesi e dei Meli serve ancora a capire molte vicende della politica contemporanea. D’altra parte i grandi scienziati – pensiamo a Einstein o a Heisenberg – avevano una solida cultura filosofica alle spalle, e per sapere se si ha o no a che fare con un Dio che gioca a dadi, bisogna non solo conoscere la fisica ma anche, persino, la teologia, o almeno i grandi dibattiti che hanno affannato la cultura occidentale per più di duemila anni. Come accade oggi sempre più nel mondo, nascono miriadi di sacche di iperspecializzazione, dove l’esperto di malattie rare non sa più curare un raffreddore e ha dimenticato la visione globale del corpo umano che ci aveva insegnato Vesalio. Pertanto una buona educazione classica è fondamentale per rendere inventivo e fecondo anche l’universo della ricerca scientifica e tecnologica.

Il Liceo Classico consente di immaginare quello che non è stato ancora immaginato; è “palestra” per la mente che allena lo studente a diminuire il rischio di poter essere ingannato nella vita. In questa palestra, la Cultura, non è, quindi, solo “giacimento di un passato glorioso” ma sorgente di responsabilità, e di valori universali. Sulmona

Gli studenti del Liceo Classico Ovidio di Sulmona. Annalisa Di Ruscio Medico e ricercatrice universitaria Annalaura Lombardi Dirigente P.A. Anna Marinucci Insegnante Annasara Di Pietro Avvocato Antonio Del Boccio Architetto Carlo Alicandri Ciufelli Medico Chirurgo Carlo Maria Speranza Ingegnere Cinzia Simonetti Avvocato Diletta Speranza Studentessa universitaria Elisabetta Bianchi Avvocato Ettore Polantonio Medico Chirurgo Fabio Balassone Medico Chirurgo Fabio Cardone Membro permanente CNR, membro Istituto Nazionale di Alta matematica, docente Università Cattoliche Fabio Maiorano Insegnante e Storico Fabio Ranalli Avvocato Francesca Tatoli Neo laureata Gemma Di Iorio Medico Chirurgo Giorgio Bolino Medico Legale e docente universitario Lorenzo Balassone Studente universitario Luca Orsini Avvocato Maria Teresa Leacche Magistrato Michela Leacche Dirigente Regione Abruzzo Margherita Faraglia Avvocato Mariella Madrigale Dottore Commercialista Mario Savoia Studente universitario Massimo Giorgi Architetto Massimo Pacifico Giornalista Maurizio Balassone Medico Chirurgo Michele Faraglia Avvocato Michele Lombardo Segretario UIL Abruzzo Paola Forcucci Funzionario Polizia di Stato Patrizio Iavarone Giornalista Sandro Colangelo Insegnante Serafino Speranza Avvocato Venanzio Porziella Medico Chirurgo

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